Mozart, Immobile Paziente di fronte alle preferenze animali

Immobile Paziente
Immobile Paziente

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Danza in Mozart, Mozart in danza. Complice la collaborazione con la prestigiosa Accademia Filarmonica Romana, il gruppo di danza Immobile Paziente, capitanato da Caterina Inesi, prova a trasformare in corpo e movimento il celeberrimo “Quartetto K.465”, detto “Delle dissonanze”, opera del compositore di Salisburgo.
Il simpatico titolo “Perché le scimmie non amano Mozart (e i gatti sì)?” gioca con un’improbabile affinità tra la musica e alcune razze animali.

E scimmiette dispettose appaiono fin dall’inizio, quando i quattro in scena (tre danzatrici della compagnia, compresa la stessa Inesi, e l’attore Matteo Angius di Accademia degli Artefatti) giocano a rincorrersi attorno a un tavolo.

Nella scena nuda si intravede una camera delimitata da una linea sul pavimento. Le pose scimmiesche sono intervallate da coreografie che sbeffeggiano la musica mozartiana con mosse osé, buffe e dissacranti. Ancheggiando, ammiccando e roteando emerge una visione della danza tipica delle produzioni di Immobile Paziente. Attraverso una buona dose di inventiva e uno spaesamento pressoché continuo, l’ensemble romano sembra fedele alle dissonanze e alle stonature del genio austriaco.

La fase centrale scorre via veloce e con ritmo: passando attraverso poche mosse feline, si arriva a una danza delle scapole molto originale, si prosegue con uno strano concerto tra corde di violino e piatti (nella versione originale in campo anche un quartetto d’archi della Filarmonica) che sembra la foresta delle scimmie. Il movimento non è mai casuale e riesce sempre a creare un contatto con l’eccezionale musica.

Con leggerezza e divertimento si arriva al finale in cui loro (le danzatrici) giocano a fare le foche mentre lui (Angius) le bagna. Ecco la risoluzione dello spettacolo: non scimmie, non gatti ma danzatrici umide che diventano foche. L’acqua scorre e diventa protagonista, i vestiti zuppi si animano trasformandosi in vortici di danza. Mozart si perde, mentre i protagonisti, a loro volta, perdono il controllo: le tre foche, in un crescendo di tensione, accentuano la loro coordinazione; all’attore il compito di terminare lo spettacolo, spogliandosi e tuffandosi sul tappeto bagnato per fare l’acqua planning. Il gioco diventerà quasi un delirio da kamikaze masochista per liberare il pubblico alle risate incredule e agli applausi finali.

Perchè le scimmie non amano Mozart? (e i gatti sì)
ideazione e regia: Caterina Inesi
gruppo di danza Immobile Paziente
di e con: Matteo Angius, Manuela De Angelis, Caterina Inesi, Marcella Mancini, Francesca Sibona
Accademia Filarmonica Romana
durata: 40’
applausi del pubblico: 2’ 47’’

Visto a Roma, Teatro Biblioteca Quarticciolo, il 22 marzo 2011