Il viaggio tra vita e sogni del Teatro delle Briciole

Il viaggio del Teatro delle Briciole

Il viaggio del Teatro delle Briciole

“Cercavamo dei protagonisti che non avessero vite straordinarie, volevamo uomini e donne assolutamente reali perché pensavamo che fosse necessario tornare a guardare all’uomo, ad amare l’uomo, in ogni suo aspetto”.

Beatrice Baruffini e Agnese Scotti, artiste cresciute nell’officina del Teatro delle Briciole, raccontano così la loro scelta di mettere in scena il testo “Il viaggio” di Tonino Guerra (presentato al pubblico con il titolo “Il viaggio ovvero una storia di due vecchi”). Uno spettacolo creato per provare a raccontare una storia che fosse un omaggio a uomini e donne pieni di vita e di sogni.
Il lavoro è parte del progetto “Cantiere Custodi Nuovi Talenti”, una lodevole iniziativa che punta a favorire la nascita di nuove produzioni ideate e interpretate da giovani artisti.

Incrociamo questo lavoro durante il festival Incanti, nella sezione degli spettacoli destinati alle nuove generazioni e rivolti in particolare alle scuole.

La scena, semplice ed evocativa, è composta da tante assi di legno dipinte di bianco; appese sul fondo numerose buste di plastica contengono gli oggetti più vari.
Una voce fuori scena ci presenta un piccolo paese dove si colleziona qualsiasi tipo di cosa per poterne poi raccontare la storia: un luogo dove la tradizione orale passa soprattutto dalla materia, ingrediente fondamentale per tramandare i ricordi delle persone e le loro storie. Tra le tante storie che si raccontano c’è anche quella di Rico e Zaira, una coppia di anziani che, dopo ottant’anni di vita e lavoro, decide di fare un viaggio a lungo rimandato. Un viaggio per andare a conoscere il mare.


Le due attrici entrano in scena presentando i due protagonisti e la loro vita fatta di eventi che scorrono uno dopo l’altro, senza grandi sorprese. La loro presenza in scena è delicata, in sintonia con l’atmosfera poetica e sognante ispirata dalla scenografia, curata e affascinante.
Le voci ci accompagnano in questa storia semplice, che patisce un poco della recitazione troppo controllata e impostata, aspetti che giocano a discapito dell’emozione.
I momenti salienti della storia (come il primo incontro tra i giovani Rico e Zaira, il matrimonio e la loro vita insieme) sono raccontati attraverso l’uso di pochi oggetti animati a vista, una scelta semplice ed efficace che lascia ampio spazio all’immaginazione, dando vita ad un lavoro ricco di stile.

Rappresentati da scarpe da uomo e donna, Rico e Zaira, grazie all’abilità delle attrici, pian piano assumono nella mente dello spettatore la forma dei due vecchi. I movimenti puliti e precisi scolpiscono nell’immaginazione gli sguardi e le posture dei protagonisti e il racconto prende corpo.

Tra i momenti degni di nota vanno ricordate soprattutto alcune immagini di grande impatto visivo e ricche di poesia come il fiume, col suo scorrere lento e costante, rappresentato da una serie di semplici barattoli di vetro vuoti che si illuminano nell’instante in cui vengono riempiti d’acqua.

Un uso attento delle luci mette in risalto l’eleganza della scena e permette alle attrici di giocare con piani temporali diversi. Merita una segnalazione anche la divertente scelta di rappresentare alcuni personaggi laterali con momenti che mescolano il teatro di figura al corpo delle attrici, creando veri e propri quadri in movimento inseriti dentro la scenografia. E’ il caso dell’affascinante pescivendola romagnola, che prende vita grazie alla voce e alle braccia di una delle attrici, scena che regala ritmo e colore ad un racconto in alcuni momenti fin troppo delicato e sospeso.

La storia scorre quindi leggera e piacevole, in un lavoro godibile pensato per incantare i bambini ma che finisce per conquistare anche gli adulti.

IL VIAGGIO OVVERO STORIA DI DUE VECCHI

di e con: Beatrice Baruffini e Agnese Scotti
disegni: Matteo Salsi
costumi: Patrizia Caggiati
ideazione luce: Paolo Gamper
musiche e suoni: Dario Andreoli
voce fuori campo: Davide Doro
realizzazione scene: LabTdb (Paolo Romanini)

durata: 50′
applausi del pubblico: 2′

Visto a Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, il 4 ottobre 2013


 

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