I Grimm secondo Riserva Canini: luci e ombre dal pozzo dell’inconscio

Grimm, i guradiani del pozzo di Riserva Canini

Grimm, i guradiani del pozzo di Riserva Canini

Un informe magma cartaceo emerge dalla profondità della terra e prorompe per liberare la propria forza creativa: è una sorta di inconscio collettivo, quello che i fratelli Grimm, nel realizzare la loro celeberrima raccolta di fiabe, avrebbero smosso, scoprendo figure archetipe che nel loro simbolismo custodiscono i più segreti movimenti dell’animo umano, alcuni dolci e poetici, altri cupi e aggressivi.

Questa l’immagine con cui si apre “Grimm, i guardiani del pozzo”, l’ultima produzione di Riserva Canini con cui Marco Ferro e Valeria Sacco intraprendono un’indagine sull’essenza stessa della fiaba. E pur spingendo verso una dissoluzione di ogni concretezza, per cui in scena si susseguono voci e sussurri confusi e spezzati e frammenti di fiabe rimescolate tra loro, rappresentazione di quel flusso subcosciente che le storie narrate andrebbero ad alimentare, il punto di partenza scelto dai due autori è la pagina, la carta: la materia, dunque, su cui questo magma sfuggente acquisisce la sua forma.

E di carta sono le tante figure che man mano si animano ed emergono dal pozzo, raccontando trame che altro non sono che proiezioni dei nostri sogni o dei nostri più segreti desideri, pulsioni che i guardiani dovrebbero trattenere, controllare, e che tuttavia affascinano, tanto da riuscire a strappare brevi parentesi di vita.


Così l’amore dal sapore incestuoso di “Sorellina e Fratellino” può allungarsi sulla pagina come un’ombra stirata da un sole ormai assonnato, e con la sua magia fatta di immagini e parole può dimostrare una bellezza che quasi lo legittima.

Ma da quel magma che l’immaginazione ancora si diverte a rimescolare possono prendere corpo anche figure più inquietanti, nutrite dalla frustrazione del bambino e dalla sua delusione per il mondo adulto: grida così le sue minacce una strega decisa a imporre il proprio potere, oppure un lupo dalle lunghe zanne che incarna la paura dell’estraneo e forse colora a tinte scure la figura paterna, vissuta spesso con timore (soprattutto nel passato) dal bambino.

Marco Ferro e Valeria Sacco conducono lo spettacolo sviluppando tutte le potenzialità date dal teatro di figura: si comincia con animali ritagliati, poi si esplorano le ombre, attraverso giochi e suggestioni in continuo movimento; quindi si dà vita a burattini che piangono e sorridono.

“Grimm, i guardiani del pozzo” è uno spettacolo che regala al pubblico una lunga sequenza di immagini dal forte potere evocativo e parole usate come singole note dal suono suggestivo più che nella loro funzione narrativa.
Il risultato è un prodotto decisamente affascinante, estremamente curato ed anche molto ricco. E pur scegliendo un taglio autoriale che poco concede all’amore per il racconto del bambino, tiene comunque attento anche il pubblico infantile grazie alla grande ricchezza di trovate sceniche.
Riserva Canini sarà questo venerdì, 23 maggio, a Padova per Enter, progetto di Tam Teatromusica, con “Talita Kum”. 

Grimm. I guardiani del pozzo
produzione: Riserva Canini in collaborazione con Teatro Metastasio di Prato, Fondazione Toscana Spettacolo, Armunia, Teatro comunale di Antella, Teatro Cantiere Florida, Scorta Civica Marosi
di e con: Marco Ferro e Valeria Sacco
scene: Francesco Givone
disegno del suono: Stefano De Ponti
luci e fonica: Claudio Signorini
puppets e figure Marco Ferro, Francesco Givone, Valeria Sacco
musiche originali: Stefano De Ponti & Eleonora Pellegrini

età consigliata: dai 5 anni

Visto a Milano nell’ambito del Festival di teatro ragazzi Segnali 2014
 

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