Teatro e Colline 2008. Il festival fra le colline astigiane compie 18 anni

Cosentino_momo
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Andrea Cosentino

E’ il teatro come scenario delle apparenze, in un mondo così visuale, televisivo, dalla comunicazione rapida e fluttuante ma che non ha tempo per raggiungere la profondità, il motivo di riflessione su cui il Festival Teatro & Colline di Calamandrana Alta (AT) decide di puntare l’accento.

Al suo diciottesimo compleanno il festival, proprio mentre riafferma la primitiva missione di promuovere la ricerca e la più libera espressione dei suoi protagonisti, registra il ritorno al ‘mondo’ e alle domande che diversi autori, registi e attori sviluppano, con nuova urgenza nelle ultime stagioni, nel ridefinire realtà e invenzione, sostanza e apparenza, vero e simile – introduce il direttore artistico Stefano LabateIl teatro contemporaneo che vi presentiamo condivide con il pubblico il linguaggio, i temi, le attitudini e i modi di sentire e di intendere. Non rappresenta ma deforma, rivendica il tradimento e la trasfigurazione scenica come dimensioni proprie della creazione, atti necessari per esprimere il dato più intimo della vicenda umana, singola e collettiva. Propone, anche al cittadino, un gioco consapevole che libera l’immaginazione, nutrendo il pensiero, e svela, sera dopo sera, un inganno, un luogo comune, una abitudine“.

Ad aprire oggi il festival, nel suggestivo parco del castello, Ave Maria per una gattamorta, spettacolo ideato da Mimmo Sorrentino e segnalato al 49° Premio Riccione per il Teatro.
Ma sono molte le proposte interessanti da scoprire, come Antò le momò di Andrea Cosentino, la prima assoluta di Passioni Cabaret Concerto del Teatro Popolare Europeo, Rubbish Rabbit di Tony Clifton Circus, Caravankermesse di David Batignani e Natascia Curci, I sacchi di sabbia con 1939… fino a Flatlandia, la lettura drammatica del racconto di Edwin Abbott Abbott condotta da Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio che chiuderà la rassegna lunedì sera.

Segnaliamo, infine, anche un incontro insolito – sabato mattina alle 10 – tra l’uomo di teatro Andrea Cosentino e Claudio Bernardi, studioso della festa tradizionale. Tipico come un Paparacchio. Ovvero: facciamo la festa alla festa sarà un dialogo semi-serio tra praticanti di feste e festini teatral-comunitari, fra tradizione ed innovazione.

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