Humana vergogna. Gribaudi e Maffesanti su private e pubbliche vergogne

Humana vergogna (photo: Lia Zanda)
Humana vergogna (photo: Lia Zanda)

“Vergogna nazionale”: così Palmiro Togliatti descrisse, durante una visita nel 1948, le condizioni di vita dei materani costretti a vivere nei “sassi”, ovvero in grotte usate come abitazioni fino agli anni Cinquanta.
Settant’anni dopo, quella vergogna è diventata patrimonio per Matera 2019 Capitale Europea della Cultura. Proprio il concetto di “vergogna” è uno dei temi di questo grande evento internazionale che si concluderà a dicembre.

E “Humana vergogna” è la performance che ha concluso il percorso de “La poetica della vergogna”, uno dei 27 progetti di co-creazione di Matera 2019 co-prodotto da #reteteatro41 e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, diretto da Antonella Iallorenzi e coordinato da Franco Ungaro.
Il progetto è cominciato un anno fa e si è sviluppato attraverso workshop teatrali, uno “Shame Lab” con e per i reclusi della Casa Circondariale di Matera, una residenza artistica con ospiti internazionali e un forum per l’internazionalizzazione delle arti.

Lo spettacolo, diretto da Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti, è stato la tappa finale ed ha debuttato presso la Casa Circondariale di Matera a marzo; dopo un tour nell’est Europa è tornato recentemente a Matera per due repliche – sold out! – all’auditorium Gervasio.


Cinque performer (Mattia Giordano, Antonella Iallorenzi, Mariagrazia Nacci, Simona Spirovska e Ema Tashiro) entrano in scena in mutande e calzini sportivi, ma con una pelliccia che li copre. Per circa un’ora declineranno sui propri corpi e con le loro voci il concetto di “vergogna”. E gli spettatori non potranno esserne passivi.

I cinque si mettono davvero “in gioco”, sia perché alimentano lo spirito ludico dello spettacolo, dimostrando un certo affiatamento e variando i ritmi continuamente, ma anche e soprattutto perché ciascuno di loro consegna allo spettatore qualcosa di personale.

Uno spettacolo “a quadri”, in cui danza e teatro si confondono, e dove va in scena una liberazione (di vestiti ma soprattutto di vergogne personali) che diventa espiazione, dove le vergogne private si trasformano in collettive. Omosessualità, maltrattamento degli animali, tradimenti, rapporti familiari, masturbazione, politica, nazionalismi: questi e altri i temi affrontati.

Si ride molto, come in tutti gli spettacoli di Silvia Gribaudi, che continua a riflettere sulle potenzialità dei corpi di raccontare oltre gli stereotipi. E ci si ritrova davanti anche ai caratteri e al vissuto dei cinque performer in scena, che continuamente ci guardano e incalzano.
“Non mi vergogno di dire che…” è l’invito che viene fatto al pubblico, e al quale alcuni reagiscono ad alta voce. Tutti invece saremo pronti, alla fine, a lanciare sul palco palline di carte con sopra scritte le nostre vergogne, annotate all’ingresso e col timore, fino alla fine, di doverle sentenziare in pubblico. Per non vergognarsi della vergogna.

Esco dalla sala divertito ma anche pieno di riflessioni personali: “E se anche le nostre vergogne diventassero patrimonio?”.
Il prossimo appuntamento con “Humana vergogna” sarà l’8 dicembre al Teatro San Domenico di Crema, in attesa di una nuova tournée.

Infine, sempre a proposito di “vergogna” e Matera 2019, segnaliamo anche “Architettura della Vergogna” una mostra che è “una seduta psicoanalitica collettiva per l’architettura europea”. In questo caso il tema è analizzato da un gruppo di architetti che affrontano il tema delle periferie, delle case popolari, dei ghetti rurali ma anche delle opere incompiute e delle architetture totalitarie… La mostra è visitabile fino al 23 novembre all’Archivio di Stato di Matera.

HUMANA VERGOGNA
Invenzione e drammaturgia: Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti
Performer e contributi alla creazione artistica: Mattia Giordano, Antonella Iallorenzi, Mariagrazia Nacci, Simona Spirovska, Ema Tashiro
Consulenza drammaturgica: Jeton Neziraj
Consulenza coreografica: Sharon Fridman
Contributi artistici di laboratorio: Massimiliano Civica, Sharon Fridman/Carlos Penalver, Radosław Rychcik, Jakub Porcari
Musiche: Renato Rinaldi
Direzione tecnica e luci: Angelo Piccinni

durata: 60′

Visto a Matera, Auditorium Gervasio, il 9 ottobre 2019

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *