Teatro Kismet Opera fra i paradossi immaginari di Gianrico Carofiglio

Intervista Impossibile a Tex Willer

Intervista Impossibile a Tex Willer (photo: teatroeliseo.it)

Uno scrittore interroga, o viene interrogato, dai propri personaggi immaginari. E’ solo nella stanza, ma questi prendono corpo e lo circondano, sono ombre dietro la parete, sagome disegnate, e insieme corpi veri e propri che si muovono sul palco e con cui poter interagire.
Arriva prima un ispettore di polizia, esperto in interrogatori, e poi Tex Willer, il famoso cow boy dei fumetti, con tanto di pistola e stivaloni.

Questi i protagonisti delle due interviste impossibili tratte dalla penna di Gianrico Carofiglio e portate in scena dalla compagnia Teatro Kismet Opera, con la regia di Teresa Ludovico.
“Il paradosso del poliziotto e Tex Willer” è il secondo dei quattro spettacoli previsti dalla rassegna Puglia in scena a Roma, che si svolgerà sul palco del Piccolo Eliseo Patroni Griffi fino al 5 febbraio.

Diviso in due parti, le due diverse storie appunto, lo spettacolo scorre leggero, semplice e senza troppe pretese.
La scena è occupata da un tavolino con macchina da scrivere e una poltrona, il laboratorio dello scrittore insomma, con dietro pannelli bianchi che possono diventare colorati e lasciare che vi giochino sopra delle ombre: gli indiani che inseguono Tex Willer o la figura con impermeabile, cappello e sigaretta che solo alla fine scopriremo essere Humphrey Bogart. Tutte le creature immaginarie che compaiono sul palco sembrano sovrastare lo scrittore, essere più forti, ma sorprendentemente anche più colte di lui; d’improvviso Tex Willer cita il poeta inglese Coleridge, mentre l’ispettore, laureato in filosofia, gli corregge con disinvoltura una citazione.   
Questo scrittore affabile e bonario, forse solo un po’ «scaldasedie», come gli rimprovera Tex Willer, lo vediamo in pantofole e vestaglia, versione italiana e conciliante di un poeta maledetto un po’ assonnato, ma molto appagato in fin dei conti. Bello è l’entusiasmo bambino con cui dialoga con il mito della sua infanzia, bella anche la curiosità inerme e un po’ imbambolata con cui ascolta la ricetta dell’ispettore per un interrogatorio ben riuscito.

Fa simpatia questo scrittore pieno di debolezze, che da piccolo si faceva picchiare solo per non scappare, solo per essere come il mitico Tex Willer, tutto botte, birra e patatine fritte. Certo, il suo modello di virilità di riferimento è un po’ sorpassato, ed è un modello tutto maschile, da cinema americano anni ‘40/’50, un modello, appunto, che oscilla fra Tex Willer e Humphrey Bogart, l’imperturbabile, affascinante attore americano con la sigaretta sempre in bocca.

L’influenza del cinema americano è molto presente nello spettacolo, anche se qui tutto è fatto all’italiana, con meno dramma, più semplicità e più autoironia. Troppo conciliante, questo sì, e leggero, leggero tanto che questo scrittore-bambino pende dalle labbra dei suoi miti e ascolta le loro storie a buon mercato come se fossero verità, o addirittura poesie. E invece no, è solo un gioco e noi così lo prendiamo; uno spettacolo onesto, ben montato e divertente. Cade quando cerca di essere lirico, quando il discorso d’un tratto si vuol fare serio e invece si perde in metafore un po’ spicciole sulla vita fra gli spazi bianchi di una vignetta e l’altra di un fumetto, o in spunti metaletterari e metateatrali troppo facili e scontati. Ma questo è un problema di drammaturgia, non dello spettacolo, non degli attori; loro soprattutto, Augusto Masiello, Michele Cipriani e Giulio De Leo, sono simpatici e fanno il loro mestiere, e alla fine l’applauso scatta proprio volentieri.

Il paradosso del poliziotto e Tex Willer
da Il Paradosso del Poliziotto e Intervista Impossibile a Tex Willer
di Gianrico Carofiglio
con: Augusto Masiello e Michele Cipriani
spazio scenico e luci: Vincent Longuemare
costumi: Luigi Spezzacatene
adattamento teatrale e regia: Teresa Ludovico
durata: 1h
applausi del pubblico: 1′ 25” 

Visto a Roma, Piccolo Eliseo Patroni Griffi, il 22 gennaio 2012

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