Il consumismo Vietato ai minori di GenoveseBeltramo

Vietato ai minori - GenoveseBeltramo

Vietato ai minori (photo: Stefano Roggero)

Tutto ha un prezzo. Tutto si può comprare.
Kurt Cobain è un video-designer, il suo nome si legge all’italiana, Kurt Cobain.
Babe si legge Babe. I suoi genitori erano innamorati del maialino, Babe.
I due sono sul tappeto elastico che occupa la scena.
Babe è il personaggio-cavia di un videogioco per bambini che Kurt Cobain sta testando.
Una certa Miss Milf è l’imprenditrice dai tacchi rosa shocking che segue la creazione del gioco e ne conosce il segreto: perché abbia successo bisogna fare leva sull’amore e sulla paura, due sentimenti potentissimi in grado di tenere i bambini incollati allo schermo.

La scena cambia. Kurt Cobain ora è piccolo, e si innamora di Sue Ellen, la bambina che salta sul tappeto elastico affianco al suo. I due crescono, maturano, Sue Ellen resta incinta.

Lo spettacolo “Vietato ai minori” della compagnia GenoveseBeltramo, al suo debutto assoluto al Teatro Garybaldi di Settimo Torinese, si snoda attraverso la vita del protagonista, e pare quasi la trasposizione scenica di un Bildungsroman (romanzo di formazione), alla fine del quale il video-designer raggiunge un senso critico che gli fa prendere le distanze dalle bieche dinamiche del business perverso cui i suoi progetti informatici contribuiscono.

Lo spettacolo, scritto e diretto dall’attore Savino Genovese, è uno sguardo tagliente sulla società consumistica nella quale siamo immersi: anche l’infanzia va trasformandosi in un proficuo terreno di guadagno. I bambini sono come automi da ingrassare e parcheggiare di fronte a uno schermo. Le loro esigenze e le loro reazioni si possono controllare al punto da strumentalizzarle per favorire un business.
Fino a che punto resteremo passivi di fronte a tutto ciò?

Quello della compagnia GenoveseBeltramo pare un grido d’allarme che sa farsi sentire senza diventare assordante.
La bellezza dello spettacolo sta nel saper esprimere, in modo profondo e spiritoso, una situazione attuale tristemente sottovalutata, con lo sguardo critico di un’intelligenza pungente, senza però costringere il pubblico a bere una morale preconfezionata.
Non a caso, lo spettacolo si chiude con la domanda di Kurt Cobain: “Sarò un buon padre?”.
 
I tre protagonisti in scena (due attori e una danzatrice) trattano un tema profondo ma senza mai perdere di vista l’essenza della comunicazione teatrale: sono vivi, si divertono, finalmente non si recita (to act) ma si gioca (to play)!
Paola Colonna è la coreografa-ballerina che, oltre a dare vita al personaggio di Babe, accompagna i monologhi e i dialoghi di Kurt e Sue Ellen muovendosi con intensità e precisione.
Savino Genovese (Kurt Cobain) e Viren Beltramo (Miss Milf/Sue Ellen) sanno accendere la scena e tenerla viva.

La scenografia è ben organizzata: dal tappeto elastico escono fiocchi, martelli, telefoni, tutti oggetti che, una volta usati, torneranno ad occupare il loro posto con discrezione.
Pur non patendone l’assenza in modo troppo evidente, la presenza di un occhio registico esterno potrebbe probabilmente aiutare lo spettacolo a germogliare in tutte le sue forme.

Totalmente auto finanziato, auguriamo a “Vietato ai minori” un pubblico sempre maggiore. Ma soprattutto che lavori di questo tipo continuino ad essere scritti. E, magari, perfino finanziati.

VIETATO AI MINORI

liberamente ispirato ai testi di P.Landi, J. Druznikov, J. Bakan
con: Viren Beltramo, Paola Colonna, Savino Genovese
scritto e diretto da Savino Genovese
coreografie di Paola Colonna
costumi di Irene Basso
voce di Elio D’Alessandro
suoni di Fabio Viana
luci e fonica di Pierpaolo Nuzzo
durata: 1h 14′
applausi del pubblico: 2′ 04”

Visto a Settimo T.se, Teatro Garybaldi, il 15 marzo 2013

Prima assoluta


 
 

1 Comment

  • EmmeGi ha detto:

    la ‘piccola’ società (i bambini) ha bisogno di voi del vostro teatro… sperando nell’ascolto dei grandi! molta gratidudine a Savino e Viren
    che incito a continuare i vostri spettacoli (che spero al più presto vedere) Bravi davvero!
    EmmeGi

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