I finalisti di In-Box e In-box Verde 2020: il nostro “ritorno al futuro”

Elea Teatro (photo: Alice Longoni)
Elea Teatro (photo: Alice Longoni)

Scelti da una commissione composta da 79 partner, i progetti finalisti del bando In-Box e In-Box Verde, sezione dedicata al teatro per le nuove generazioni, sono stati selezionati anche in questa edizione fra le numerose candidature pervenute. Perché In-Box è diventato, negli anni, un’occasione importante per il teatro contemporaneo: se infatti i bandi per le residenze o le produzioni in qualche modo si trovano, è certo più difficile riuscire a far circuitare uno spettacolo in molti spazi, su e giù per l’Italia. Ecco perché In-Box si è posto sempre più all’attenzione della scena che vuole emergere.

Il progetto, ideato da Straligut Teatro nel 2009 e sostenuto dal Comune di Siena, dalla Regione Toscana, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e da Fondazione Toscana Spettacolo ONLUS, riunisce, caso unico in italia, due reti nazionali di teatri che si dedicano non alla produzione di spettacoli ma alla promozione e distribuzione di artisti e compagnie emergenti tramite il bando In-Box, dedicato al teatro e alle sue contaminazioni, e il bando In-Box Verde, riservato al teatro per le nuove generazioni.

L’originalità del progetto, che in 12 anni ha accolto 3562 candidature, assegnando a 59 compagnie 459 repliche con circa 450.000 euro di cachet, è infatti quella di agire concretamente nell’ambito della circuitazione degli spettacoli, carenza cronica del sistema italiano, con un’azione multipla di talent scouting, di sostegno alla precaria dimensione professionale dello spettacolo dal vivo e di audience development.
Le repliche messe in palio dai partner sono suddivise fra gli artisti finalisti i quali, durante la stagione successiva, porteranno in scena i loro spettacoli nei teatri gestiti dai soci delle due reti.

L’emergenza sanitaria legata al Covid 19 ha impedito l’organizzazione di In-Box dal Vivo, festival–vetrina che dal 2016 si svolge a Siena e che costituisce la fase finale della selezione. Nonostante questo il progetto sta andando avanti come in passato, con l’individuazione della rosa di spettacoli da premiare e tra i quali distribuire le 87 repliche in palio: 37 per In-Box Verde, 50 per In-Box.

“Per noi si tratta in un certo senso di un “ritorno al futuro” – ci racconta Francesco Perrone, tra i coordinatori di Straligut – Fino al 2013 il progetto ha funzionato solo online, visionando i video integrali degli spettacoli, e non esisteva la fase finale di selezione dal vivo, che è arrivata nel 2014. Anche dopo, tutte le fasi di selezione, tranne la finale, hanno continuato a svolgersi online, tanto che abbiamo deciso di sviluppare una piattaforma nostra, Sonar,  che adesso vive di vita propria, e ospita altri bandi e ha molte altre funzionalità, per gestire in maniera agile tutte le operazioni, lato compagnie partecipanti e lato partner/giurati. Nel terribile momento che abbiamo e stiamo attraversando, siamo stati fortunati nel non trovarci impreparati ad affrontare una nuova versione integralmente online di In-Box e In-Box Verde. Ovviamente a maggio 2021 torneremo ad organizzare In-Box dal Vivo a Siena”.

E ora vi raccontiamo gli spettacoli finalisti di In-Box Verde 2020, che spaziano dalla musica alla danza fino al teatro di impegno sociale.

Che succede quando un bambino si rende conto di non esistere se non nella mente della propria sorella? Di essere, insomma, un amico immaginario? Nemo, il piccolo protagonista di “Che forma hanno le nuvole” scoprirà che la cosa più importante non è il nostro aspetto, ma le azioni che compiamo, e che si è invisibili solo se si vuole esserlo. Un viaggio magico tra poesia e momenti rocamboleschi messo in scena da Elea Teatro, compagnia che opera dal 2008 sui territori di Brescia e Milano, producendo spettacoli e performance, proponendo laboratori di teatro e teatro sociale, organizzando eventi culturali, coordinando interventi di drammaturgia di comunità.

La magia dell’opera lirica è al centro di “Opera Minima”, spettacolo in cui due personaggi immaginari, clown contemporanei, creano scenari onirici e danno vita a trasformazioni immaginifiche.
Eugenio Di Vito e Valentina Musolino creano, nell’aprile 2011, Can Bagnato, progetto di sperimentazione che porta avanti una ricerca espressiva e pedagogica che, partendo dalla relazione con il pubblico, fonde i linguaggi del canto, della danza e del clown giocando con le sfumature del poetico e del comico.

Opera minima

Opera minima

Spettacolo emozionante che farà riflettere sul mondo in cui viviamo, “La fabbrica dei baci” racconta le avventure del piccolo Pennino, alla ricerca del regalo per la festa della mamma. In un paese, Semprefreddo, dove gli abitanti hanno dimenticato come dimostrare il loro amore e sono costretti ad acquistare i baci al supermercato, cosa troverà Pennino nella spaventosa fabbrica di Baci?
Intrecciteatrali lavora da anni in Valceresio dove ha creato un polo culturale e artistico che organizza laboratori teatrali dedicati alle scuole, progetti culturali e percorsi con musei per la valorizzazione del territorio attraverso percorsi ludico- formativi.

Trae ispirazione dalla vita di Paolo Barrasso, biologo e poeta che partecipò, negli anni ’70, al primo progetto del WWF per la salvaguardia del Lupo Appenninico in Italia, “Paolo dei lupi”. Nato tra le poesie di Paolo, con il ritorno dei cervi e dei giovani lupi che si riprendono l’Appennino, lo spettacolo intende sfatare miti e false convinzioni sulla figura del lupo, e raccontare come l’uomo possa intervenire in maniera costruttiva sui delicati equilibri dell’ecosistema. Un teatro che affonda le radici nella memoria e nel territorio, quello portato avanti nei centri storici, nelle case e nelle scuole da Bradamante Teatro, nato nel 2018 su iniziativa di Francesca Camilla D’Amico, attrice, narratrice e autrice.

Paolo dei lupi

Paolo dei lupi

“Volumi” è un viaggio per adulti e bambini dai 5 anni attraverso le storie e i luoghi dell’immaginario infantile. Protagonisti una danzatrice e un musicista che giocano con l’universo dei libri, ascoltano le voci e i suoni nascosti tra le pagine, entrano ed escono dalle storie e coinvolgono il pubblico, suggerendo nuove possibilità per muoversi e giocare con le tante storie che i libri raccontano.
QB Quanto Basta opera da oltre 10 anni in ambiti di carattere culturale, formativo e artistico attraverso un percorso di ricerca di strumenti pedagogici.

In “Dislessi – che?” Martino ripercorre le tappe della propria infanzia complicata quando, bambino apparentemente turbolento e pasticcione, viveva le sue giornate in una classe dove l’insegnante e i compagni lo schernivano per le sue gravi difficoltà di apprendimento.
Sarà grazie ad una guida imprevedibile, un po’ invadente ma gioiosa e piena di sorprese, che il ragazzo scoprirà di essere affetto da dislessia, e imparerà a risolvere le differenti situazioni di difficoltà che potrà incontrare, riguadagnando così la fiducia in sé stesso. Il linguaggio usato, caratterizzato da una vivace tessitura musicale, utilizza libri pop-up e teatro delle ombre, che contribuiscono a restituire uno sguardo più approfondito sul mondo dei DSA.
Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza fondano Orto degli Ananassi a Livorno, dove, da settembre 2015, gestiscono il Teatro della Brigata, una sala spettacolo da 50 posti che ospita corsi per adulti e bambini e due rassegne, una serale e una di teatro per le nuove generazioni.

“Agli spettacoli di In-Box Verde arrivati fin qua non possiamo che fare i complimenti ed augurare in bocca al lupo – aggiunge Fabrizio Trisciani, altro coordinatore del progetto – Siamo soddisfatti della selezione e speriamo che i lavori possano il prima possibile essere visti dal pubblico, specie da bambini e ragazzi, cui sono in primis rivolti. Quello che ci preme sottolineare è che da sempre In-Box lavora come rete, collegialmente, sia nella scelta degli spettacoli da portare in finale sia nelle decisioni che fanno evolvere e crescere il progetto. E’ grazie a questa forza, alla volontà di proseguire nonostante tutto espressa dai partner, che anche quest’anno è stato possibile portare avanti regolarmente il progetto, salvaguardandone il cuore: la distribuzione delle repliche in palio e la promozione degli artisti emergenti. Lo stop dovuto alla pandemia ci ha trovati uniti, ci ha fatto lavorare ancor più a stretto contatto, sebbene a distanza; un lavoro “da camera” come recita la nostra copertina di quest’anno. Dopo questo grande sforzo collettivo, adesso ciascun giurato, che ricordiamolo, è prima di tutto un programmatore, sceglierà in autonomia quale dei 6 spettacoli finalisti portarsi a casa e programmare nei prossimi 24 mesi”.

Per quanto riguarda, infine, i sei finalisti di In-Box troviamo, per questa edizione, “Stay Hungry – indagine di un affamato”, racconto autobiografico di Angelo Campolo, attore e regista messinese, finalista ai premi UBU 2016 nella sezione “Miglior attore under 35”; la compagnia teatrale Cesare Giulio Viola con “Polvere”, spettacolo che racconta, dal punto di vista di una famiglia tarantina, gli effetti che la grande acciaieria provoca ai danni della città di Taranto e dei suoi abitanti; “LIBYA. Back home” è uno spettacolo di teatro documentario che segue il viaggio di Miriam Selima Fieno verso la Libia, nel tentativo di mettersi sulle tracce delle sue origini nordafricane, firmato da La Ballata dei Lenna; in “Futuro anteriore”, Ferrara Off, un gruppo di giovani attori, esplora nuovi possibili scenari d’invecchiamento. Qual è il modello di vita degli ultras? Attraverso un’indagine teatrale durata quattro anni, “Non plus ultras” Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano cercano di dare una risposta a questa domanda. Infine Frigoproduzioni con “Tropicana”, spettacolo che apre una riflessione sul rapporto tra arte e mercato, con protagonista Claudia Marsicano, che ha vinto il premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35.

Il 23 maggio verrà comunicato quante repliche sono state assegnate a ciascun finalista; lo spettacolo che riceverà più repliche sarà proclamato vincitore per ciascuna delle due categorie.

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