La neo-predica di Ottonieri si fa invettiva contro il degrado ambientale

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Tommaso Ottonieri (photo: railibro.lacab.it)

Fumo, nuvole che avvolgono e giocano danze con il corpo. Che si sposta, curioso di conoscerne nuove forme. La percepisci anche con l’olfatto quella nebbia densa e affascinante, a cui manca solo il profumo d’incenso. Il buio della chiesa della Certosa di San Martino fa intravedere a tratti, fra stucchi e marmi, un passato prezioso, ricco di magnificenza. Poi si rischiara. Ma solo di poco. E comincia la voce.
Pare una litanìa da ascoltare ad occhi chiusi, quella di Tommaso Ottonieri. Ma è troppa la magia di guardarsi attorno, con quei giochi di nebbie, luci e musiche, tra il barocco e l’elettronica, per non dar retta alla curiosità di più sensi.
E nelle parole, che paiono una predica settecentesca, qualcosa riporta immediatamente e con forza al presente: ecomafia, diossine, acidi, scorie…

Così il fumo candido e accogliente della chiesa fa da tramite a vapori che di lirico non hanno alcunché: gli smog radioattivi di un mondo inquinato. La predica dal pulpito diventa descrizione, preghiera, inquisizione. Terra non vedi?
“Polveri amianti metalli pesanti, sali di alluminio sali di ammonio idrocarburi sali di piombo, diluenti, fosfori pentasfuri di fosforo, materiali radioattivi rifiuti ospedalieri residui di verniciatura, ammine composti dello zolfo, del cianuro, arsenici diossine e poi consunti pneumatici a milioni, alimentanti i roghi, scarti di fonderia e ogni sorta di solido rifiuto foriero canchero, gettati a cielo aperto in migliaia di fuochi, in case abbandonate, sul ciglio delle strade, sotto i ponti d’orbitanti circonvallazioni di tangenziali in dissesto”.
Camminano i veleni che amiamo produrre, si spostano e arrivano fin qui, nella Campania già sommersa dai rifiuti. Si sommano, si moltiplicano, raramente si riducono, mai si dissolvono. Noi stiamo a guardare. Lapilli che raggiungono galassie e asteroidi, trasportati per l’universo in attesa di una nuova alba: fatta solo di nero catrame.
C’è l’interesse del Potere, quello con la P maiuscola, che tutto può e non prevede repliche, ad ammazzare il nostro presente e il futuro d’altri.

LAPILLI DE LA GRAVITAZIONE
di e con Tommaso Ottonieri
nell’ambito del progetto ASSEDIO DELLE CENERI
a cura di Gabriele Frasca
regia e musica: Roberto Paci Dalò – Giardini Pensili
produzione: Napoli Teatro Festival Italia
prediche originali di Luciano Barca, Stefano Boeri, Alessandro Dal Lago,
Luca Doninelli, Jolanda Insana, Giacomo Lubrano,
Piergiorgio Odifreddi, Tommaso Ottonieri, Patrizia Valduga, Lello Voce
con Franco Branciaroli, Claudio Di Palma, Jolanda Insana,
Saverio La Ruina, Enzo Moscato, Silvio Orlando,
Umberto Orsini, Tommaso Ottonieri, Massimo Popolizio,
Patrizia Valduga, Lello Voce
spazio scenico e luci: Roberto Paci Dalò
collaborazione allo spazio scenico: Verter Turroni / Il Laboratorio dell’Imperfetto
costumi: Stefan Dalovic’
assistenti alla regia: Ambra Galassi, Marilù Parisi
iconografia: Ambra Galassi
organizzazione e coordinamento di produzione: Marilù Parisi
produttore esecutivo: Marco Balsamo
creazione materiali audio: Velvet Factory e Giardini Pensili, Rimini
durata: 38′
applausi del pubblico: 1′ 44”

Visto a Napoli, Certosa di San Martino, 12 giugno 2008
Napoli Teatro Festival Italia

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