Incanti 2015: il teatro di figura incontra la letteratura

Mani protagoniste di Je n'ai absolument pas peur du loup!, ma anche del debutto di Choices

Mani protagoniste di Je n’ai absolument pas peur du loup!, ma anche del debutto di Choices

Un ricco programma, quello dell’edizione 2015 di Incanti, rassegna internazionale di teatro di figura che si terrà a Torino dal 6 al 12 ottobre prossimi.
Un’anticipazione di ciò che sarà, e dell’attenzione che la direzione artistica di Controluce – Teatro d’Ombre ha posto con enfasi sulle formazione di “cre-attori” emergenti, ha in verità già avuto luogo, dal 22 al 26 settembre in collaborazione con la Fondazione Teatro Piemonte Europa, con “InECcesso”, di Marta di Giulio e Marzia Scala. La location, insolita, sono stati i bagni del teatro Astra di Torino, a cui rimanda anche il gioco di parole del titolo, dov’è stato allestito un “trip da toilette senza eccessi” per due spettatori alla volta e un lettore mp3.

Ripartiamo allora da quel che sarà, e in particolare dai progetti che contraddistinguono il festival e le sue produzioni.
Il PIP Progetto Incanti Produce, che ogni anno ospita un artista internazionale a cui affidare un gruppo di lavoro di studenti di diversa provenienza, vedrà quest’anno Nori Sawa e la sua équipe protagonisti dell’apertura ufficiale del festival, il 6 ottobre, con lo spettacolo “Flotsam Blues”.
Nori Sawa era già stato ospite nel 2014 della XXI edizione di Incanti con una rivisitazione de “Il Giardino dei Ciliegi” di Anton Cechov che ci aveva entusiasmato.

L’artista di origine giapponese, contaminato dalla tradizione marionettistica ceca, tornerà anche in prima italiana con la nuova produzione “Kaguya: Bamboo Princess and other pieces”, ispirazione letteraria nipponica per un “solo silent drama” dal sapore ancestrale. La storia di Kaguya si troverebbe infatti nel racconto “Taketori Monogatari”, considerato il più antico libro giapponese di narrativa stampato su carta.

Altri due appuntamenti ‘extra’ spettacoli saranno il workshop di teatro d’ombre con Ingo Mewes, insegnante e costruttore di oggetti del Dipartimento di Teatro di Figura dell’Accademia Ernst Busch di Berlino, e il concorso Cantiere 2015, progetto in collaborazione con il laboratorio “Scrivere per il Teatro di Figura” della Scuola Holden.
Il primo, inserito nel più ampio contesto della nuova collaborazione tra Incanti, il Goethe Institut Turin ed il progetto Torino incontra Berlino, è parte del nuovo Progetto Accademia che avvierà nelle prossime edizioni un confronto e uno scambio per la creazione di una rete di rapporti con importanti scuole teatrali estere nell’ambito del Teatro di Figura (quest’anno un’ intera serata sarà dedicata all’Accademia Ernst Busch, che vanta le sue origini dal Conservatorio di Arte Drammatica voluto da Max Reinhardt nel 1905).

Cantiere 2015 dovrà invece scovare quest’anno, attraverso una giuria di cui Klp fa ormai parte da un po’ di edizioni, il miglior studio breve realizzato da cinque compagnie a partire dal progetto formativo “Scrivere per il Teatro di Figura”, creato in collaborazione con la Scuola Holden di Torino sotto la direzione di maestri d’eccezione quali Gyula Molnar, Gigio Brunello e con la collaborazione di Alberto Jona: nove autori hanno prodotto altrettanti testi teatrali su cui le compagnie si sono cimentate realizzando un progetto di messa in scena. Lo studio selezionato sarà poi inserito nel programma dei festival IF OFF del Teatro del Buratto a Milano e L’Altro Volto della compagnia Is Mascareddas, a Cagliari.

L'Antigone di Ulrike Quade Company (photo: Anja Beutler)

L’Antigone di Ulrike Quade Company (photo: Anja Beutler)

Scendendo nel dettaglio degli spettacoli, il tema della rassegna 2015 ha il suo centro nel rapporto tra teatro di figura e letteratura, dalla classicità di Sofocle alla spregiudicatezza contemporanea di Alfred Jarry.
L’Antigone, ad esempio, in prima italiana per la compagnia olandese Ulrike Quade Company sarà messa in scena attraverso la mescolanza di tecniche di mimo, danza e pupazzi costruiti nella tradizione del teatro Bunraku.

L’Ubu Incatenato sarà invece rivisitato in “Mutual Dreams” dalla compagnia turca Tiyatrotem, che combina la tradizione del teatro d’ombre turco Karagöz con il teatro di figura d’innovazione.

L’italiana Riserva Canini sceglie di ispirarsi alle storie dei fratelli Grimm a partire da una frase di Schiller: “C’è un significato più profondo nelle fiabe che mi furono narrate nella mia infanzia, che nella verità qual è insegnata dalla vita”; ma ai fratelli Grimm fa riferimento anche la storia ambientata a Napoli del solo di Irene Vecchia, “Un caso cromosomico”.
Mentre al mondo delle fiabe di Andersen si rivolge “Il re è nudo” della giovane compagnia torinese La Turcacane.

Dalla Francia, in duplice replica, ci sarà la compagnia Jeux De Mains Jeux De Villains con lo spettacolo “Je n’ai absolument pas peur du loup!”, costruito su due brevi racconti noti, “La capra del Signor Seguin” di Alphonse Daudet e “Pierino e il lupo” di Sergei Prokofiev. Protagoniste le mani.
Così come in “Choices”, della neonata compagnia torinese Pesci Volanti, spettacolo vincitore del bando Generazione Creativa – Scene allo sBando della Compagnia di San Paolo e per Incanti al suo debutto assoluto: le mani, “magiche depositarie di un destino tracciato nelle linee della pelle e da molti ritenute capaci di predire la nostra esistenza” racconteranno il tema della “scelta” nella generazione dei giovani adulti di oggi.

La compagnia Controluce, padrona di casa, sarà presente sulla scena con il debutto di “Gulliver – all’Ombra dell’Uomo Montagna”, in collaborazione con Francesco Biamonte e il quintetto svizzero Boulouris 5: “Il racconto di Gulliver è fatto di ricordi che appaiono e svaporano, si ingrandiscono e si riducono esattamente come il mondo effimero e immaginifico del Teatro d’Ombre. La storia di Gulliver sembra fatta apposta anche per la musica, per eccellenza immateriale, che attraverso un gioco di minuetti, gavotte, sarabande o valzer travolgenti dà voce ai ricordi con nostalgia, divertimento, e spregiudicata audacia”.
Il consiglio è di non perdersi nulla.

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