Il Magazzino 18 di Simone Cristicchi: tra i conflitti della storia

Simone Cristicchi (photo: simonecristicchi.it)

Simone Cristicchi (photo: simonecristicchi.it)

Il “distacco narrativo” con cui affronta temi importanti della storia, dalla Campagna di Russia alle foibe, e l’inserimento di canzoni scritte ad hoc per gli spettacoli interpretate da sé stesso, fanno di Simone Cristicchi un interessante cant-attore (definizione che lui stesso si attribuisce durante la nostra chiacchierata), con cui abbiamo scambiato qualche parola in occasione di una delle numerose repliche dell’altrettanto chiacchierato “Magazzino 18”, che arriverà a Genova dall’8 al 12 aprile e poi dal 15 al 24 a Palermo.

Abbiamo incontrato Cristicchi al teatro Giacometti di Novi Ligure, dove abbiamo cercato di capire come mai tanto interesse per tematiche importanti e talvolta scomode, affrontate in questo caso attraverso un “musical civile” che vede l’artista romano sempre più autore dei suoi spettacoli.
Lui ci ha confidato alcune sue sensazioni importanti, come quella di essere arrivato alla chiusura di un cerchio di sperimentazione che, gradualmente, lo sta allontanando dalla musica leggera per introdurlo in una dimensione nuova, non solo intima ma anche per il pubblico, con cui riesce a costruire un rapporto profondo e trasversale.

Ci riceve in camerino anche se manca pochissimo all’inizio della serata e, nonostante la normale tensione che chiunque avvertirebbe prima di quasi due ore di parole e canzoni, risponde con schiettezza, sicuro di un percorso che gli sta regalando una nuova popolarità, anche grazie alla stretta collaborazione con figure fondamentali per la sua nuova veste artistica.

Parla quindi della grande stima artistica per Antonio Calenda che, ci confessa, lo ha spinto a scrivere le canzoni per lo spettacolo facendo riemergere quella vena musicale che lo contraddistingue.
Accenniamo anche alle polemiche (per chi volesse approfondire le posizioni discordanti rimandiamo all’approfondimento ospitato da Wu Ming): difficile non farlo dal momento che alcune repliche hanno rischiato l’annullamento e molte altre sono state condite da contestazioni trasversali.
Per Cristicchi, una furba operazione politica, una faziosa strumentalizzazione o un capolavoro di libertà?

L’impressione generale è che “Magazzino 18” venga tirato come una coperta da un lato all’altro, scoprendo ogni volta un aspetto nevralgico del nostro passato.
Ma ognuno sarà libero di giudicare le parole del cant-attore durante questa videointervista.

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