L’aria è ottima (quando riesce a passare) – Aniello Arena

Aniello Arena (photo: compagniadellafortezza.org)

Aniello Arena (photo: compagniadellafortezza.org)

Quella sera, Aniello Arena non sapeva che proprio in quel carcere sperduto d’o Pataterno sarebbe rinato. Allora, per usare le sue parole, “ero ancora un pezzo di carne che camminava”.
Ma partiamo dall’inizio di questa storia durissima che Aniello ha trovato la forza di raccontare.
A Barra, quartiere degradato alla periferia est di Napoli, lui è uno scugnizzo con il fuoco dentro e poche possibilità. Dalle sue parti tanto è difficile costruirsi una vita “regolare”, quanto è facile arrangiarsi ai margini della legalità, finire in un brutto giro e commettere errori che, prima o poi, si pagheranno salati.

È così che Aniello, ancora giovanissimo, entra per la prima volta a Poggioreale, un carcere che “è un rimedio peggiore del male che dovrebbe curare”. Ne esce, ma ormai è preso nella spirale degli errori e, nonostante abbia moglie e figli che ama, non riesce a rimettersi su una buona via. Nel 1991 tre persone perdono la vita nella cosiddetta strage delle Crocelle. Tra gli accusati c’è Aniello Arena, ventitré anni.  Lo arrestano pochi mesi dopo e per lui inizia un lungo incubo di solitudine e violenza attraverso i principali penitenziari italiani. Fine-pena-mai.

 

L’ aria è ottima (quando riesce a passare). Io, attore, fine-pena-mai
Aniello Arena, Maria Cristina Olati
Rizzoli Controtempo
2013, 222 p., brossura
€ 13,60 (Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Disponibile in eBook a € 9,99 

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