Banner
Banner

Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Friday
Sep 03rd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2008 A Genova Provinzano entra nel cuore del GiOtto

A Genova Provinzano entra nel cuore del GiOtto

E-mail Stampa PDF

GiOtto“Benvenuti, accomodatevi, prendete posto”. L’accoglienza è informale, la musica in sottofondo è sognante, ma i toni sono cupi, con un che di scanzonato: la serata si preannuncia impegnativa.
“Il mio mestiere è quello di raccontare storie agli altri”, esordisce sulla scena uno strano personaggio a metà tra cantastorie e direttore di circo. Il pubblico di Genova è teso: sa che ciò a cui sta per assistere non è un’ora di spensierato intrattenimento, non è finzione; è tutto vero, è accaduto qui, proprio in questa città.

Frutto di due precedenti studi, il GiOtto di Giuseppe Provinzano, presentato al Teatro dell'Archivolto, è una minuziosa e dettagliata raccolta di testimonianze e documenti. Il serrato monologo breathless è un ibrido tra narrazione statica e racconto dinamico in cui si susseguono diversi personaggi, ognuno caratterizzato da una precisa collocazione sul palco. La struttura è quella della tragedia classica: con un prologo, un eroe e un antieroe - o, meglio, una tesi e un’antitesi - e un coro, rappresentato dalle voci registrate di 350.000 manifestanti. Un documento autentico che riempie la sala di inquietanti fantasmi.

Genova come Troia e Tebe, insomma. Ma, ammette l’autore, trasformare fatti di cronaca ancora “viva” in storia rappresentata, in tragedia teatrale, non è stato facile. Al racconto intimista di un black block prima, e di un agente delle forze dell’ordine poi, è affidato il compito di chiarire, dare un senso e una direzione a una sequenza di fatti che hanno il sapore dell’assurdo. Chi da ribelle, chi da carnefice, ognuno si trasforma in vittima, via via sino ai vertici del comando, finché in controluce emerge la sagoma di una grottesca piramide di potere, una “ragion di Stato” le cui ragioni sono sempre più oscure e minacciose.

Scegliendo di mettere in scena un pezzo di storia così recente, Provinzano si è posto un compito arduo. I rischi erano tanti: retorica, ingenuità, superficialità. L’artista ha saputo superarli scegliendo di dare voce a chi il G8 l’ha vissuto, a chi “c’era”. Il risultato è un tributo agli uomini e alle donne, ragazzi e ragazze, padri e madri arrivati a Genova in quei giorni con in tasca una speranza che si sono visti calpestare.
La scelta finale dà però a tutta la storia un sapore un po’ fantasy: ecco infatti sfilare il cattivo dei cattivi che, incappucciato in un mantello nero da Ku Klux Klan, trae soddisfazione dai fatti appena compiuti, tra l’orrore e l’incredulità generale. E anche se quest’uomo, esistente e riconoscibilissimo dalla parlata e dalla maschera, qui rappresenta solo un simbolo, ci lascia perplessi l’idea di addossare tutte le responsabilità su un’unica persona, attribuendole quindi dei superpoteri e contribuendo a rafforzarne il mito: un mito che, seppur negativo, alimenta la forza di chi ha scelto di governarci in tal modo.

Il pubblico applaude a lungo, trattenendosi - dopo la fine dello spettacolo - ad osservare il palco da vicino, quasi possa, questo, restituire una risposta, una spiegazione ai fatti.
È doloroso tornarsene a casa con un fardello d’angoscia, senza aver ricevuto, almeno nel proprio intimo, una piccola rassicurazione che quanto successo a Genova in quell’estate del 2001 non si ripeta più. Eppure di rassicurazioni, per il momento, non ce ne sono.



GiOtto. Studio per una tragedia
di e con: Giuseppe Provinzano
suono: Gabriele Gugliara, Giuseppe Provinzano
luci: Fabio Bozzetta
soluzioni sceniche: Fernanda Filippi
produzione: SuttaScupa
durata: 70’
applausi del pubblico: 2’ 10’’

Visto a Genova, Teatro dell’Archivolto, l’11 dicembre 2008

Hits: 774

Commenti (1)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 
Banner

Radio & TV

Tutti i racconti di Ernest Hemingway
Ennio Fantastichini legge i racconti Ernest Hemingway, tratti da Tutti i racconti di Ernest Hemingway  a cura di Fernanda Pivano (Mondadori)...
Radio 3, Ad Alta voce, dal lunedì al venerdì 16:00

Tommaso Landolfi
con Antonella Anedda
Tommaso Landolfi (Pico 1908- Ronciglione 1979) è oggi uno degli autori più amati e studiati soprattutto dalle giovani generazioni. Stimato dai suoi contemporanei, ma appartato e selvatico, quasi esule in patria, ha lasciato un'opera composta di straordinari racconti e romanzi che non smette di sorprendere e di arricchirsi di nuove interpretazioni critiche...
RSI Rete Due, sabato 11 e domenica 12 settembre 18:00

Commenti

Precisione (1 settembre): ...Per la liberarsi della filologia, bisognerebbe prima averla imparata! Precisione, signori giornalisti, precisione!
Paolo Spaziani, l'ultimo hombre

Caterina Meniconi (23 agosto): Che dire.... semplicemente bello!!!! Sergio e Renzo for president!!! bacione
Videoreportage in due portate da Kilowatt 10

Gianpaolo  Tamagnone (6 agosto): Giusto,in qualche modo vale la stessa cosa anche nella pittura o nel mio modo di operare...
Paolo Spaziani: il pubblico è il mio teatro - 2^ parte

Daniele T. (3 agosto): L'ho visto l'anno scorso. Specialmente l'inizio era molto bello. E non a caso mi piaccion tanto le cose che costruisce Francesco...
Goya, angoscia ed idiozia secondo Zaches Teatro

Last Seen

 

In volo precario fra la gente di Monticchiello

D’accordo, per parlare di Monticchiello si deve mettere in secondo piano tutto quello ch...

 

La catastrofe condivisa dell'Agrupación Señor Serrano

Sono le 16,45. Lascio la luce della canicola estiva della Provenza ed entro nell'ombra del...

 

Il ballo biografico di Emma Dante

E' proprio quest'ultima, con “Ballarini”, a proporre in tournée quest'estate uno stud...