I Canti Orfici di Campana nelle Visioni di Cauteruccio

Michele Di Mauro in Canti Orifici / Visioni (photo: Stefano Ridolfi)

Michele Di Mauro in Canti Orifici / Visioni (photo: Stefano Ridolfi)

Con alle spalle la presenza ingombrante di Carmelo Bene (al quale lo spettacolo è dedicato) assistiamo alTeatro Studio di Scandicci alla prima nazionale di “Canti Orfici / Visioni”, progetto e regia di Giancarlo Cauteruccio, composito lavoro strutturato su tre elementi fondanti: il corpo, l’architettura e la musica. 

Il lavoro rientra all’interno di un progetto di celebrazioni per il centenario della pubblicazione del libro omonimo diDino Campana, un progetto che si è articolato in una serie di eventi di teatro, film, incontri, laboratori e questa prima nazionale andata in scena a dicembre.

Giancarlo Cauteruccio nel confrontarsi con la raccolta del poeta di Marradi – sulla vita del quale moltissimo si è detto e scritto – scarta dai binari degli elementi biografici e sceglie (mossa da lodare) una via altra, scommettendo su un concerto scenico che si avvale di grandi nomi, qualiAndrea Cortellessa come dramaturg, Paolo Calafioreper le scene, Gianni Maroccolo per le musiche originali e Michele Di Mauro come protagonista.

È senz’altro ambizioso e soprattutto coraggioso questo “Canti Orfici / Visioni” e il coraggio, inteso come ricerca di nuove vie, è da apprezzare. Nella bella intervista di Cortellessa a Cauteruccio contenuta nell’elegante opuscolo che ci viene fornito prima dell’inizio spettacolo è assai chiara l’idea che sta alla base del progetto, e vengono chiarite molte delle visioni e degli elementi che si compenetrano nella realizzazione di questo concerto teatrale. 


Al centro di tutto sta la “congiunzione di corporalità naturale e artificio tecnologico”, nell’esigenza di mettere in relazione voce e spazio e “quindi dare alla voce la possibilità di farsi architettura”. 
Ma, si sa, la poesia è un essere capriccioso; può rivelarsi materia ardua, rischiosa, ed è difficile da racchiudere in qualcosa di “definito”. Non si può creare un recinto in cui contenerla e al contempo risulta difficile miscelarla con altri elementi. Così, pur apprezzando il tentativo e il grande lavoro di costruzione di questo concerto teatrale e la sua articolata struttura, “Canti Orfici / Visioni” non sembra un esperimento riuscito appieno. 

Nonostante un impianto scenografico imponente e la regia evocativa ed attenta di Cauteruccio, queste visioni appaiono non troppo evocative proprio nell’eccessiva volontà di esserlo. I video che accompagnano il recitato, le presenze dei giovani del laboratorio tendono a “spiegare” troppo e l’effetto policromo che sta alla base del progetto si rivela infine monocromo. 

Certo, l’esperimento non era facile, la biografia di Campana viene messa in disparte per concentrarsi sulle sue liriche, ed è interessante l’idea di muoversi per luoghi; c’è una regia con delle idee (ma questo di Cauteruccio lo sapevamo) e siamo di fronte ad un testo quanto mai potente e carico nella sua tellurica ritmica. Ma la poesia in scena, lo ripetiamo, può diventare una creatura perfida, delicata e permalosa, e quando si cerca di imbrigliarla si rischia di non riuscirci.

Alcune soluzioni sceniche, la musica di Maroccolo (a tratti molto ingombrante) e i video, spesso troppo didascalici, non aiutano. 
Nonostante la buona prova di Michele Di Mauro, anche la scelta di insistere e forzare sulla musicalità dei versi per farne affiorare potenza e ritmo finisce – con il rispetto dovuto ad un’operazione di tale portata – più con il sovraccaricare che con l’evocare. 

A chiudere le celebrazioni del centenario della pubblicazione dei “Canti Orfici”, l’intervento su Dino Campana diAlberto Asor Rosa, che si terrà oggi 8 gennaio alle ore 17 alla Biblioteca Marucelliana di Firenze: “Sapienza e follia in Dino Campana. Un caso estremo di incomprensione da parte del sistema letterario”. 

Canti Orfici / VISIONI 

progetto e regia: Giancarlo Cauteruccio
con: Michele Di Mauro 
e con: Silvia Benvenuto, Giorgio Coppone, Giovanni Corsini, Maria Luisa D’Introno, Emiliana Provenzale, Veronica Rivolta, Matteo Tanganelli (attori del Laboratorio di conoscenza e interpretazione teatrale della vita e dell’opera di Dino Campana)
dramaturg: Andrea Cortellessa
musiche originali: Gianni Maroccolo
scene: Paolo Calafiore
costumi e assistenza alla regia: Massimo Bevilacqua
luci e direzione di allestimento: Loris Gianicola
video: Alessio Bianciardi
suono: Marco Cardone

durata: 1h
applausi del pubblico: 2′ 30”

Visto a Scandicci, Teatro Studio, il 16 dicembre 2014
Prima nazionale

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