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Home Recensioni 2009 Il teatro Nō per 'quietare il cuore dell’uomo'

Il teatro Nō per 'quietare il cuore dell’uomo'

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Teatro NoContinua l’esplorazione dell’estetica giapponese declinata in arte scenica proposta quest’anno da MiTo. Occasione di verifica, una selezione di frammenti dal titolo “Teatro Nō, la misura del gesto” presentata al Crt - Teatro dell’Arte lo scorso fine settimana dalla Compagnia Sankyokai per la direzione artistica di Tadao Kamei.
I tre momenti della rappresentazione hanno dischiuso una fessura, minima ma autentica, su di un arcipelago teatrale talmente distante dalla nostra sensibilità da risultare quasi invisibile, se non intollerabile. La resistenza nei confronti di una partitura composta da elementi che non si inseguono ma che stanno insieme nelle differenti identità, non può essere vinta se non con la contemplazione. Solo allineando il ritmo interiore alla visione e all’ascolto si intuisce che il teatro No è un’esperienza dell’anima. E solo affidandosi a questa intuizione lo si può vivere pienamente nella sua essenza drammaturgica.

Teatro NoPresenze esclusivamente maschili celebrano con il corpo e con la voce, con strumenti e ornamenti di antica tradizione militare, una ritualità scenica che vive nell’immaginazione. L’esercizio di meditazione è predisposto da una immediatamente estraniante introduzione alle varie sonorità che, nella penombra, conversano con i gesti di un unico interprete. L’acuto di un tamburo risponde all’improvvisa apertura di un ventaglio e l’attenzione diviene allerta. Si comprende quindi l’esigenza del kyogen, intermezzo buffonesco che distende, e riaccende i colori della veglia. Storielle di campagna, baruffe tra viandanti e feudatari, ladruncoli e monaci, dove i personaggi finiscono inevitabilmente per contaminarsi, confondendosi l’uno nell’altro in una sorta di danza della parola che genera ilarità. Fusione tuttavia che non è mai confusione, oltre la quale si entra nuovamente nel dramma sognante. E nell’oscurità incorniciata da tanti piccoli lumi, ecco che entra Miyasudokoro e inizia a raccontare la storia della sua redenzione. Prima fanciulla e poi fantasma, evoca ricordi presso il Santuario della Landa, lentamente muovendosi in un abito-involucro che in vari modi tenta di dischiudersi.
Il pudore e la vergogna si avvicendano, come in una processione. E nel dinamico contrasto tra il viola delle maniche e il rosso mattone della veste, che a tratti si illuminano e a tratti corteggiano il nero, lei-lui rivive la sua passione tra rimpianto e nostalgia. La lucida maschera bianca (imprescindibile e sacra) chiede compassione: «Dissipate le tenebre della mia anima cieca». Una preghiera che viene accolta da questo luogo sacro, dove finalmente giunge il vento ad annullare la colpa.


Teatro Nō, la misura del gesto
Compagnia Sankyokai
direzione artistica: Tadao Kamei
durata: 90’
applausi del pubblico: 3’ 30’’

Visto a Milano, Crt - Teatro dell’Arte, il 20 settembre 2009


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