Il teatro di oggi mi annoia: Alejandro Jodorowsky e il suo sogno senza fine

Il sogno senza fine
Alejandro Jodorowsky

Alejandro Jodorowsky durante le prove de ‘Il sogno senza fine’

“Se la realtà è come un sogno, dobbiamo agire senza subirla, così come facciamo in un sogno lucido, ben sapendo che il mondo è quello che crediamo che sia. I nostri pensieri attraggono i loro simili. Verità è quello che è utile, non soltanto per noi ma anche per gli altri.
Tutti i sistemi che in un momento ben preciso sono necessari, in seguito diverranno arbitrari e noi abbiamo la libertà di cambiare sistema. La società è la risultante di quello che lei crede di essere e di quello che noi crediamo che sia. Possiamo cominciare a cambiare il mondo cambiando i nostri pensieri”.
(Alejandro Jodorowsky, da La danza della realtà)

Debutterà domani, in anteprima mondiale a Torino, Il sogno senza fine, ultimo lavoro teatrale di Alejandro Jodorowsky. Che, alle conferenze stampa di rito, ha preferito una serie di prove aperte (a giornalisti, amici e fortunati). E’ lì che abbiamo scoperto Pianeta Jodorowsky.

Brontis Jodorowsky e Eliana Cantone

Brontis Jodorowsky e Eliana Cantone

“Non posso parlare del teatro di oggi, perché quando ci vado mi annoio”.
È questo l’Alejandro Jodorowsky che, a Torino dall’inizio di maggio per provare la sua ultima pièce teatrale, sorride e – nella sua semplicità – rimane inafferrabile.

Dopo le prove ospitate alla Cavallerizza, l’ultimo sogno di Jodorowsky debutterà in prima mondiale domani sera al Teatro Gobetti: il tutto esaurito (anche per le repliche) la dice lunga sulla curiosità suscitata da un personaggio che racchiude il guizzo di un intelletto d’artista e la memoria antica della tradizione sciamanica. Un’affermazione, quella rivolta genericamente al teatro, che sottintende come – per lui – l’arte non possa che essere una necessità che si genera dalle viscere.

Probabilmente non avranno il tempo di annoiarsi i suoi spettatori, tanti sono i cambiamenti di personaggi, costumi e registri che i due protagonisti (il figlio Brontis, che reciterà in un italiano imparato in brevissimo tempo, ed Eliana Amato Cantone) dovranno affrontare nei circa ottantacinque minuti di spettacolo.

A sette anni di distanza da Opera Panica, Jodorowsky torna alla drammaturgia e alla regia teatrale, assistito da Antonio Bertoli: “Il sogno senza fine richiama ovviamente Strindberg: i personaggi sono molti e gli attori solo due, e i personaggi sono quasi tipizzazioni abitate sempre solo da due protagonisti – anch’essi personaggi – che li interpretano fino al punto di perdere la coscienza di se stessi, per poi ritrovarsi ancora e perdersi continuamente. Così il personaggio diventa un altro personaggio, e l’estrema finzione del teatro si fa realtà portando al massimo la finzione teatrale”.

Brontis Jodorowsky

Brontis Jodorowsky durante le prove

Parlando del suo ultimo lavoro, parte di quel Pianeta Jodorowsky che gli farà vivere intensamente Torino fino al 10 giugno, lo descrive come “un manifesto stesso del teatro, nel quale si mostra quanto c’è di artificiale per arrivare, attraverso esso, all’essenziale”. Anche la scenografia rispecchia questa essenzialità: pochi oggetti, scarni e simbolici, talvolta inquietanti: “Sono tutti elementi che appartengono alla realtà ospedaliera. Li ho scelti perché penso che questo mondo sia malato”. E di tale infermità l’arte deve prendersi cura, perché solo se terapeutica può davvero essere al servizio dell’uomo. “In questo senso colui che cerca la verità si trova con un rospo in mano. Solo colui che cerca l’autenticità riesce a trovarci il diamante”.
Al centro della sfilata di ‘disperati’ che si alternano sul palco (e che ci rappresentano più di quanto siamo pronti ad ammettere) la ricerca dell’unità, di un completamento attraverso tre elementi fondamentali nella vita di ogni uomo: il tempo, l’amore e la libertà.
“Io cerco di fare un teatro per attori. Per me il teatro è una forma quasi religiosa: per far questo tipo di lavoro gli attori devono sacrificare il loro naturale ego, che li porterebbe a cercare l’applauso, e compiere una interiorizzazione psicologica”.
L’allieva, la prostituta, il fornaio, la serva, il sommozzatore… “In uno spettacolo di questo tipo gli attori devono essere dentro e fuori allo

Il sogno senza fine

Brontis Jodorowsky e Eliana Cantone (photo: Klp)

stesso tempo. Questa è la difficoltà. Sono costantemente in moto perché si devono cambiare in continuazione: è una prodezza tecnica. L’attore cambia personaggio e registro ogni tre secondi. Se manca la giusta coordinazione salta tutto”. E così (in aiuto all’esistenza?) compare talvolta un Destino dal volto coperto (Riccardo Maffiotti), che affianca la sofferenza, l’amore, la rabbia, le grandi domande della vita e i legami più profondi ed angoscianti.

Ma Pianeta Jodorowsky non sarà solo teatro: Il Mutamento Zona Castalia ha infatti organizzato un omaggio all’artista attraverso differenti discipline e coinvolgendo Il Circolo dei Lettori e il Museo Nazionale del Cinema. Saranno serate dedicate alla poesia, a tarocchi e psicomagia, alla letteratura e al teatro quelle del 29, 30, 31 maggio e 1° giugno al Circolo dei Lettori di via Bogino. Infine la rassegna cinematografica, dal 4 al 10 giugno una retrospettiva del suo lavoro come regista al cinema Massimo. Jodorowsky farà anche una puntata all’interno della rassegna Storie di altri mondi, dedicata da Il Mutamento Zona Castalia al territorio di Porta Palazzo: sabato 2 giugno, dalle 19 alle 24, all’ex cimitero di San Pietro in Vincoli ci sarà No Time – Un giorno senza tempo: Jodorowsky presenterà i 22 arcani maggiori dei tarocchi, realizzati dalle associazioni Il Tiglio e Laboratorio MenteLocale su pannelli di legno di diverse dimensioni, mentre Antonio Bertoli proporrà le sue poesie. Una serata che vedrà la presenza di altri artisti, con jam session musicali, danza e pittura.

Il sogno senza fine

(photo: Klp)

Regista, sceneggiatore, attore, psicomago, autore di romanzi, poesie, fumetti…
Jodorowsky nasce nel 1929 a Iquique, in Cile, da una famiglia ebrea di origine russa fuggita dalle persecuzioni in Ucraina: “Sono nato nel 1929 nel nord del Cile, in terre conquistate al Perù e alla Bolivia. Tocopilla è il nome del mio paese natale. Un piccolo porto ubicato, forse non per caso, all’altezza del ventiduesimo parallelo. Nei tarocchi ci sono ventidue arcani maggiori”.
Nel 1955 si trasferisce a Parigi, dove riceve lezioni di mimo da Marcel Marceau. “Dopo avermi esaminato minuziosamente, il mimo mi accettò nella sua compagnia affidandomi un ruolo insignificante, per dimostrarmi che se nel mio paese ero qualcuno in Francia ero un signor nessuno”.

Nel 1962 fonda con Roland Topor e Fernand Arrabal il Movimento Panico, di ascendenza surrealista. “Breton, a pochi anni dalla morte, era ormai un Sommo Pontefice vecchio e stanco circondato da accoliti privi di talento, più preoccupati della politica che dell’arte. È stato allora che abbiamo fondato il gruppo panico. La prima rappresentazione fu un effimero che durò quattro ore. Quello spettacolo avrebbe chiuso una tappa della mia vita. In esso mi castravo simbolicamente, mi facevo rasare, frustare, squarciavo il ventre a un gigantesco rabbino tirandogli fuori viscere di porco, rinascevo attraverso una vulva enorme in un rivolo

Jodorowsky e Bertoli

Jodorowsky e Bertoli presentano ‘Il sogno senza fine’

di tartarughe vive… Nonostante il successo […] io non ero ancora soddisfatto. Vedevo vagare lo spettro della distruzione tenebrosa e sentivo più che mai come il teatro avesse il compito di andare verso la luce”.
Jodorowsky ha un vasto pubblico che lo conosce per i suoi scritti sulla psicomagia, la psicogenealogia e i tarocchi. Con questi ultimi fa il primo incontro nel 1950 e da lì non li abbandona più, tanto che tuttora continua a leggerli gratuitamente a Parigi, in un caffé vicino a casa, ogni mercoledì sera.
(citazioni tratte da La danza della realtà)

Il sogno senza fine

Gli appuntamenti:

24, 25, 26 maggio ore 20,45
Il sogno senza fine
Teatro Gobetti (Torino)
Drammaturgia e regia: Alejandro Jodorowsky
Aiuto regia: Antonio Bertoli
Con: Brontis Jodorowsky, Eliana Cantone, Riccardo Maffiotti
Clavicembalo: Laura Allasia
Costumi: Daniela Cavallo e Roberta Vacchetta
Scenografie: Daniela Cavallo e Mirko Donati
Direttore di scena: Luigi Casetta
Foto di scena: Giorgio Sottile
Light design: Patrizio Serra
Assistente messa in scena: Salvatore Aresu
Produzione: Il Mutamento Zona Castalia, R. M. Storie di Altri Mondi

27 maggio ore 21
Il sogno senza fine
Teatro Sociale di Omegna (VB)
Lo spettacolo sarà preceduto dall’incontro con Alejandro Jodorowsky Il Poeta Alchemico
Organizzazione: Residenza Multidisciplinare Sul Lago d’Orta, Teatro delle Selve

29 maggio ore 21
Solo de Amor
Circolo dei Lettori (Torino)
Dal titolo dell’ultima raccolta di poesie pubblicata da Jodorowsky, una serata sul tema dell’amore concreto, volto alla scoperta di se stessi tramite il gioco di specchi della relazione. La poesia, così, diventa possibilità di salvezza, una sorta di rituale sacro di purificazione, capace di aprire una visione oltre la realtà ordinaria.

30 maggio ore 21
Io, il Tarocco
Teatro Alfieri (Torino)
Da più di quarant’anni Jodorowsky si dedica alla ricerca e allo studio dei tarocchi, una pratica che nel tempo è diventata parte fondamentale del suo percorso artistico e terapeutico.

31 maggio ore 21
Teresa e il figlio del giovedì nero
Circolo dei Lettori (Torino)
In compagnia di Antonio Bertoli, Jodorowsky anima una serata ricca di ricordi personali, scorazzando su e giù per il proprio albero genealogico, dove storia e mito si mescolano ad immagini fantastiche e a ricordi personali.
Letture di Massimo Giovara e Sara Dho.

1 giugno ore 21
Il Teatro come scienza della vita
Circolo dei Lettori (Torino)
Jodorowsky è stato pioniere dell’avanguardia teatrale cilena, messicana ed europea alla fine degli anni ’40. Negli anni ’60 è stato fondatore e animatore, con Fernando Arrabal e Roland Topor, di quel Movimento Panico, fenomeno artistico, teatrale e letterario allo stesso tempo. In questa serata conclusiva del ciclo di incontri al Circolo dei Lettori, l’artista parlerà del suo teatro, a partire proprio dall’ultimo Sogno senza fine.
Interviene Gabriele Vacis.

2 giugno ore 19-24
No Time – Un giorno senza tempo
Ex cimitero di San Pietro in Vincoli (Torino)

dal 4 al 10 giugno
Omaggio a Jodorowsky
Cinema Massimo (Torino)
In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema una rassegna dei film di Jodorowsky:
Il paese incantato (1967)
El topo (1970)
La montagna sacra (1973)
Santa sangre (1989)
Il ladro dell’arcobaleno (1990)
Lunedì 4 giugno Alejandro Jodorowsky presenterà la rassegna (ore 20,45). Per il programma dettagliato consultare il sito del Museo Nazionale del Cinema

5 giugno ore 21
Il sogno senza fine
Teatro Comunale di Cambiano (TO)
Lo spettacolo sarà preceduto da un incontro pubblico con Alejandro Jodorowsky
Organizzazione: Il Gruppo del Cerchio

14 giugno ore 21
Il sogno senza fine
Rovigo
Organizzazione: Teatro del Lemming

Il sogno senza fine

(photo : Klp)

Il sogno senza fine

(photo: Klp)

1 Comment

  • Marco Valeri ha detto:

    Buongiorno sono Marco Valeri Presidente dell’Associazione Culturale I Guastafeste.
    Con l’Associazione stiamo organizzando un Festival itinerante legato all’Acqua.
    La nostra sede è a L’Aquila e ci piacerebbe chiedere di portare il contributo del grande Alejandro Jodorowsky all’interno di questo progetto
    e ci piacerebbe parlare magari per telefono con qualcuno che possa fare da tramite. A tal proposito vi chiedo gentilmente di aiutarmi o indirizzarmi per la ricerca dei contatti con il grande Jodorowsky, mi aiutereste a realizzare un sogno.
    Certo di una vostra risposta che spero vivamente possa essere positiva, vi ringrazio per l’attenzione, augurandomi che questo sia l’inizio di un dialogo.
    cordiali saluti.

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