Banner
Banner

Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Wednesday
Sep 08th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2010 Il metateatro di Goldoni targato Navello e Durif

Il metateatro di Goldoni targato Navello e Durif

E-mail Stampa PDF
Dette d'amourDopo un primo studio del 2007, presentato alla Biennale Teatro di Venezia in occasione del terzo centenario della nascita di Goldoni, Beppe Navello porta ora al festival Teatro a Corte da lui diretto, in prima nazionale, “Dette d’amour, un impromptu à Venise”.
Per lo spettacolo ha coinvolto Eugène Durif, uno fra i più apprezzati drammaturghi contemporanei francesi, lavorando con una compagnia di attori italiani e francesi.

Lo spunto per la pièce è “Le bourru beinfaisant”, una delle due opere in francese di Goldoni, che funge da pretesto per una più generale considerazione sullo stato del teatro e dei suoi artisti.
L’idea dello spettacolo non è delle più originali: un drammaturgo si trova alle prese con la riscrittura di “Le bourrou beinfaisant” per tentare di riattualizzare l’opera. Lo scrittore viene però investito da una serie di dubbi e questioni private che minano il procedere del lavoro. I fantasmi di Goldoni e di Molière gli appaiono in sogno ponendo questioni che non fanno che aumentare i dubbi.
Il giovane drammaturgo vacilla, “Perché il teatro? Ci vorrebbe il silenzio sul palco. Ciò che c’è di bello e di vero nel teatro lo si raggiunge solo accidentalmente. E’ il linguaggio che ci obbligano a usare ad essere antiquato e sdolcinato”. La difficoltà a rimaneggiare un testo già perfettamente compiuto, l’assillo del confronto con un grande maestro e l’angoscia di dover presentare un testo commissionato da molto tempo mettono in difficoltà lo scrittore. L’autore si chiude così nel suo armadio-studio dove medita e vagheggia sul valore del proprio lavoro. D’altro canto il regista e gli attori della compagnia non hanno un testo su cui lavorare, si trovano alle prese con passi frammentari e sono costretti a ripetere continuamente la medesima scena di uno schiaffo. Tanto che la frustrazione a un certo punto scoppierà, guidata dall'intenzione di colpire il drammaturgo con bastonate e strappargli la pelle del viso.

La messa in scena di Navello è brillante, alle riflessioni del drammaturgo si alternano i siparietti delle due attrici rivali che non perdono occasione di attaccarsi a vicenda creando situazioni divertenti.
La vivacità dello spettacolo, la musica dal vivo eseguita da Alessandro Panatteri, la vitalità delle brave attici Maria Alberta Navello e Karelle Prugnaud, rende “Dette d’amour” uno spettacolo coerente, dinamico e piacevole, nonostante le amare riflessioni sulla condizione del teatro e degli artisti coinvolti. La visione che emerge è infatti negativa: “Il teatro è un’arte obsoleta, quasi morta”. Gli attori, a tratti isterici, paiono preoccupati solamente della propria immagine, con registi interessati ai relativi tornaconti e drammaturghi spaesati in una realtà che sembra non concedere spazio per dubbi e incertezze. Uno spettacolo che narra la difficoltà del far teatro riuscendo ad essere contemporanei - come suggerisce il foglio di sala -  sapendo alla fine che la cifra del teatro è nella consapevolezza della sua precaria approssimazione, nella sua povertà congenita; che ogni volta il teatro realizzato è “al di sotto delle nostre ambizioni”; che ci sarà da qualche parte, in qualche tempo a venire, uno spettacolo ideale e bellissimo dove finalmente riusciremo a dire tutto quello che vogliamo.
“Ho sempre pensato che ero solo un impostore - afferma sconsolato il drammaturgo mentre morde sornione una mela - È misero l’essere misero del teatro. Miseria di orpelli e di luce. Siamo virtuosi del fallimento e del nulla”.

Dette d'amour. Un impromptu à Venise
di: Eugène Durif
regia: Beppe Navello
con: Xavier Berlioz, Lorenzo Charoy, Maria Alberta Navello, Karelle Prugnaud
musiche: Germano Mazzochetti; musiche dal vivo eseguite da: Alessandro Panatteri
scene: Francesco Fassone
costumi: Brigida Sacerdoti
disegno luci: Marco Burgher
produzione: Fondazione Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con: Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française
sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
durata: 60'
applausi del pubblico: 3'

Visto a Torino, Cavallerizza Reale, il 16 luglio 2010

Hits: 244

Commenti (0)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 
Banner

Press

A «Short Theatre» i nuovi fermenti creativi. Da Antigone rivisitata a Beckett (IL SOLE 24 ORE, 8 settembre)
Burattini senza confini (IL FRIULI, 8 settembre)
Gira e rigira, ecco i dervisci (IL CORRIERE DELLA SERA, 7 settembre)
Al Palladium tutta l'Africa in festa (LA REPUBBLICA, 7 settembre)
Roberto Bolle ritorna alla Scala (TGCOM, 6 settembre)
Pirandello per il Duce mise il fez a sonagli (IL GIORNALE, 5 settembre)
In scena la creatività contemporanea (CORRIERE DELLA SERA, 3 settembre)
Arriva a Roma lo 'zoo' di Isabella Santacroce (LA REPUBBLICA, 3 settembre)

Radio & TV

Tommaso Landolfi
con Antonella Anedda
Tommaso Landolfi (Pico 1908- Ronciglione 1979) è oggi uno degli autori più amati e studiati...
RSI Rete Due, sabato 11 e domenica 12 settembre 18:00


Chris Haring: Running Sushi
Una recente produzione del coreografo austriaco Chris Haring, interamente focalizzata sul rapporto tra sessi...
Classica, sabato 11 settembre 12:55

 


Commenti

Simone Nebbia (7 settembre): ...è sicura di aver visto lo stesso mio spettacolo? Sono in profondo disaccordo, non tanto nei contenuti ma nel metodo utilizzato...
Il colpo di pistola di Babilonia Teatri: start o the end?

Salome' (6 settembre): Mi piace molto il programma che mette insieme oltre che generi molto diversi, anche artisti che poco hanno a che spartire...
Il Sacro attraverso l'ordinario - XVII edizione

Precisione (1 settembre): ...Per la liberarsi della filologia, bisognerebbe prima averla imparata! Precisione, signori giornalisti, precisione!
Paolo Spaziani, l'ultimo hombre

Caterina Meniconi (23 agosto): Che dire.... semplicemente bello!!!! Sergio e Renzo for president!!! bacione
Videoreportage in due portate da Kilowatt 10

Last Seen

 

Il colpo di pistola di Babilonia Teatri: start o the end?

Niente che non si conosca o non si sia già visto nei precedenti spettacoli del gruppo ver...

 

The Author, ancora vittime dell'abuso di Tim Crouch

Edimburgo, 22 agosto 2010. Uscendo dal Traverse Theatre, sai che racconterai di questo spe...

 

Le nuove povertà fra dreams, doubts & debts

Il progetto, qui presentato come primo studio, è nato dall’incontro tra la danzatrice e...