Le amanti di Teatrino Giullare debuttano a Vie

Le amanti di Teatrino Giullare

Le amanti di Teatrino Giullare

Teatrino Giullare, nel panorama del teatro di ricerca italiano, rappresenta una sorta di fervida anomalia; è infatti forse l’unico gruppo che è riuscito, mettendo in scena alcuni pilastri della drammaturgia contemporanea come Beckett, Bernhard, Pinter e Koltes, ad immettere con successo nella propria poetica e nel proprio modo di porsi in scena il teatro di figura, o più precisamente il teatro delle figure, denominazione questa in tale ambito più viva e autentica, che ci permette di far uscire questa meravigliosa forma della scena dalle secche limitative in cui la “vox populi”, almeno in Italia, l’ha confinata.

In tutti i lavori Teatrino Giullare ha infatti cercato di dare il senso della presenza dell’attore, paradossalmente, attraverso la sua negazione, utilizzando maschere, pupazzi, manichini.

Ciò accade perfettamente anche nella trasposizione teatrale che i due artisti della compagnia, Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti, hanno compiuto del romanzo “Le amanti” (Die Liebhaberinnen, pubblicato nel 1975) della scrittrice austriaca Elfriede Jelinek, premio Nobel per la letteratura 2004, presentato al teatro comunale di Casalecchio in prima assoluta per il Festival Vie.


Lo spettacolo si pone come il primo tassello di un progetto più grande, coordinato da Elena di Gioia, che da ottobre 2014 sino a marzo 2015 coinvolgerà molti gruppi ed artisti emiliano-romagnoli in relazione alla figura di questa scrittrice (nota al grande pubblico soprattutto per il romanzo “La pianista”, da cui nel 2001 Michael Haneke ha tratto uno dei suoi capolavori) e al suo linguaggio, graffiante, assai particolare, che si muove sempre sul filo del paradosso tra commedia e tragedia.

Protagoniste de “Le amanti” sono due giovanissime donne, Brigitte, lavorante in una fabbrica di reggiseni, e Paula, ragazza semplice di campagna che lotta contro i genitori suoi e del suo insignificante “principe azzurro” per sfuggire ad una vita priva di prospettive.
Siamo in Austria e la loro storia è vissuta in un paese apparentemente da fiaba, tra montagne innevate e paesaggi incantati, ma in realtà soffocante, pieno di pregiudizi e che non concede nulla alle aspettative dei suoi abitanti. Ma a ben guardare in scena è Eros il vero padrone della situazione, ma non un Eros pieno di affetto da dove far scaturire per le due donne un vero riscatto, bensì un Eros (qui rappresentato dallo stesso Deotti) nero come il disprezzo e la monotonia di un amore senza amore.
Brigitte e Paula sono rappresentate da due grandi bambole a grandezza naturale, le uniche con i corpi, in qualche modo intatti, sulle note dei Winterreise e del trio op 100 di Schubert.

Gli altri, gli orrendi uomini che le circondano, i familiari che fintamente le assistono, sono maschere inscatolate e repellenti che hanno paura quasi a mostrarsi, che ripetono le solite frasi, i concetti stantii della consuetudine.

Giulia Dall’Ongaro è la voce narrante (forse la stessa Jelinek) e, nel medesimo tempo, l’unica veramente dialogante con le due protagoniste, fantocci immaginari ma assolutamente reali, di un mondo che le ha respinte. Un mondo costruito soprattutto da anonime scatole, da squallidi oggetti che in qualche modo ferocemente parlano, come le forbici che verranno conficcate nel corpo di Paula a significare un atto spregevole che le viene imposto.

“Le Amanti” risulta essere uno spettacolo coraggioso, che ben rappresenta – e in maniera assolutamente originale – il mondo anonimo e deprimente in cui vivono, o sopravvivono, le due ragazze, amanti ma non riamate. Sul palco viene ricostruito in un contrappunto continuo tra i mondi di Brigitte e Paula, figure realmente emblematiche di un universo oscuro, privo di affetti reali, in perfetta sintonia con gli intenti e la scrittura della Jelinek.

LE AMANTI

adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Elfriede Jelinek
interpretazione, regia, drammaturgia: Teatrino Giullare
traduzione italiana: Valeria Bazzicalupo
scene e oggetti: Cikuska
produzione: Teatrino giullare e Festival Focus Jelinek
con il sostegno della Regione Emilia-Romagna
si ringrazia Emilia Romagna Teatro Fondazione e Comune di Sasso Marconi
in collaborazione con Festival Focus Jelinek

durata: 1h 20′

Visto a Casalecchio di Reno (BO),Teatro di Casalecchio, l’11 ottobre 2014
Prima nazionale

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