Il Mulino di Amleto: i nostri classici pop. Videointervista

Gl’innamorati (photo: Manuela Giusto)
Gl’innamorati (photo: Manuela Giusto)

Il nostro sguardo sulle giovani compagnie punta oggi su Il Mulino di Amleto, gruppo che – dopo essersi conosciuto, nel suo nucleo fondante, sui banchi della scuola del Teatro Stabile di Torino – ha iniziato il proprio percorso artistico soffermandosi in modo fervido soprattutto sui classici, da Goldoni a Cechov e Brecht, ma esplorando anche il teatro ragazzi con il fortunato “Giardinetti”, lavoro corale sia dal punto di vista drammaturgico che registico, partito proprio dall’osservazione di cosa accade ai giardini per l’infanzia.

Mentre “Gl’Innamorati” di Goldoni – produzione del 2014 – sta ancora girando l’Italia con successo, la compagnia ha ora debuttato con un nuovo allestimento, ancora una volta un classico, “Il Misantropo” di Molière.

Guidati dal regista Marco Lorenzi, abbiamo incontrato tutti i componenti del gruppo alla Corte Ospitale di Rubiera, durante le prove del capolavoro molieriano, che ha debuttato al teatro Herberia il 14 marzo.
Nel videoracconto che presentiamo oggi la loro (ancora piccola) storia, raccolta a più voci, cercando di far emergere il metodo di lavoro, le certezze e le speranze di giovani che vorrebbero consacrare la propria vita al teatro.

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