Ma l’Idiota chi è? Roberto Rustioni fra le crisi di Casanovas

Roberto Rustioni in Idiota
Roberto Rustioni in Idiota

La scena è aperta e illuminata: un banchetto con sedia, una scrivania con poltrona, due mobiletti. Quattro fari incorniciano la scenografia, e la luce fa brillare anche altri piccoli oggetti: una brocca, bicchieri, un computer portatile aperto.
Cominciano ad affollarsi le prime domande: chi siederà dietro la scrivania, per chi è quell’acqua, perché i bicchieri sono disposti in fila?

Le risposte arriveranno, poco per volta, diluite nel testo di Jordi Casanovas, fra i nomi di punta della nuova drammaturgia iberica.
Due personaggi, cavia e scienziato, si fronteggiano in un esperimento ai confini della distopia, con forti riferimenti all’attualità. La cavia moderna (Roberto Rustioni) vive intrappolata in valori preconfezionati e meschini. La scienziata (Giulia Trippetta) è schiava anche lei, ma dell’ideale di un bene superiore e manipolatorio. Chi è l’Idiota? La risposta non è nuova: c’è urgenza di tornare ad essere umani e di riappropriarci delle nostre individualità, prima che sia troppo tardi.

Ci sono esperimenti reali così forti da sconfinare quasi naturalmente nel teatro, come l’esperimento di Milgram, ripreso anche dal Living Theatre, o la Terza Onda: condividono col palcoscenico l’elemento dell’osservazione. “Il Principe Costante” di Grotowski, lavorando su questo meccanismo, metteva il pubblico su una balaustra, per assistere ad una vivisezione.


Parlando di crisi (economiche, globali ma anche personali) e dei tentativi per restare a galla, “Idiota” si inserisce in questo filone con una struttura che funziona: scambi veloci, continui sbalzi di temperatura, la tensione che cresce ad arte nel climax finale; gli attori tengono la palla senza farla mai cadere e non ci si annoia. Ma forse un po’ dispiace, perché drammaturgia e messa in scena aderiscono quasi senza ambiguità, e la regia svolge egregiamente il suo compito, ma non offre un salto in più, una ulteriore lettura che si possa distaccare dall’ideologia del testo.

Resta il fatto che gli ingredienti ci sono tutti. Nel doppio ruolo di regista e attore Roberto Rustioni è essenziale, nell’allestimento come nell’interpretazione, mentre Giulia Trippetta si cimenta nella difficile sfida di un personaggio negativo, riuscendo a restituire cinismo e sensualità. Piccola chicca: le videoproiezioni, che ricordano Michael Haneke, fatte di volti e di violenza piccola, inesplosa.

IDIOTA
di Jordi Casanovas
traduzione di Francesca Clari in collaborazione con Francesco Fava
con Roberto Rustioni e Giulia Trippetta
regia di Roberto Rustioni
aiuto regia Francesco Piotti
scene & Costumi Francesco Esposito
contributi Video Pablo Solari
ideazione Video Igor Renzetti
disegno Luci Gianluca Cappelletti
una produzione Fattore K
in collaborazione con “Fabulamundi. Playwriting Europe” e Associazione OlindaProduzione

applausi del pubblico: 1’ 1’’

Visto a Roma, Teatro India, il 17 marzo 2017

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