La primavera di Virgilio Sieni, esercizi di poesia

Esercizi di primavera
Esercizi di primavera

Esercizi di primavera (photo: A. Anceschi)

NID, la Nuova piattaforma Italiana della Danza, è stata – come vi abbiamo raccontato la settimana scorsa – un’occasione di incontro e scambio internazionale per la promozione della danza italiana, sia sul mercato nazionale che estero.

Nell’ultimo giorno abbiamo assistito al Teatro Era di Pontedera all’ultimo lavoro di Virgilio Sieni “Esercizi di Primavera”.
Con i primi 30 gradi estivi e di domenica pomeriggio, la prima cosa che colpisce è la notevole affluenza, oltre al clima internazionale che circola negli atri interni ed esterni del teatro.

Lo spettacolo, una tra le più sottili e raffinate coreografie di Sieni, si ispira alla conferenza tenuta alla Buhlerhohe, il 6 ottobre 1951, da Martin Heidegger, “Poeticamente abita l’uomo”, riflessione su una poesia di Hölderlin. Il pensiero è rivolto alle comunità scomparse, in estinzione o prevaricate, disseminate nel mondo e nella storia, in paesi europei come la Romania e fino al Brasile.
Ma la riflessione si allarga ai nostri spazi di vita, alle urbanizzazioni, all’esaurirsi della vita di collettività.

All’inizio è il buio della notte ad accoglierci. Una voce, che ci trasporta subito in un’atmosfera quasi fiabesca, racconta gli usi, “gli esercizi” di antichi popoli che non esistono più.

Poi arriva l’alba, e la luce – mai intensa e perfettamente calibrata da Fabio Sajiz – illumina una scena nuda abitata da sei giovani danzatori (quattro uomini e due donne in gonnella o pantaloncini, indipendentemente dal sesso), e una violoncellista (Naomi Berrill) che fa anche da voce narrante.
Sul fondale, una proiezione di numeri, nello stile dei countdown delle vecchie pellicole, scandisce ognuno dei 60 esercizi dalla durata variabile.

I bravissimi danzatori (Giulia Mureddu, Sara Sguotti, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Paul Pui Wo Lee, Davide Valrosso) si muovono come un branco in una foresta. È un insieme che pulsa, e le singole variazioni gestuali formano equilibri collettivi che si scompongono e si ricompongono infinite volte.

Il violoncello e la voce di Naomi Berrill ci trasportano in atmosfere alla Terrence Malick, in totale sintonia con i suoni della natura. Ed è la sua musica, leggera come un soffio, a scandire il ritmo delle stagioni e a condurre i movimenti dei danzatori, che rimandano a pratiche ancestrali, in un’armonia indissolubile con la natura.

Come dopo un risveglio da un letargo atavico, i membri della comunità esplorano lo spazio, da soli, in coppia o tutti insieme, esprimendo quella che è la vera comunicazione del movimento, attraverso quadri che fluttuano in un tempo sospeso dedicato all’ascolto, alla scoperta e alla purezza del gesto incontaminato.

Ogni danzatore racconta la propria esperienza per immagini con una costruzione sintattica simile a un’improvvisazione poetica. Sembra immaginare qualcosa che gli è estraneo per poi renderlo visibile, mentre gli altri, in gruppo, ne ripetono alcuni gesti.
Respiri, torsioni, movimenti in tensione a altri liberati si susseguono. Ognuno ha la propria forma di ricerca per raggiungere quel legame con l’essenza più profonda della natura, per riscoprire il ritmo del vento, o della pioggia, per re-imparare il contatto, il respiro, il sentire l’altro.

Il flusso vitale, così come il cerchio delle stagioni, si chiude, ed è di nuovo notte. Ma è solo preparazione a un nuovo cambiamento, a una nuova primavera, con la speranza di trovare una nuova armonia dell’abitare. Perché l’abitare, nella sua essenza, è poetico.

ESERCIZI DI PRIMAVERA
coreografia: Virgilio Sieni
interpretazione e collaborazione: Giulia Mureddu, Sara Sguotti, Jari Boldrini, Nicola Cisternino, Paul Pui Wo Lee, Davide Valrosso
musica composta e eseguita dal vivo da Naomi Berrill (violoncello)
luci: Fabio Sajiz
costumi: Giulia Bonaldi
produzione 2013: I Teatri di Reggio Emilia, Théâtre de Liège, Compagnia Virgilio Sieni

durata: 75’
applausi del pubblico: 2’ 20’’

Visto a Pontedera, Teatro Era, il 25 maggio 2014

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