I will survive. Qui e Ora e fratelli Dalla Via alla ricerca della sopravvivenza

I will survive (Photo: Michela Di Savino)
I will survive (Photo: Michela Di Savino)

Dopo essersi piacevolmente denudate per merito della regia divertita e divertente di Silvia Gribaudi in “My Place”, Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli, le simpatiche e duttili vestali della residenza lombarda Qui e Ora, si gettano coraggiosamente in “I will survive”, riecheggiando Gloria Gaynor: curando loro stesse i testi, ma guidate dalla regia di Marta Dalla Via, a cui si aggiunge la supervisione drammaturgica del fratello Diego, si buttano stavolta a capofitto nelle incertezze esistenziali dei nostri giorni.

Vestono i panni di Sofia, Samuela e Asia: una per una e in coro ci narrano le peripezie delle loro misere esistenze, storie di vita pervase da un filo di ironia amara che le impregna e collega, confessando le ragioni della propria insoddisfazione all’Istituto Nazionale per la Sopravvivenza, non a caso denominato INPS.
Tutte e tre hanno una richiesta, ma solo una otterrà il bonus totale che le permetterà di dare una vera svolta alla propria vita, di smettere di sopravvivere e incominciare finalmente a vivere.

Sofia fa domanda per riottenere un punto che le è stato rubato all’esame di Stato, conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore, che secondo lei le ha precluso il successo nella vita. Samuela chiede invece, dopo aver badato ad un figlio da sola per tempo infinito, un certificato di attribuzione di un padre facente funzione; mentre Asia è fortemente insoddisfatta del suo corpo, che vorrebbe diverso, senza per questo sottacere di possedere una madre novantenne stalker professionista, un fratello desiderato che si è sposato senza invitarla e l’atroce crisi adolescenziale di un figlio.

Chi otterrà tra loro il bonus totale? Ovviamente, e non avrebbe potuto essere diversamente, ci si metterà di traverso la burocrazia, e le tre donne si ritroveranno a guerreggiare tra loro con tanto di pistola, molotov ed estintore.
Tra appelli disperati e confessioni che non sempre centrano il bersaglio dell’analisi di un malessere proprio e collettivo, lo spettacolo si conclude con un commovente e sincero inno – disperato – a far gruppo, a stare insieme senza pregiudizi, perché è rimanendo soli, coltivando i rispettivi cinismi, che si soccombe.

Allo spettacolo manca un po’ di compattezza formale, nella sua eccessiva e ondivaga verbosità, tuttavia ha il pregio di sorridere in modo apparentemente lieve delle nostre debolezze nello stile riconoscibilissimo dei fratelli Dalla Via; “I will survive” vive grazie all’ironia e al ritmo delle tre brave interpreti, anche questa volta a proprio agio nell’adeguarsi in modo efficace al linguaggio di un artista esterno alla compagnia.

I WILL SURVIVE
Regia Marta Dalla Via
Supervisione drammaturgica Diego Dalla Via
Luci Paolo Tizianel
Di e con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli
Testo Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli
Realizzazione costumi Sofia Rime
Con il sostegno di Campo Teatrale

durata: 60′

Visto a Milano, Campo Teatrale, il 17 febbraio 2019

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