Le donne tunisine della ceramica nella danza dei fratelli Ouissi

I fratelli Ouissi

I fratelli Ouissi (photo: Fabid Bouvard)

“Laaroussa” nasce da un lungo progetto che ha coinvolto diversi artisti, scrittori, musicisti, videasti e danzatori che, per diversi mesi e in diversi anni, sono rimasti in residenza artistica nella regione rurale del Sejnane, a 100 km a nord-ovest di Tunisi. La regione è famosa storicamente per il lavoro che tantissime donne fanno con l’argilla: creano, con un lungo e faticoso lavoro, ceramiche tratteggiate di rosso e nero, destinate per gli usi domestici, per la cottura e la conservazione degli alimenti. Un lavoro duro, perché la materia prima, l’acqua e tutto quello che serve per la costruzione di questi oggetti, si trova a diversi chilometri di cammino.

Il progetto, che ha dato vita solo molto tempo dopo ad un video, uno spettacolo e ad una installazione, è stato ideato da Selma e Sofiane Ouissi, fratello e sorella, da anni complici di diverse performance di danza e fondatori della biennale artistica Dream City a Tunisi.

Tutto è nato per caso: Selma passeggiava per le strade di Parigi quando vide in vetrina una bambola costosissima, la guardò e poi scoprì che era stata creata dalle mani delle donne del Sejnane. Per lei, nativa di Tunisi, fu come una rivelazione: ed ecco scattare il bisogno di saperne di più, di conoscere di persona quelle donne. Ma occorre molto tempo, e Selma e Sofiane decidono di prenderselo. Per mesi osservano il loro lavoro, i movimenti ripetitivi che compiono ogni giorno fino alla nausea.

“All’inizio è stato difficile – ci confessa Selma alla fine dello spettacolo, andato in scena a Ginevra per il 37° festival La Bâtie terminato sabato – dovevamo vincere la loro diffidenza, ma soprattutto dovevamo trovare il giusto distacco dallo loro difficile esistenza, dai problemi contingenti. Il nostro non doveva essere un lavoro sul sociale, dovevamo entrare nella loro vita senza che loro si sentissero osservate”.

Qualcosa succede. Gli artisti, gli osservatori esterni venuti da tanti paesi diversi, a poco a poco si integrano con la gente del luogo, dando di fatto vita ad una comunità ideale, utopica, in cui si vive, si parla e si crea assieme.

“Laaroussa” è il risultato di questo sogno di una società diversa, dove un gruppo di donne, straordinarie lavoratrici, è fiero del ruolo sociale che ha: sono loro a provvedere ai bisogni della famiglia mentre gli uomini sono lontani per lavoro o sono disoccupati o spesso morti a causa dell’alcool.
Lo spettacolo prende forma da questo lento conoscersi, dai movimenti ripetitivi e precisi che le donne compiono durante tutta la giornata, e dalle vibrazioni che il tocco e il modellamento dell’argilla infliggono su mani, spalle, schiena.
Un video nel frattempo svela quei volti, le rughe precoci, le mani gonfie e le stanze del lavoro.

Lo spettatore intraprende così un viaggio straordinario fatto di silenzi e di lunghe marce per i campi. Selma e Sofiane, in scena, riproducono gli echi e i gesti con semplicità. Il video però sovrasta, parla, svela, rendendo i due artisti a tratti solo un di più. Il racconto che scorre nelle immagini, un vero dono per lo spettatore, smorza l’azione in scena, la danza a tratti è solo una sbiadita riproduzione, come se la complessa esperienza di vita fatta da Selma e Sofiane fosse ancora da sviscerare, ancora da interpretare artisticamente, e “Laaroussa” fosse solo un bell’inizio.

Laaroussa

creazione video, coreografie e interpretazione: Selma & Sofiane Ouissi
realizzazioni collettive: Cécil Thuillier, Nicola Sburlati, Selma & Sofiane Ouissi
direzione della fotografia e montaggio: Nicola Sburlati
composizione musicale: Caroline Boë
scenografia e luci: Simon Siegmann
regia generale e regia suono: Éric Faes
costumi e collaborazione artistica: Véronique Leyens
assistente camera: Pierre Dejon
produzione: Muzaq  

durata: 50’
applausi del pubblico: 1’ 30’’

Visto a Ginevra, Théâtre du Grütli, il 7 settembre 2013


 

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