Bia, Bruni, Santeramo. Reduci di una proverbiale dimenticanza

I reduci

I reduciNonostante il titolo, “I reduci”, una volta tanto non siamo fagocitati da figure ossessionate dalla guerra o dal loro vissuto. Il testo, scritto a più mani da rappresentanti del teatro pugliese contemporaneo come Carlo Bruni, Teatroscalo e Teatro Minimo, descrive con leggerezza come la vita possa essere soffocata sia dalla dimenticanza che dal ricordo. Il tutto evitando, però, quello che di solito si vede a teatro: lo stravolgimento della naturalezza. I toni rimangono pacati, suscitando in qualche episodio simpatia, specialmente nei riguardi dei due pazienti, che tentano di richiamare l’uno la memoria dell’altro.

In scena cinque personaggi: due uomini con difficoltà di memoria sono accolti in casa del loro medico curante che, attraverso un colloquio ed una cena, cercherà di risolvere i problemi che ancora sono rimasti ai due pazienti. Uno, dopo un grave incidente, non ricorda più nulla della sua vita; l’altro dimentica invece le cose più semplici e vicine. Con loro la compagna del medico, donna piacevole e dolce che era stata, anche lei, sua paziente ma per un motivo opposto: il bisogno di dimenticare. Un quinto personaggio, appollaiato su una scala, risulterà coscienza parlante, ironica e assolutamente non pedante, di ognuno dei vari personaggi.

Il ballo, visto prima come un ilare tentativo di recuperare tono ed elasticità per il corpo e per la mente, diventa poi motivo di riconoscimento di un antico legame tra la donna e uno dei due pazienti che, alla fine, lei riconoscerà come il proprio ex marito. Solo così, dopo aver ascoltato il sofferto racconto di lei, riuscirà a ricordare d’essere stato protagonista di un brutto incidente nel quale aveva perso la vita il loro unico figlio.

Gli attori recitano fieramente un testo che non abbisogna di particolari performance in quanto a molteplicità o profondità caratteriale. Scenografia minima ma adatta. Belle le luci di Vincent Longuemare, Premio Ubu speciale 2007 proprio per le scenografiche luci che da un decennio inventa per il Teatro delle Albe; atmosfere che sanno richiamare, anche in questo caso, il giusto ordine di attenzione sulla scena.

Gelosia, amore, amicizia, solidarietà, dolore e un briciolo di risentimento. Il tutto giocato alternativamente, al di là e al di qua del confine di una memoria che va e viene, e che fa di questa pièce un piacevole gioco di parole che ricorda da vicino tante situazioni reali: quella vita quotidiana in cui, spesso, basta l’impercettibile mutamento di un particolare per sconvolgere tutto quanto esisteva fino a poco prima.

I REDUCI
di: Michele Bia, Carlo Bruni, Michele Santeramo
regia: Carlo Bruni
con: Nunzia Antonino, Ippolito Chiarello, Christian Di Domenico, Franco Ferrante, Michele Sinisi
spazio e luci: Vincent Longuemare
costumi: Luigi Spezzacatene
sartoria: Artelier – Casa d’Arte Bari
assistente alla regia: Alessandra Lanzilotti
direzione tecnica: Pino Loconsole
amministrazione: Caterina Wierdis
in co-produzione con: Mittelfest 2008 – Castel dei Mondi 2008 – Teatro Rossini di Gioia del Colle – Teatro Minimo
un progetto Teatri Abitati realizzato con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Ministero per lo Sviluppo Economico – Regione Puglia – Sensi Contemporanei – Teatro Pubblico Pugliese – Comune di Barletta – Teatro dei Borgia
durata: 1 h 05’
applausi del pubblico: 1’ 50’’

Visto a Modena, c/o Teatro delle Passioni, il 21 marzo 2009

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