Le scoperte di Inteatro 15: l’emozione a fior di cuore

Kinshasa Electric - UlaSickle (photo: Bart Grietes)

Kinshasa Electric – UlaSickle (photo: Bart Grietes)

L’edizione 2015 del festival Inteatro ha trovato quest’anno una nuova veste, dividendosi tra l’ormai storica sede del paesino di Polverigi e i teatri e i luoghi del capoluogo marchigiano. Più sperimentale e dedicata a giovani interpreti la parte polverigiana, riservata alle grandi produzioni quella anconetana, mantenendo comunque il carattere di invasione di spazi che si riallestiscono e si reinventano.
Dieci giorni fitti di appuntamenti, in cui si sono mescolati culture, invenzioni e tecnologie declinate con linguaggi e metodologie compositive diverse, una ibridazione culturale che raspa i confini identitari allargando gli orizzonti.
Altra piacevole novità, legata alla parte anconetana del festival, è stata il coinvolgimento di realtà territoriali, a cui è stato dato il compito di invadere gli spazi cittadini per riuscire a portare la danza ovunque, agganciando così il festival all’humus più fertile che Ancona può offrire.

Immagine simbolo di questa edizione il cuore traslucido di “MatchAtria extended”, spettacolo di apertura di Yui Kawaguchi e Yoshimasa Ishibashi che ha trasformato la cerimonia del tè in una cerimonia del cuore multimediale.
Gli intervenuti vengono accolti da due ragazze che li conducono all’interno del teatro, offrono loro salviette profumate per pulirsi le mani e con linguaggio e gestualità da hostess di volo spiegano le regole dello spettacolo. Condotto al proprio posto, ogni spettatore viene invitato ad indossare occhiali 3D e cuffie auricolari, ricevendo in mano un cuore vibrante di silicone.
Da qui parte l’esperienza multimediale visiva, sonora e tattile: la danza si dipana tra immagini tridimensionali che la avvolgono, il cuore pulsa tra le mani collegandosi al battito cardiaco della danzatrice. Ed è questo il momento più emozionante dello spettacolo: lo stetoscopio sceso davanti alla bravissima interprete e poggiato sul suo cuore, che rimanda i battiti al cuore che ogni spettatore ha in mano facendolo vibrare, e creando un momento intimo di unione. Rimane il desiderio che questo momento si prolunghi, che il moto dell’animo si estenda, ma forse è un desiderio molto occidentale, che non ha troppo riscontro nei paesaggi limpidi, armoniosi e rarefatti del mondo orientale.

Il materiale danzato trova la sua concretezza nelle pratiche delle arti orientali, che conferiscono al corpo una eleganza tutta particolare: è evidente anche nei danzatori della Korea National Dance Company.
Il loro energetico “Bul-ssang” coinvolge e convince; la fusione tra elementi dell’identità e della tradizione coreana con l’estetica della danza contemporanea occidentale crea un piacevole straniamento che sorprende. La musica dal vivo del famoso dj coreano Soulscape eletrizza.
Il titolo nella lingua madre significa povertà, ma pronunciato come bulsang indica la statua del Buddha. Così la coreografia gioca sul doppio significato del titolo, mescolando sacro e profano, Occidente e Oriente. E’ pop la scenografia luccicante, il moltiplicarsi di statue del Buddha mescolate ad altre icone religiose, l’enorme quantità di cestini multicolori che invade il palco, la libertà delle danze che si moltiplicano e scarnificano senza ordine gerarchico; la tradizione è nei corpi che l’ambiente culturale ha forgiato e sui quali l’Occidente si appoggia trasformandosi.

Match Atria (grafik: Acci Baba)

Match Atria (grafik: Acci Baba)

Cambia atmosfera, ritmo e stile Kinshasa Electric, che ci trasporta nei territori limitrofi all’Africa. Una dj per la musica dal vivo e tre danzatori di colore in scena, vestiti con felpe e maglie coloratissime cambiate in continuazione e i cui disegni rimandano alla grafica della street art.
Le danze sono legate a trasposizioni della poppin’ animation venata di altra cultura e sensibilità, ma lo spettacolo non convince molto, la drammaturgia è troppo debole per sorreggere la messa in scena di danze della strada che lì trovano il loro senso più giusto e profondo.

Allestimenti più sperimentali approdano alla Mole. “Biosphera d’acqua” è una azione teatrale ospitata all’interno di una semisfera trasparente che può contenere un massimo di 30 spettatori. Come indica il titolo, tratta l’ampio tema dell’acqua in un gioco semiserio fra due attrici spaziando tra scienza, geografia e quotidianità.
Molto bella l’ambientazione: la circolarità dello spazio scenico crea un’atmosfera calda e confidenziale e il bacino d’acqua, circolare anch’esso, posto al centro della Biosphera, e in cui è immerso un planisfero, subito ci colloca al centro del nostro pianeta, rendendocelo evidente nella sua alternanza di terra e mare.
La parte recitata convince di più quando assume un carattere documentaristico che non quando diventa “racconto per bambini”, un po’ troppo macchiettistico e scontato. Ci dà comunque in maniera leggera e intrigante molte informazioni su questo che è un bene essenziale ma limitato, e che per tale motivo può trasformarsi in pretesto di sopraffazione e di guerra: l’attrice si porta via l’ultimo bicchiere d’acqua, negandolo a quella che fino a quel momento era stata la sua compagna di giochi.

La sala adiacente della splendida costruzione vanvitelliana ospita invece “Nova Insula”, una decostruzione cinematico-teatrale de “La Tempesta” di Shakespeare. Una troupe cinematografica ci accompagna lungo un percorso segnato da vari quadri che sono astrazioni di scene dell’opera shakesperiana, installazioni visive che decostruiscono per raccontare in altro modo. Anche qui grande impianto tecnologico al servizio della messa in scena, laddove invece i corpi sembrano perdere sostanza e importanza, poco curati e approfonditi.

Unico spettacolo ospitato al Teatro Sperimentale è l’anteprima di “Inferno” di Babilonia Teatri. “Inferno è la convinzione che il teatro oggi deve occuparsi prima delle persone che di se stesso” scrivono nelle note di regia Raimondi e Castellani, e in effetti la carica di umanità presente è qualcosa che travolge e prende profondamente. E’ l’umanità degli attori-non attori del Laboratorio-Scuola/Compagnia ZeroFavole, persone con o senza handicap ma prima di tutto persone, con le loro convinzioni e le loro vite, esposte con candore disarmante e l’umanità del conduttore (lo stesso Enrico Castellani, che già aveva ‘sperimentato’ questo approccio in “Pinocchio“), portati per mano con intelligente e caldo humor a raccontarsi e raccontarci qualcosa del mondo visto con altri occhi, sfiorando senza enfasi o pietismo l’inferno di ognuno.
“Inferno è magma incandescente per la nostra estetica. E’ nutrimento per la nostra etica”: non si potevano trovare parole migliori per sintetizzare l’offerta che viene fatta al pubblico da questo insieme variegato di esseri umani che, sul palco, non vestono i panni di alcun personaggio ma raccontano solo sé stessi.

MATCHATRIA EXTENDED
idea, danza, sound design, testo Yui Kawaguchi
ideazione, immagini, musica Yoshimasa Ishibashi (Ishibashi Production)
stereoscopic 3D-CG Masahiro Teraoka (Galaxy of Terror)
tecnica video Henne Fritze
costumi: Saša Kovačević (Sadak)
disegno luci Fabian Bleisch
unità di percezione del battito cardiaco Hideyuki Ando (Osaka Univ.)
punto tattile: Rieko Suzuki (Facetherapie Co.Ltd), Yasuhiro Suzuki, ph.D (Nagoya Univ.)
supervisione alla misuraizone del battito cardiaco e progettazione tattile Junij Watanabe
produzione Satoko Suchi (JP) Ilja Fontaine (EU)
consulenza drammaturgica Ilja Fontaine
produzione Yui Kawaguchi & Yoshimasa Ishibashi
in coproduzione con Blueproject Barcelona, FFT Düserdolf, MA scène nationale – Pays de Montbéliard e SOPHIENÆLE. Funded by the Mayor of Berlin – Senatskanzlei – Kulturelle Angelegenheiten
con il sostegno amichevole di Sennheiser, Beamaround E Dock11Berlin
in collaborazione con Nico and the Navigators
con il supporto di Nationales Performance Netz (NPN) Internazional Guest
Performance Fund for Dance, sostenuto dalla Commissione Federele del GOverno per la Cultura e i Media su decisione del Parlamento Tedesco

durata: 45’
applausi del pubblico: 1’

BIOSPHERA D’ACQUA
di Adriana Zamboni e Lucio Diana
con Adriana Zamboni e Natascia Zanni

durata: 45’
applausi del pubblico: 50”

NOVA INSULA
con Dorothy Melander-Dayton, Marco Turcich, Matilde Marangoni, Cristina Espejo-Vindel, Vittoria Belli, Hyesung Baek, Fabrizio Panella, Annalisa Terranova
con  la partecipazione di George Fanzio, Yesenia Trobbiani
un ringraziamento speciale a Indiegogo funders, Pete Brooks, Kat Leung, Dalia Yassine, Claire Blake, Francesco Panella, Ercole Belli, Marina d’Angelo, Hackney City Farm – Frizzante London, University of Lancaster

durata: 30’
applausi del pubblico: 45”

BUL – SSANG
coreografia Ahn Aesoon
con Ye Hyoseung, Park Sojung, Han Sangruly, Kim Donghyun, Choi Minsun, Lee, Jungin, Kim Hoyeon, Heo Hyoseon, Yoon Boae, Do Hwangju, Kim Keonjoong, Kwon Minchan, Kim Jimin,
visual Art Choi Jeonghwa
musica DJ Soulscape
set design Kim Jongseok
light desogn Ryou Backhee
costumi Im Sunoc
stage Manager Jo Eunjin
programmatore luci Shin Jisun
luci Joo Kyum

durata: 1h
applausi del pubblico: 2’

INFERNO – anteprima
di Babilonia Teatri | con Enrico Castellani
e con gli attori non-attori del Laboratorio-Scuola/Compagnia ZeroFavole Selika Caffarri, Marika Messori, Carlo Trolli, Marco Messina, Sara Fecondo, Daniele Balocchi, Maria Balzarelli, Paolo Terenziani, Lamin Singhateh
con il contributo di Fondazione AltaMane Italia (AMI)
un progetto di Babilonia Teatri e ZeroFavole

durata: 40’
applausi del pubblico: 3’

KINSHASA ELECTRIC
ideazione e regia Ula Sickle
creazione, performance, stile Popaul Amisi, Daniela Bershan, Jeannot Kumonyeki, Joel Makabi Tenda
musica & live sound Baba Electronica ( Daniela Bershan)
scenografia Ula Sickle, Daniela Bershan
disegno luci Ula Sickle, Gwen Laroche
drammaturgia Sébastien Hendrickx
tecnico Gwen Laroche
produzione esecutiva Caravan Production (Brussel)
assistente produzione Kinshasa Dada Kahindo Siku
co-produzione Kunstefestivaldesarts, KVS (Brussel) Noorderzon Performing Arts Festival (Groningen) SPRING Performing Art Festival (Utrecht), NXTSTP & DEPARTS met de steun van het Cultuur Programma van de Europese Unie / with the support of the Culture PRogramme of the European Union
con il sostegno di Vlaamse Regering – Internationale projecten, de Vlaamse Gemeenshapscommissie van het Brussels Hoofdstedelijk Gewest / the Flemish auhorities, International Projects, the Flemish Community Commission of the Brussel Capital Region

durata: 60’
applausi del pubblico: 1’

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