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Home Recensioni 2008 Latini diventa Iago con pretesto 'occasionalmente shakespeariano'

Latini diventa Iago con pretesto 'occasionalmente shakespeariano'

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Iago_Latini“Questa tragedia ha una sola voce, la mia”. È con queste parole che Iago/Roberto Latini lascia la platea e sale sul palco, per dar vita ad una rilettura della tragedia shakespeariana dell’Otello, da sempre ritenuta la tragedia della parola, dove parola è strumento ed oggetto, vista in tutte le sue possibilità.
Prima di dar vita al suo teatro e diventare l’archetipo del serpente biblico, Iago dialoga con il pubblico in veste di uomo: non cerca il perdono, chiede ascolto e comprensione senza giudizio, ciò che gli preme è spiegare la verità, ossia, che un uomo a cui è stato negato del bene fa del male.
La sua colpa è quella di mettere gli uomini a disposizione di se stessi, della loro ingenuità, credulità e del loro linguaggio.

 
In questa performance originale, definita nel programma di sala un “concerto scenico con pretesto occasionalmente shakespeariano, per voce dissidente e musica complice”, Latini ci presenta i momenti più salienti della vicenda, utilizzando un linguaggio moderno, una scenografia scarna e un’illuminazione essenziale.
Aiutato da un microfono e da suoni elettronici, riproduce vocalmente i personaggi di Brabanzio, Roderigo e Cassio, in tono a volte luciferino, a volte cartoonesco, utilizzando un sarcasmo che spesso muove lo spettatore alla risata, passando ad intonazioni più pacate e insidiose per il tessitore dell’inganno e per la sua vittima Otello, spesso confondibili, forse per stessa volontà del protagonista.
La scena si riempie del gioco della parola, fra toni affermativi ed interrogativi, di echi persuasivi, di un movimento corporeo, ritmato da una sorta di scossa che parte dai piedi e raggiunge le mani, a rendere bene l’idea dell’ansia della gelosia che coinvolge i personaggi.
L’atto finale dell’Otello, letto a più riprese in modo sofferto e commovente, conclude la messa in scena. Accompagnato da una musica romantica, e da un fondale che si macchia di luce rossa, si compie l’assassinio di Desdemona che, invano, chiede ad Otello di lasciarla vivere per un’ultima mezz’ora, ancora il tempo di dire una sola preghiera.
Iago, ora drammaturgo, ora regista, ora attore, d’ora in avanti non dirà più nulla.
 
Nonostante una platea poco affollata, gli applausi arrivano abbondanti, mossi in parte dall’affetto che da sempre il pubblico ha nei confronti dei testi shakespeariani ma, soprattutto, dalla coinvolgente ed accattivante interpretazione di Roberto Latini.

IAGO
di Roberto Latini e Gianluca Misiti
con: Roberto Latini
musiche e suoni: Gianluca Misiti
luci: Max Mugnai
produzione: Fortebraccio Teatro
durata: 1h 15’
applausi del pubblico: 1' 50''
 
Visto a Bassano del Grappa (VI), Teatro Astra, il 26 luglio 2008
Operaestate Festival


 

 

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