La Cenerentola di Campanale. Per madri e figlie di ieri e di oggi

Cenerentola across the universe

Cenerentola across the universe (photo: Maria Pansini)

Il festival Zona Franca, organizzato a Parma dal Teatro delle Briciole, oltre alla finale del Premio Scenario ha ospitato fra gli altri due spettacoli dedicati alle nuove generazioni di grande rilevanza: “Cenerentola Across the universe” della compagnia pugliese La Luna nel Letto, con la regia di Michelangelo Campanale, e “La bambina dei fiammiferi” della Socìetas Raffaello Sanzio di Chiara Guidi, di cui vi parleremo nei prossimi giorni. Due fiabe molto famose che i due spettacoli hanno riconsegnato alla scena in modo assolutamente originale.
Partiamo da Cenerentola.

Com’è possibile rimodulare per la scena l’immortale e conosciutissima fiaba di Cenerentola? Non parliamo solo del punto di vista della narrazione dei fatti, ma anche dei significati, riconducendo la celebre fiaba all’esperienza contemporanea dei ragazzi di oggi, ma non solo, facendola entrare nelle pieghe emozionali dei genitori di ieri.

Il regista pugliese Michelangelo Campanale, accompagnato dalla fedele Katia Scarimbolo alla drammaturgia, ci è riuscito pienamente e con gusto con la sua “Cenerentola across the Universe”.
I personaggi ci sono tutti: la protagonista, le sorellastre, la matrigna, il principe e perfino il re, disseminati in uno spettacolo che si dipana su registri assai diversi tra loro, quello della fiaba classica, caratterizzata da un divertente espressionismo di fondo, e un’età contemporanea in cui si muove Annarita, la ragazza della porta accanto, la brava e convincente Annarita De Michele.

Annarita, come quasi tutte le ragazze della sua età, confonde il sogno con la vita e così facendo gioca a far finta di modificarla, in fin dei conti poi come Cenerentola. Ma la grande particolarità dello spettacolo è che l’interesse dello sguardo dello spettatore è catturato dal personaggio della madre, ora materna, ora sorella, ora matrigna (un’intensa e cangiante Nunzia Antonino), come del resto accade a tutte le madri nel rapporto con le figlie.


La fiaba si muove in un immaginario reinventato, dove il re viene annunciato pomposamente dall’inno inglese, mentre le sorellastre – interpretate con giusta irriverenza da Paolo Gubello e Luigi Tagliente – si azzuffano per un principe assolutamente poco appetibile, con la presenza di un fato che regala alla ragazza le scarpette per il ballo.
Il principe vero, quello reale, è ben radicato nel nostro tempo, ama la musica e come in tutte le fiabe che si rispettano fuggirà con lei nell’universo.

E poi c’è la musica, certo, perché la musica costella tutti i momenti salienti dello spettacolo, caratterizzandoli e riportandoci indietro nel tempo, facendo felici madri e figlie: da Petula Clark ed il suo indimenticabile “Ciao Ciao” al Dalla di “Occhi di ragazza” a “Impressioni di Settembre” a “Sound of silente”, colonna sonora del momento fatidico della scarpetta.

Già la scarpetta, perché la tanto adorata scarpetta, Annarita-Cenerentola non se la porterà via con sé, ma la consegnerà alla madre come dono inequivocabile di tutto l’amore che, nel bene e nel male, ha ricevuto da lei.

Lo spettacolo, essendo firmato da Campanale, non poteva che essere disseminato di piccoli segni come questo, ed essere ambientato in una scenografia di grande suggestione, infatti i sogni di Annarita vengono costruiti attorno ad un grande portone che, a seconda dei casi, si trasforma in casa, castello, bosco, grazie ad un sistema di pedane e botole che permettono i cambi scena, e attraverso le luci, che ridisegnano e allargano lo spazio scenico reale.

Come già accadeva nel precedente rimarchevole spettacolo del regista pugliese, il “Vecchio e il mare” (con il rapporto tra il vecchio Santiago ed il ragazzo), in questa  nuova versione emerge una Cenerentola di grande impatto emotivo, in cui l’adolescenza è messa a confronto con l’età adulta: un’adolescenza piena di sogni e chimere che si scontra inevitabilmente con le paure, con il troppo amore degli adulti, che sembrano avere sempre la verità in tasca ma che invece non sanno mai come comportarsi.

Ma il finale è sempre quello, gioioso e melanconico nella stessa misura; il tempo farà maturare chi deve maturare, trasportandolo nell’universo della vita. Agli altri rimarrà il ricordo di aver svolto, pur tra errori inevitabili, il compito che è stato dato.

CENERENTOLA across the Universe

drammaturgia: Katia Scarimbolo
regia, scene e luci: Michelangelo Campanale
con: Nunzia Antonino, Annarita De Michele, Paolo Gubello, Luigi Tagliente
produzione: Ass. Cult. Tra il dire e il fare – Compagnia La luna nel letto
Teatri Abitati – Residenza di Ruvo di Puglia
in collaborazione con la Scuola di Danza Artinscena

Visto a Parma, Teatro al Parco, il 27 novembre 2012
 

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