Ipercorpo 2011. Premere sui confini

Masque Teatro 'Just Intonation'

Masque Teatro ‘Just Intonation’ (photo: Masque Teatro)

A dispetto dei tagli alla cultura, Forlì è riuscita a “sfornare” in meno di un mese due festival dedicati al panorama performativo contemporaneo. Il primo è stato Crisalide, organizzato da Masque Teatro dall’1 al 4 settembre; il secondo è Ipercorpo, organizzato da Città di Ebla e in scena fino a domenica 25 settembre.

Quest’anno una delle peculiarità di Ipercorpo è quella di riappropriarsi di uno spazio della città dismesso da anni e in cerca di una nuova collocazione: un capannone costruito nel 1935 che veniva usato dall’azienda del trasporto pubblico locale Atr come deposito e officina di riparazione per corriere e autobus. Questo luogo, con i suoi spazi, con la sua luce naturale, diventa parte integrante e un contenitore ideale per questa 6^ edizione del festival.

Nonostante i tagli economici che sono avvenuti in tutto il Paese, Claudio Angelini, direttore artistico e fondatore di Città di Ebla, non ha voluto abbassare la qualità di spettacoli e artisti presenti, creando una calendario all’insegna del giovane teatro italiano contemporaneo di qualità: “L’idea di quest’anno è quella di far rivivere alcuni luoghi dimenticati della città, chiamando alla raccolta una serie di giovani creativi che ne declinano l’importanza attraverso linguaggi e discipline artistiche” spiega Angelini.

Ipercorpo è iniziato martedì con un incontro alla Fabbrica delle Candele, uno spazio creato dal Comune apposta per dare una collocazione alle manifestazioni giovanili, dedicato alla tutela e al recupero del patrimonio storico e architettonico.
Da stasera, giovedì 22 settembre, si entra invece nel vivo della manifestazione con gli spettacoli. Si parte proprio con Masque Teatro in “Just Intonation” e “Special Coils”. Il primo spettacolo fa parte di un lavoro sviluppato da Masque sull’opera di Kafka, mentre il secondo è un omaggio allo scienziato Nicola Tesla.
Il terzo spettacolo in programma, “Sport”, è invece del gruppo Nanou: una coreografia composta da azioni sportive che pone attenzione su quei momenti del movimento sportivo che l’occhio non coglie.

Venerdì toccherà al “West” di Fanny&Alexander, spettacolo che ha girato ormai tutta Italia con ottimi riscontri di critica e pubblico, regalando un meritato Ubu come miglior attrice a Francesca Mazza.  
Sabato Muta Imago presenta “Displace #1 La rabbia rossa”, mentre Paola Bianchi il primo movimento di “Erbarme dich”.
A chiudere la rassegna domenica, il vecchio deposito Atr farà da spazio vuoto alla “Sincronia degli errori non prevedibili” di Santasangre, seguito da “Your Girl” di Alessandro Sciarroni. E a concludere “Mein Fenrir” di Valentina Bravetti ed Elisa Gandini.

Ma Ipercorpo non finisce qui. La rassegna non dimentica infatti che l’arte contemporanea è molto di più e che viviamo in un mondo di contaminazioni artistiche e tecnologiche. Istallazioni e mostre fotografiche sono quindi state allestite all’interno degli spazi del vecchio deposito, con immagini e proiezioni. Tutte le serate verranno poi concluse da concerti. Infine l’aspetto ‘formativo’, con quattro laboratori condotti da altrettanti artisti su fotografia, video, design e spettacoli.

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