Interplay 13: per una danza contemporanea eco-sostenibile

Ferenc Fehér

Ferenc Fehér (photo: Puskel Zsolt)

Sarà un festival di danza contemporanea eco-sostenibile: parola di Natalìa Casorati, padrona di casa alla conferenza stampa di presentazione della 13^ edizione di Interplay, promosso dall’associazione torinese Mosaico Danza.
“Per affrontare le difficoltà economiche abbiamo cercato di lavorare in sharing, cercando ad esempio altre date in Italia per gli artisti stranieri, così da ammortizzare le spese per i viaggi e i cachet”.
E’ quanto realizzato per avere a Torino, nella serata di apertura del 22 maggio, l’artista ungherese Ferenc Fehér con la prima nazionale di “Tao Te”; la compagnia poi migrerà nelle Marche, dove avrà un’altra data nell’ambito del circuito Amat. “Sì, eco-sostenibile in questo senso: progetti che siano sostenibili economicamente!”.

Casorati, alle prese con tagli di contributi del 50%, non sapeva se valesse la pena continuare. Ma la vincita del bando Europa Cultura 2007/2013 insieme a partner francesi, olandesi, inglesi e canadesi, le ha dato l’entusiamo e il sostegno per continuare anche in questa edizione. In qualche modo reinventandosi e privilegiando una programmazione con serate ‘long format’: un’idea dell’arte come occasione di incontro e svago da vivere, perché no, anche con musica in sottofondo e aperitivo in mano tra uno spettacolo e l’altro.

Il festival (dal 22 maggio al 19 giugno) invaderà non solo i teatri Astra e Fonderie Limone ma altri spazi della città attraverso i Blitz Metropolitani, oltre a progetti speciali in alcuni quartieri: come “Add Up > Barriera senza Confini”, che l’associazione Senza Confini di Pelle disegnerà sul territorio molto ampio di un quartiere di immigrazione in fase di riqualificazione urbana com’è Barriera di Milano.
“Proporremo un evento liminale attraversando il quartiere non solo dal punto di vista del territorio, ma anche delle persone – anticipa Dario La Stella – Non sarà tanto un’opera site-specific, quanto un lavoro di ‘addomesticamento dell’urbano’, una possibilità di giocare con la città”.
L’associazione sta quindi portando avanti un laboratorio gratuito di teatro-danza rivolto ad abitanti di ogni età, che poi parteciperanno all’evento urbano conclusivo dell’8 giugno.
Anche questo progetto si realizza grazie alla vincita di un bando, Urban, alla sua seconda edizione, finalizzato a innescare processi di miglioramento complessivi del quartiere e sostenuto da Città, Regione e Comunità Europea.

A sottolineare il lavoro di Interplay sul territorio è Gigi Cristoforetti, direttore artistico di Torinodanza: “Da sempre sosteniamo Interplay perché riesce a svolgere un tipo di lavoro sul territorio, sia di scouting che poi di crescita dei nostri danzatori, che noi non riusciremmo a fare. Ecco allora cosa significa davvero un’esperienza di osmosi e collaborazione. Un esempio è quello di Daniele Ninarello, in scena in questi giorni per Torinodanza con “Vertigo” [e presente a Interplay il 25 maggio, nel pomeriggio dei nove Blitz Urbani gratuiti, con “God bless you”, ndr], che Natalìa sta valorizzando”. Così come aveva fatto alcuni anni fa sostenendo la crescita di Ambra Senatore, oggi molto nota anche in Francia.

Ma tutti questi sono in qualche modo i “pilastri metodologici” del festival, che andranno poi riempiti di contenuti artistici. Chi ci sarà oltre ai già nominati?
Ad aprire il 22 maggio, insieme a Ferenc Fehér, anche Foscarini: Nardin: D’Agostin con la versione breve di “Spic & Span”, che lascerà poi spazio alla compagnia Sharon Fridman con “Hasta donde…?”.
Arriveranno a Interplay anche Elisabetta Lauro & César Augusto Cuenca con un estratto di “Hay un no sé que no sé donde”, l’inglese James Cousins e l’artista belga Jan Martens.
Tra gli italiani, Nicola Galli, Alessandro Sciarroni con “Folk-s”, Giulio D’Anna insieme al padre in “Parkin’son”, mentre Anna Piratti e Silvia Gribaudi invaderanno la centrale piazza Vittorio della bambola per antonomasia delle bambine: la Barbie. E, ancora, Andrea Gallo Rosso e Manolo Perazzi col debutto di “No habla”, e il primo studio di “Finchemorte” di Tecnologia Filosofica, che non a caso – anticipa Aldo Torta – sarà una riflessione sul trapasso, esperienza che nell’ultimo anno lo ha toccato da vicino.

Tra gli ospiti stranieri segnaliamo infine l’artista di Taiwan Shang Chi sun, il duo spagnolo Candelaria Antelo e Arthur Bernard Bazin con “Te odiero”, in prima nazionale come anche “Lands” di Eléonore Valère Lachky, mentre a un pubblico adulto è riservato “Flatland” dell’israelo-olandese Mor Shani.

Daniele Ninarello, Yuko Kominami e Stephen Herwig sono invece i tre coreografi selezionati per la Sharing in Residenza, progetto pilota internazionale che farà lavorare in sinergia creativa, per un anno, i tre giovani artisti al fine di realizzare una nuova creazione, con lo scopo di favorirne la crescita artistica e la mobilità all’interno dell’Europa.

Altro progetto pilota è infine Youngest Critics for Dance, con cui Klp proverà ad “intercettare” alcuni ragazzi del liceo classico della comunicazione Vittorio Alfieri di Torino guidandoli nell’avvicinamento al linguaggio (e alla scrittura) della danza contemporanea.
 

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