Le Presidentesse: Lupa inscena la banalità del male di Schwab

'Prezydentki' di Krystian Lupa

‘Prezydentki’ di Krystian Lupa (photo: prospettiva.teatrostabiletorino.it)

Forse siamo in una casa della provincia polacca. Forse non necessariamente polacca, di una provincia qualsiasi.
“Prezydentky” (Le Presidentesse) di Krystian Lupa, tra gli spettacoli più attesi (e finora più graditi) della rassegna torinese Prospettiva, apre la porta di un appartamento malandato. Tre donne guardano la televisione, chiacchierano, sonnecchiano. La scena sembra prendere vita da una fotografia di Boris Mikhailov.

La dimensione è dunque casalinga, la situazione realistica, fatta di una vita quotidiana povera, misera.
Le donne incarnano modelli già raccontati: Erna, frugale risparmiatrice al limite dell’avarizia; Greta, un tempo avvenente, ora appariscente e disincantata; e Mariedl, la credulona ingenua e buona.
Diverse tra loro, trascorrono il tempo insieme perché probabilmente non hanno altri con cui stare. La fede diventa così l’elemento che le accomuna ed il loro principale argomento di conversazione. “La fede è l’unica ancora di salvezza in questa valle di lacrime”.

Ma dietro frasi controllate e luoghi comuni ribolliscono malumori e insoddisfazioni. E da qualche giudizio scoppierà una lite. Solo il buonismo ricondurrà ad una riappacificazione, conclusa con una bevuta.
Ma le questioni non verranno affrontate né risolte. E l’alcool accentuerà il sentimentalismo, con le donne a commentare un film in tv: “Un bel film mostra come dovrebbe essere la vita se la gente fosse gentile”. 

Poi dallo schermo le illusioni prendono vita nell’immaginazione delle donne, che cominciano a fantasticare sul proprio futuro: il macellaio del quartiere si innamora di Erna, un appassionato proprietario terriero si innamora di Greta, mentre Mariedl sogna qualcosa d’insolito, introducendo nella storia elementi sempre più surreali.
Marield immagina di liberare tutti i gabinetti otturati della città, di dedicarsi personalmente a questa attività ottenendo il consenso dei cittadini. E mentre viene esaltata come un’eroina salvatrice, Erna si sposa con il macellaio e Greta con il proprietario terriero. Così i sogni sembrano coronati.
Finchè Mariedl non comincerà ad infrangere le illusioni inserendo elementi negativi che turbano l’idillio onirico.

La fantasia vacilla, sfuma.
Erna e Greta, disturbate all’apice di un sogno che vedeva realizzato ogni loro desiderio, in uno stato di semicoscienza si accaniscono contro l’elemento di disturbo, con violenza. Non del tutto deste vogliono cacciarlo, sopprimerlo. Le convenzioni e le credenze religiose sono ancora sopite e si scatena tutta la violenza contro la donna che stava infrangendo le loro utopie.

La ferocia del testo di Werner Schwab, da cui è tratto “Prezydentki”, sta proprio nel sottile equilibrio tra normalità e degenerazione. Le protagoniste sono deluse, inacidite. Pensano di agire nel miglior modo possibile, dal momento che quello, forse, è l’unico che conoscono.
Questo è probabilmente il tratto più inquietante del testo: la violenza degli individui più insignificanti, “la banalità del male”.

Nonostante la trama, lo spettacolo di Lupa – attualmente il principale regista della scena polacca – è vivace ed incalzante, e questo pur nella totale staticità della scena. Il tragico e il comico riescono a convivere armonicamente. E l’insofferenza, l’emarginazione e l’infelicità diventano grottesche davanti alla ferocia che ne scaturisce.

PREZYDENTKY (LE PRESIDENTESSE)
di: Werner Schwab adattamento
arrangiamenti musicali, scene e regia: Krystian Lupa
con: Bozena Baranowska, Halina Rasiakówna, Ewa Skibinska, Aldona Struzik-Dominika Figurska-Monika Szalaty-Anna Ilczuk
produzione: Teatr Polski, Wroclaw (Polonia)
durata: 1h 40’
applausi del pubblico: 3’ 41’’

Visto a Torino, Teatro Gobetti, il 12 ottobre 2011

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