Il confuso Macbeth di Barberio Corsetti

Il Macbeth firmato da Barberio Corsetti

Il terzo atto del Macbeth firmato da Barberio Corsetti (photo: Marco Brescia & Rudy)

Una delle domande senza risposta che ha spesso attanagliato chi scrive è come mai sia potuto accadere che un capolavoro assoluto come il “Macbeth” di Giuseppe Verdi possa essere stato per molto tempo considerato un’opera minore del compositore; come sia stato possibile che questo capolavoro, dopo l’iniziale successo della prima, avvenuta il 14 marzo 1847 al Teatro della Pergola di Firenze, sia stato per troppo tempo dimenticato e  riesumato solo nel 1952 dal Teatro alla Scala con Maria Callas, con la parte di Lady Macbeth che sembrava scritta appositamente per lei.

“Macbeth” è la decima opera lirica di Giuseppe Verdi. Il libretto, tratto ovviamente dal Macbeth di William Shakespeare, fu firmato da Francesco Maria Piave, che sintetizzò il dramma scespiriano, originariamente diviso in cinque atti, in una struttura in quattro atti che prevede numerosi cambi di scena.
L’opera subì nel 1865 una revisione da parte di Andrea Maffei per la rappresentazione a Parigi. La prima rappresentazione di questa versione in italiano ebbe luogo alla Scala di Milano il 28 gennaio 1874.

La vicenda di Macbeth segue abbastanza fedelmente la trama del Bardo, mettendovi al centro la coppia iniqua, la loro ascesa al potere attraverso i continui delitti e la definitiva sconfitta.
L’opera inizia con la famosa scena delle streghe che predicono a Macbeth l’ascesa al trono di Cawdor e a quello di Scozia, mentre a Banco predicono il trono per i suoi figli.
Parte della profezia si avvera subito: un messaggero infatti comunica a Macbeth che re Duncan gli ha concesso la signoria di Cawdor.
Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re.

È questo uno dei momenti più intensi e straordinari del capolavoro verdiano, che non sfigura minimamente davanti ai omologhi scespiriani. Il cupo e sommesso dialogo tra i due sciagurati sposi (“Fatal mia donna un murmure…”), la scoperta dell’assassinio di Duncan con il susseguente concertato (“O gran Dio…”) fanno venire i brividi tanto la musica si conforma a ciò che avviene sul palcoscenico.


Del delitto di Duncan viene incolpato il figlio Malcolm, che fugge in Inghilterra. Lady Macbeth convince il marito a liquidare anche Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia.
I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire.
Durante un banchetto a corte, nel bel mezzo di un brindisi (“Si colmi il calice…”) Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco. Ma il nuovo responso delle streghe è rassicurante: Macbeth resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birman non gli muoverà contro e finché nessun “nato di donna” potrà nuocergli.

Intanto un esercito al comando di Malcom e del nobile Macduff sta per invadere la Scozia, e i soldati giunti nei pressi della foresta di Birman avanzano mimetizzandosi con le fronde degli alberi, dando l’impressione che l’intera foresta avanzi come la profezia aveva predetto.
Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio, mentre Macbeth verrà ucciso in duello da Macduff.

Come già detto, “Macbeth” risulta essere un capolavoro assoluto sin dallo struggente preludio, e soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, in cui su tutti primeggia Lady Macbeth, con quelle sue due arie (“La luce langue…”, “Una macchia è qui tuttora…”) che entrano nella carne stessa di questa straordinaria icona.

Il Macbeth firmato da Barberio Corsetti

Un’altra scena del terzo atto del Macbeth firmato da Barberio Corsetti (photo: Marco Brescia & Rudy)

Giorgio Barberio Corsetti, regista che seguiamo da parecchi anni e in altri contesti abbiamo amato, purtroppo questa volta ha imbastito uno dei suoi spettacoli più confusi, ambientando la tragedia in una contemporaneità assai diversificata ed infarcendola di innumerevoli segni (anche psicanalitici), senza però approfondire i veri temi dell’opera, poco aiutato anche da scene asettiche, pensate in collaborazione con Cristian Taraborrelli.
I video design di Fabio Massimo Iaquone e Luca Attili hanno l’onere di sottolineare molte scene, arricchendole di ulteriori simboli pleonastici, a nostro avviso inutilmente esplicativi.

Valerij Gergiev, direttore che abbiamo assai stimato soprattutto quando affronta i compositori suoi compatrioti, non sempre riesce ad aderire alla partitura verdiana, caricandola eccessivamente di toni, a discapito delle voci.
Tra i cantanti Vitaliy Bilyy (che sostituisce in tre repliche Franco Vassallo) secondo noi non ha ancora la voce e la caratura adatte per un personaggio così sanguigno come Macbeth (poco aiutato, dobbiamo dire, da incomprensibili costumi), mentre nel complesso Tatiana Serjan risulta una Lady convincente. Molto apprezzato dal pubblico il Macduff di Woo Kyung Kim, che nella sublime aria “La paterna mano” ha ottenuto una vera e propria ovazione, come anche il coro scaligero, che ha affrontato in modo perfetto quel meraviglioso cameo che è “Patria Oppressa”.

Attendiamo ora, con comprensibile ansia, altri due altri capolavori verdiani: “Un ballo in maschera” e “Don Carlo”.

Macbeth
di Giuseppe Verdi
Direttore
    Valery Gergiev (28 mar.; 2, 7, 9 apr.)
    Pier Giorgio Morandi (4, 13, 16, 18, 21 apr.)
Regia
    Giorgio Barberio Corsetti
Scene
    Giorgio Barberio Corsetti e Cristian Taraborrelli
Costumi
    Cristian Taraborrelli e Angela Buscemi
Luci
    Fabrice Kebour
Coreografia
    Raphaëlle Boitel
Video design
    Fabio Massimo Iaquone e Luca Attili

CAST

Macbeth
    Franco Vassallo (28 mar.; 2, 7, 13, 16, 21 apr.)
    Vitaliy Bilyy (4, 9, 18 apr.)
Banco
    Štefan Kocán (28 mar.; 2, 7, 13, 18, 21 apr.)
    Adrian Sampetrean (4, 9, 16 apr.)
Lady Macbeth
    Lucrecia Garcia (28 mar.; 2, 4, 7, 13, 16, 21 apr.)
    Tatiana Serjan (9, 18 apr.)
Dama
    Emilia Bertoncello
Macduff
    Stefano Secco (28 mar.; 2, 7, 13, 16, 21 apr.)
    Woo Kyung Kim (4, 9, 18 apr.)
Malcolm
    Antonio Corianò
Medico
    Gianluca Buratto
Domestico
    Ernesto Panariello
Sicario
    Luciano Andreoli
Prima apparizione
    Lorenzo Tedone
Seconda apparizione
    Beatrice Fasano (28 mar.; 2, 4 apr.)
    Andrea Camilla Mambretti (7, 9, 13 apr.)
    Matilde Di Fonzo (16 apr.)
    Patricia Fodor (18, 21 apr.)
Terza apparizione
    Lucilla Amerini (28 mar.; 2, 4 apr.)
    Matilde Di Fonzo (7, 9 apr.)
    Margherita Pezzella (13, 21 apr.)
    Benjamin Natali (16, 18 apr.)

durata: 3 ore incluso intervallo

Visto a Milano, Teatro alla Scala, il 9 aprile 2013
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *