I Pong, Paola Ponti e la sua danza di palle e pelle

I Pong
I Pong

I Pong – Paola Ponti

Leggerissima, una membrana rigida e sferica, in plastica e celluloide, colorata di bianco o arancione, tanto sottile che lascia intravedere in trasparenza il suo vuoto interno. Fatta così, la pallina da ping pong è perfetta per un rimbalzo svelto, ma allo stesso tempo controllato: il particolare materiale con cui viene fabbricata è stato studiato proprio per garantire al giocatore di comandarne la traiettoria con mano e racchetta, dopo averla prevista con la mente. Costretto al peso della gravità, chiuso in una struttura ossea e articolata, fasciata da muscoli ricoperti di pelle chiara o scura, ispessita da un tessuto stratificato e resistente. Fatto così, il corpo umano non si addice al rimbalzo: è massa mobile ma pesante, l’armatura per anima e cervello, serve a proteggerli e rappresentarli, educata a rispondere agli stimoli nervosi, a volte reagisce animata da riflessi incondizionati. Suona paradossale, ma il movimento del corpo umano può essere meno comandabile e più imprevedibile di quello di una palla. È la perfomance “I Pong” a mostrare il paradosso, e Paola Ponti, danzatrice e coreografa, a interpretarlo allo Studio28 di Milano nell’ambito del progetto DanceMe.

Il punto di vista ordinario è ribaltato: le palline, pur lasciate cadere su una superficie liscia, si muovono seguendo un percorso, fermandosi al punto prestabilito, mentre il corpo della danzatrice si contrae, contorce e affatica per stare dentro a un movimento deciso, assegnato a braccia, mani, gambe e piedi dai programmi della coreografa. La danza di Paola Ponti mette in mostra il peso del corpo, la sua inesorabile dipendenza dalle leggi fisiche e naturali, ma allo stesso tempo la sua possibilità di riscatto, attraverso scatti ribelli, o danze morbide, movimenti fluidi che sciolgono lo scheletro e trasformano le ossa in pezzi di gomma. Come palle, appunto.

Valore aggiunto alla performance, i contributi audio e video: le “musiche” di Giulio Escalona sono in realtà prima di tutto suoni registrati – ad esempio il gracchiare dei segnali radio disturbati – e “riciclati” per la danza di Ponti e palle: anti-melodie, hanno il valore di un efficace contrappunto ironico. Il “dramma” invece, è affidato ai video di Isobel Blonk: anche le immagini vengono animate dallo stesso principio del contrappunto, ma l’effetto ottenuto in questo caso è l’impatto emozionale, grazie al gioco della proiezione in negativo/positivo, sempre bianco e nero, a tratti sgranata o ingrandita, di corpi a tal punto ingombranti, ingigantiti eppure realistici, che sembrano fuori dallo schermo. La scena è quindi un’unione di corpo, suoni e video che agiscono in concerto ma anche singolarmente, mantenendo comunque sempre la propria forza specifica. L’effetto è un’osmosi in cui le diverse particelle artistiche in continuo movimento si incontrano, scontrano. E rimbalzano. Ecco “I Pong”.

Tra loro, anche se per una piccola parte – appare e scompare in scena giusto il tempo di aprire e chiudere un ombrello –, Davide Manico, finalista della prossima edizione del premio Equilibrio Roma (dall’1 al 27 febbraio 2011 all’Auditorium Parco della Musica di Roma), dove presenterà “Peep Show”. E sarà ancora lui il prossimo che, di nuovo a Milano, tornerà a collaborare con Isobel Blank e Giulio Escalona per portare in scena la terza performance di DanceMe, il 19 febbraio.

DanceMe è il nome di un progetto annuale (promosso dall’associazione culturale milanese Perypezye Urbane con il sostegno della Fondazione Cariplo, avviato nel giugno 2010 e che si concluderà il prossimo luglio) che coinvolge sei performer, due musicisti, due critici e due videomaker, tutti al di sotto dei 35 anni, che seguendo le regole dei Creative Commons – licenze che offrono agli autori la possibilità di condividere in maniera ampia le proprie opere, con la libertà di porre limiti sul loro utilizzo o sulla loro rielaborazione – a turno si confrontano con la realizzazione di una performance legata, nella fase di creazione, al web. Ogni partecipante (e chiunque è libero di partecipare) di DanceMe infatti condivide con gli altri artisti il proprio iter creativo attraverso la piattaforma www.danceme.org pubblicando testi, musiche, video e pensieri, e ottenendo dai visitatori del sito feedback e suggerimenti. Altro aspetto è poi la trasmissione in streaming delle performance, visto che ognuna viene rappresentata in un’unica replica allo Studio28. Con lo scopo di creare una vera e propria community creativa e critica per le performing arts, DanceMe si è avvalso di cinque professionisti in “Culture Digitali” che, in una serie di incontri, hanno formato i partecipanti al nuovo movimento culturale della x-media (cross media) generation, i cosiddetti nativi digitali.

I PONG
coreografia e interpretazione: Paola Ponti
musiche: Giulio Escalona
video: Isobel Blonk
durata: 45′
applausi del pubblico: 1’ 30”

Visto a Milano, Studio28, il 22 dicembre 2010

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