La scuola delle mogli. Donne, un capriccio del destino da Molière a Malosti

La scuola delle mogli - Valter Malosti
La scuola delle mogli - Valter Malosti

Valter Malosti e Giulia Cotugno in ‘La scuola delle mogli’ (photo: Tommaso Le Pera)

Al Teatro Gobetti di Torino è il tutto esaurito per “La scuola delle mogli” di Molière proposto da Valter Malosti. Il nuovo lavoro dell’attore e regista, recentemente premiato dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro per “Quattro atti profani” e “Venere e Adone”, non tradisce le aspettative. La commedia prende vita mantenendosi fedele all’originale ma riplasmata al tempo stesso.

Al centro dell’opera vi è un‘ossessione: il tradimento. Il protagonista, il Signor del Ceppo, sta per sposare la giovanissima Agnes, una ragazza che ha cresciuto fin da bambina con l’idea di educarla e plasmarla a suo piacimento. “Con le donne faccio a mio modo, sposo una deficiente sottomessa a me completamente”. Ma la vita segue il suo corso, e la ragazza si innamora di un giovane che la seduce con premure e tenerezze.
La gelosia, si sa, è uno stato nervoso e il Signor del Ceppo cercherà invano di trattenere la bella fanciulla che, una volta scoperta la passione, ritroverà anche il proprio carattere: “L’amore è un grande maestro”.
Oltre alla perdita dell’onore, l’uomo soffrirà soprattutto le pene d’amore: non troverà pace, e con la forza cercherà di strappare la piccola Agnes dalle braccia del giovane rivale, ma i suoi tentativi risulteranno completamente vani.

“La scuola delle mogli”, prima prova di Malosti con l’autore francese, riesce innanzitutto in un intento che spesso a teatro si dimentica: suscitare ilarità. Al tempo stesso, però, i personaggi non si riducono a semplici cliché, apparendo più complessi ed articolati. L’amore e il dolore si scontrano, e le contraddizioni dei personaggi, seppur paradossali, contribuiscono a renderli più credibili.
Molti sono i valori di questa pièce. Innanzitutto il testo, tradotto in prima persona da Malosti e alla cui drammaturgia ha collaborato anche Michele di Mauro, che suona armonico e musicale. Il verso libero non rispetta l’alessandrino di Molière, ma il ricorso a rime, assonanze, giochi di parole ed espressioni francesi sfociano in un risultato interessante.
Anche l’interpretazione degli attori è notevole. Il protagonista dimostra forza, abilità e intensità, ma anche gli altri personaggi sono ben contrassegnati da peculiarità specifiche. Spicca in modo particolare l’interpretazione di Valentina Virando, che veste tre ruoli differenti con abilità e bravura, senza eccessi di vanità o autocompiacimento.

La scenografia, curata da Carmelo Giammello (autore anche delle scene di John Turturro nelle recenti “Fiabe italiane”), è semplice: con pochi elementi riesce a rievocare la dimensione di isolamento in cui è rinchiusa la bella Agnes. Un’atmosfera surreale e carnale pervade lo spettacolo che rievoca un tempo passato ma reinventato, in cui i costumi contribuiscono a dare vita a una scena sui generis, evocativa e fantastica.
Brillante, acuto e divertente, “La scuola delle mogli” di Malosti intrattiene in modo intelligente. L’ansia delle corna, la gelosia nei confronti di una Lolita che sfugge a ogni controllo e la sofferenza di un uomo che credeva di avere il dominio su tutto provocano il riso ma anche la compassione: un attacco alla morale seicentesca che all’epoca provocò grande scandalo.
Il Signor del Ceppo, stregato dall’inferiorità della fanciulla e schiavo della sua fragilità ma anche beffato dalla propria arroganza, quando perderà Agnes non riuscirà a dire altro se non: “Mi hai fatto del male. Non ci hai pensato?”.
A Torino fino al 7 febbraio.

LA SCUOLA DELLE MOGLI
di Molière
uno spettacolo di e con Valter Malosti
con: Valter Malosti, Mariano Pirrello, Valentina Virando, Giulia Cotugno, Marco Imparato,
Fausto Caroli, Gianluca Gambino
scene: Carmelo Giammello
luci: Francesco Dell’elba
costumi: Federica Genovesi
suono: G.U.P. Alcaro
coordinatore tecnico e macchinista: Matteo Lainati
assistente alla regia: Elena Serra
ha collaborato alla drammaturgia Michele Di Mauro
maschere: Stefano Perocco di Meduna
foto di scena: Tommaso Le Pera
scelte musicali: Valter Malosti
produzione: Teatro di Dioniso / Fondazione del Teatro Stabile di Torino
con il contributo di Regione Piemonte con il sostegno del Sistema Teatro Torino con la collaborazione della Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte  e CRUT-Centro Regionale Universitario Torinese
durata: 2h 10′
applausi del pubblico: 4′ 15”

Visto a Torino, Teatro Gobetti, il 29 gennaio 2010

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