La sorella di Gesucristo. La Puglia in piano sequenza di Oscar De Summa

Oscar De Summa
Oscar De Summa

Dopo aver rivisto a Castiglioncello i primi due capitoli del suo “ritratto di artista da giovane” (“Diario di Provincia” e “Stasera sono in vena”), arriviamo nella grande piazza Torre di Berta di Sansepolcro, dove da quattordici anni si svolge il festival Kilowatt, per concludere questo percorso con il nuovo monologo di Oscar De Summa, “La sorella di Gesucristo”, che chiude in modo inatteso questo unicum teatrale, davvero molto particolare, dedicato ai ricordi dei suoi primi vent’anni di vita.

De Summa, come è avvenuto per gli altri due capitoli, ambienta la storia nel paese dove ha vissuto la sua infanzia e giovinezza, Erchie, in una Puglia resa in modo vivissimo da una narrazione molto personale che, attraverso la caratterizzazione degli uomini e delle donne che l’hanno popolata, ci fa ripercorrere, come una vera epopea, la vita di un ragazzo consapevole del fatto che solo uscendone, andando via da quella terra matrigna, potrà trovare una via di salvezza.
Ciononostante, tutti e tre gli spettacoli sono pervasi da un’affettuosa quanto aspra melanconia per quella patria rifiutata, ma che in qualche modo ancora gli appartiene.

Si diceva della particolarità di questo spettacolo rispetto agli altri due. Qui infatti, pur tornando la descrizione di un grumo di caratteri che caratterizzano un ambiente, la protagonista è una sola, lei, “La sorella di Gesucristo”, che pur chiamandosi Maria non ha ancora una vera identità riconosciuta, essendo da tutti chiamata solo con quel nomignolo, “sorella di Gesucristo”, dal ruolo che interpreta durante le sacre rappresentazioni.


Forse, però, finalmente potrà acquistare una propria identità, Maria, con il gesto che sta per compiere. Impugnando una pistola, una Smith & Wesson 9 millimetri regalata al padre dallo zio d’America, attraversa Erchie a piedi, sotto gli occhi di tutti, per compiere la sua vendetta: sparare ad un coetaneo che il giorno prima le ha fatto violenza.

E’ un lunghissimo piano sequenza di stampo cinematografico, quello che viene articolandosi nel racconto di De Summa; un piano sequenza di poco più di un’ora in cui, man mano che la nostra Maria prosegue il suo implacabile viaggio, si coagulano, vicino a lei, tutti i personaggi che assistono all’impresa, formando emotivamente un puzzle di sensazioni, connivenze, paure che scandagliano in modo profondo, ancora una volta, l’ambiente dove i fatti si stanno svolgendo.

I parenti dell’uno e dell’altra, gli uomini e le donne che si affacciano curiosi dai balconi, che affollano bar e negozi, le varie corporazioni che compongono l’humus sociale di Erchie: ognuno, a proprio modo, si mostra nel racconto a dar la propria versione dei fatti. Tutti concorrono a formare ancora una volta una processione in cui, al posto della croce, vi è una pistola. Tutti si palesano con un racconto corale di parole che diventano immagini.

Molti sono i riferimenti cinematografici che vengono alla mente: da “Mezzogiorno di fuoco” di Zinnemann a Sergio Leone, dove gli eroi si pongono come difensori di un’unica comunità, ma anche “Kill Bill” di Tarantino e “Natural Born Killers” di Stone, opere contrassegnate da momenti solo disegnati, e qua e là fa capolino perfino Germi con il suo Sud.
Qui, come in Tarantino e Stone, a disegnare “La sorella di Gesucristo”, nel vero senso del termine, concorrono anche le tavole dell’illustratore bolognese Massimo Pastore, che costellano lo spettacolo anticipandone i fatti, suggerendoli, incastrandosi perfettamente nell’incedere del racconto.

In forma forse meno compatta della precedente, ma con più azzardi, ci sembra la narrazione di De Summa, mai lineare, sempre mutevole negli accenti, dove la voce rimbomba, si inarca, si carica di ironia e riflessioni, configurandosi come un coacervo composito di immagini, musica e parole, proposto con efficace abilità.

Non sappiamo se alla fine Maria compirà quel gesto, ma sappiamo che diventerà finalmente adulta e consapevole di vivere in una società che deve essere cambiata, come ne è consapevole lo stesso narratore che, diventato adulto, se ne è andato per raccontarla, in modo da liberarsene forse definitivamente. O quasi.

LA SORELLA GESUCRISTO
Di e con Oscar De Summa
Progetto luci e scena Matteo Gozzi
Disegni Massimo Pastore
Produzione La Corte Ospitale, Attodue, Armunia – Castiglioncello Festival Inequilibrio
Con il sostegno de La Casa delle Storie e Corsia Of

Visto a Sansepolcro (AR), Kilowatt Festival, il 18 luglio 2016

stars-3.5

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