Banner
Banner

Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Wednesday
Sep 08th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2010 I Demoni di Peter Stein: il teatro da passeggio

I Demoni di Peter Stein: il teatro da passeggio

E-mail Stampa PDF

I demoni - Peter SteinQuando vai a vedere uno spettacolo che ha appena vinto il Premio Ubu, se sei un vero appassionato di teatro, un po’ di emozione te la porti dentro, perché sai che starai per vedere qualcosa di certamente interessante.
Se poi lo spettacolo dura 12 ore, con qualche pausa qua è là, 26 sono gli attori in scena, 25.000 i km della tournée che lo aspetta, 12 gli spazi teatrali inusuali (allestiti appositamente) che toccherà, 350 le ore di rappresentazione previste e il tutto si svolge, nel nostro caso, nell’affascinante Hangar Bicocca di Milano, allora l’emozione diventa palpabile.

Buio, luce.
Tavoli, sedie, oggetti un po’ malandati, con l’aria di essere vecchi e consunti, un po’ fuori luogo vista l’ambientazione, ma stiamo parlando di Dostoevskij, e in fin dei conti è giusto che sia così.
Ecco che inizia la maratona teatrale de “I demoni”, che Peter Stein ha deciso di mettere in piedi in barba alle convenzioni, sostenendo che se uno spettacolo necessita di 12 ore per esser messo in scena, lui le userà tutte quelle ore, anche se non è economicamente conveniente (e infatti lo Stabile di Torino, che doveva produrre lo spettacolo, l'ha abbandonato strada facendo), anche se un’operazione simile non è per tutti i pubblici. Posizione che può essere (artisticamente) condivisibile e accettabile.

In un'anonima cittadina della provincia russa, intorno al 1870, l’arrivo del nuovo governatore Von Lembke e di sua moglie Julia fornisce lo spunto per raccontare la vicenda familiare, politica e sociale che ruota attorno alla figura di Varvara (Maddalena Crippa), generalessa crudele, fredda e ricca, che muove le persone che la circondano come pedine nelle sue mani, cercando una collocazione nel mondo per il figlio Stavrogin, appena tornato dalle sue folli imprese a San Pietroburgo.
I molti personaggi del romanzo rappresentano la Russia provinciale dell'epoca, e il nichilismo che li accompagna assume sfumature inquietanti e crudeli (soprattutto nella figura di Kirillov, Fausto Russo Alesi). Un capolavoro letterario dove le contraddizioni dell’animo umano sono solo una parte del lavoro e le vicende familiari assumono un carattere universale, per elevarsi a emblema della vita di tutti gli uomini.

Nella maratona ideata dal regista tedesco il pubblico non resta mai seduto per più di un’ora e un quarto, e l'idea permette di creare una piccola comunità teatrale che, per un giorno, vive insieme una vera e propria esperienza, certamente unica nel suo genere. Eppure... dobbiamo dire: “Peccato!”. Peccato perché il nucleo centrale dell’operazione, lo spettacolo, non è affatto quello che ci si aspetterebbe. E viene da domandarsi come abbia potuto vincere un Premio Ubu, quando nello spettacolo c’è ben poco di originale.

Stupisce come venga usato nel modo peggiore lo spazio teatrale, a fronte di un luogo suggestivo come l’Hangar Bicocca: gli attori si muovono in uno spazio affascinante e vuoto, ma restano addossati l’uno all’altro in un angolo o nell’altro, quasi attratti costantemente dalle due colonne che dividono la scena, che potrebbero essere utilizzate in molti modi, e invece sono solo un oggetto fastidioso che copre gli attori. Attori che non porgono emozioni ma si limitano a passeggiare nella scena, spostandosi da una parte all’altra.
Il disegno luci, almeno nella prima parte, è fatto di tonalità fredde e forti: scelta interessante, che però spiazza quando i protagonisti restano spesso con il viso al buio. Se l’effetto è voluto, non è molto comprensibile.

Simpatiche le incursioni di Stein, che scandisce il tempo delle scene, e ogni volta comunica al pubblico quanto tempo ha a disposizione per fare una pausa, con un 'savoir faire' tutto tedesco.
Per il resto, nessuna innovazione, il testo viene “raccontato”, a volte bene a volte no, in una litania di tante, troppe ore, in cui i cambi scena avvengono con i tecnici che entrano nello spazio teatrale per spostare oggetti che non sono stati utilizzati. Un tavolo con due sedie viene sostituito da un tavolo con tre sedie. Perché?

Belle le musiche, realizzate dal vivo, con un pianoforte posizionato in mezzo al pubblico, sempre per l’idea che protagonisti della scena e spettatori diventino una cosa sola.
Apprezzabile anche l’allestimento del bosco, in uno dei momenti finali dello spettacolo, dove lunghi monoliti neri vengono usati per rappresentare gli alberi, anche se la scena stride con il resto, che è invece di un realismo quasi esasperante.

Stein spiega di aver scelto di far lavorare gli attori su una recitazione cinematografica perché lo spettacolo possa girare il mondo ed essere compreso da tutti, eppure le scene sono tirate avanti senza convinzione, e alle 16 la metà del pubblico è impegnata nel riposo post-prandiale.
Unici momenti di vera vita sono quelli offerti da Fausto Russo Alesi, che riesce a far riprendere la narrazione e si fa ben seguire: compie delle azioni, non racconta il testo, lo vive.
Ma questo non basta a far apprezzare uno spettacolo che dovrebbe essere l’evento dell’anno e, invece, si mostra quasi come una lunga telenovela a puntate, dove il meraviglioso testo di Dostoevskij si perde e non c’è nulla di quello che potrebbe esserci.

I DEMONI
di Fëdor Dostoevskij
regia: Peter Stein
con: Andrea Nicolini, Elia Shilton, Maddalena Crippa, Maria Grazia Mandruzzato, Ivan Alovisio, Alessandro Averone, Rosario Lisma, Fausto Russo Alesi, Irene Vecchio, Franca Penone, Pia Lanciotti, Franco Ravera, Paolo Mazzarelli, Paola Benocci, Graziano Piazza, Giovanni Visentin, Carlo Bellamio, Fulvio Pepe, Luca Iervolino, Riccardo Ripani, Armando de Ceccon, Matteo Romoli, Peter Stein, Nanni Tormen, Federica Stefanelli, Antonella Renzella
al pianoforte: Arturo Annecchino, Giovanni Vitaletti, Massimiliano Gagliardi
durata: 9h 10' (pause escluse)
applausi del pubblico: 3' 50''

Visto a Milano, Hangar Bicocca, il 22 maggio 2010

Hits: 2789

Commenti (135)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 
Banner

Press

A «Short Theatre» i nuovi fermenti creativi. Da Antigone rivisitata a Beckett (IL SOLE 24 ORE, 8 settembre)
Burattini senza confini (IL FRIULI, 8 settembre)
Gira e rigira, ecco i dervisci (IL CORRIERE DELLA SERA, 7 settembre)
Al Palladium tutta l'Africa in festa (LA REPUBBLICA, 7 settembre)
Roberto Bolle ritorna alla Scala (TGCOM, 6 settembre)
Pirandello per il Duce mise il fez a sonagli (IL GIORNALE, 5 settembre)
In scena la creatività contemporanea (CORRIERE DELLA SERA, 3 settembre)
Arriva a Roma lo 'zoo' di Isabella Santacroce (LA REPUBBLICA, 3 settembre)

Radio & TV

Tommaso Landolfi
con Antonella Anedda
Tommaso Landolfi (Pico 1908- Ronciglione 1979) è oggi uno degli autori più amati e studiati...
RSI Rete Due, sabato 11 e domenica 12 settembre 18:00


Chris Haring: Running Sushi
Una recente produzione del coreografo austriaco Chris Haring, interamente focalizzata sul rapporto tra sessi...
Classica, sabato 11 settembre 12:55

 


Commenti

Simone Nebbia (7 settembre): ...è sicura di aver visto lo stesso mio spettacolo? Sono in profondo disaccordo, non tanto nei contenuti ma nel metodo utilizzato...
Il colpo di pistola di Babilonia Teatri: start o the end?

Salome' (6 settembre): Mi piace molto il programma che mette insieme oltre che generi molto diversi, anche artisti che poco hanno a che spartire...
Il Sacro attraverso l'ordinario - XVII edizione

Precisione (1 settembre): ...Per la liberarsi della filologia, bisognerebbe prima averla imparata! Precisione, signori giornalisti, precisione!
Paolo Spaziani, l'ultimo hombre

Caterina Meniconi (23 agosto): Che dire.... semplicemente bello!!!! Sergio e Renzo for president!!! bacione
Videoreportage in due portate da Kilowatt 10

Last Seen

 

Il colpo di pistola di Babilonia Teatri: start o the end?

Niente che non si conosca o non si sia già visto nei precedenti spettacoli del gruppo ver...

 

The Author, ancora vittime dell'abuso di Tim Crouch

Edimburgo, 22 agosto 2010. Uscendo dal Traverse Theatre, sai che racconterai di questo spe...

 

Le nuove povertà fra dreams, doubts & debts

Il progetto, qui presentato come primo studio, è nato dall’incontro tra la danzatrice e...