La vecchiaia in chiave comica secondo Antonella Questa

Antonella Questa in 'Vecchia sarai tu' (photo: laq-prod.net)
Antonella Questa in 'Vecchia sarai tu' (photo: laq-prod.net)

Antonella Questa in ‘Vecchia sarai tu’ (photo: laq-prod.net)

Una riflessione, da un triplice punto di vista, tutto femminile, sul tempo e sulla vita che scorre. Un’unica protagonista, Antonella Questa, che si fa in tre, consegnandoci il racconto vivace, ironico e commovente di tre generazioni alle prese con lo scorrere inesorabile del tempo.

La narrazione principale è affidata ad Armida, ottantenne di origine genovese che, dopo un incidente domestico, viene ricoverata dalla nuora francese in una casa di riposo per anziani.
Dalla sua “prigione” Armida, con sguardo tenero e tono mordace, ripercorre le tappe fondamentali della sua vita: dall’infanzia tranquilla in una tradizionale famiglia borghese di Genova, al matrimonio combinato con un capitano di vascello, che le ha dato un figlio e tanti dispiaceri, al suo grande amore per Carmè, un contadino conosciuto durante la giovinezza, dei cui sentimenti ha potuto godere a pieno solo durante la vedovanza.

Nella narrazione Armida alterna episodi del passato a quelli del presente, sottolineando con orgoglio le proprie abitudini, dalla passeggiata pomeridiana alla marina alle riunioni con le amiche di sempre, al sabato passato in compagnia di Carmè.
Attraverso la rievocazione di particolari di vita domestica e quotidianità, Armida difende la dignità della vecchiaia e reclama il diritto di beneficiare liberamente di quella porzione di vita che le persone che le stanno intorno (la nuora e la figlia) sembrano disprezzare o sottovalutare. 
Figure speculari ad Armida, la nuora francese Sabine e la giovane nipote, Monica, mostrano un approccio molto diverso nei confronti dell’esistenza.
Sabine ha una concezione edonistica ed egoistica della vita; alle prese con ginnastica e creme antirughe, si divide tra un lavoro economicamente appagante e una relazione extraconiugale priva di sentimenti.
Monica, nonostante la giovane età, è anche quella più ossessionata dallo scorrere del tempo. In qualità di rappresentante della nuova generazione, per lei il tempo è soprattutto precarietà. La sua vita è scandita da tanti impegni e progetti ma il suo futuro è venato di incertezza. Eppure sarà proprio lei a comprendere le ragioni di Armida ed a traghettarla verso un felice ed inaspettato finale.


“Vecchia sarai tu!” è una pièce pienamente riuscita. L’idea di raccontare un tema complesso (lo scorrere del tempo, più che la vecchiaia in sé) in chiave comica conferisce, allo stesso tempo, leggerezza e profondità.
Azzeccata anche la selezione musicale, dalla dance per sottolineare la comicità di alcuni episodi (la nuora francese che fa ginnastica davanti allo specchio) alla chiusura affidata alla canzone “‘A finestra” di Carmen Consoli, che ben si adatta allo stile graffiante e canzonatorio dello spettacolo.
Una nota particolare di merito spetta, infine, proprio alla protagonista, Antonella Questa. Attrice dotata di ottimi tempi comici, presta voce, corpo e anima a tre donne diversissime tra loro per età, fisico e provenienza geografica, passando in maniera disinvolta dalla vecchia Armida alla nuora francese alla giovane nipote. Con il solo supporto della mimica, della dizione e della presenza scenica, Antonella Questa triplica se stessa in un monologo che fa ridere, commuovere, riflettere in maniera mai scontata e banale.

Vecchia sarai tu!
di Antonella Questa e Francesco Brandi
regia: Francesco Brandi
con Antonella Questa
musiche e coreografie: Magali B. “Compagnie Madalein & Alfred”
produzione: La-Q Prod
durata: 1h 20′
applausi del pubblico: 3′

Visto a Milano, Spazio Teatro 89, il 17 novembre 2012


 

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