Les 7 doigts de la main in Réversible. E se il passato fosse la chiave del nostro avvenire?

Photo: @Alexandre Galliez
Photo: @Alexandre Galliez

“Sequence 8”, “Traces”, “Psychic”, “Life” e poi “Cuisine & Confessions”: sono gli spettacoli che il collettivo Les 7 doigts de la main, attori acrobati musicisti danzatori, dal lontano 2002 – lasciata la natìa Montréal, in Québec – hanno presentato in giro per il mondo a suon di narrazioni acrobaticamente liriche, attraversando e perlustrando il nostro tempo con svolazzi in flic-flac, voli aerei ed acrobazie estreme senza rete.

Al Teatro della Tosse di Genova, dopo l’acclamato “Cuisine & Confessions” – dalla drammaturgia senz’altro più efficace e con ancora nelle narici e nelle papille gustative un sapore di mela e cioccolato – hanno tenuto nuovamente appesa l’attenzione del pubblico con la propria prorompente fisicità e il loro talento per le tre serate consecutive di “Réversible”.
Intrecciando i vissuti personali, a partire dalle vite dei loro antenati, sono giunti ad affrontare vicende contemporanee, narrate mettendo in campo una sorta di semplicità tipica dei tempi andati, quasi un omaggio a quella generazione che ha spianato la strada ai giorni nostri.

Facciate ed interni di case che volteggiano a valzer, tende che svolazzano alle finestre, un gatto nero che balla sul davanzale, telefoni alle pareti che squillano, bucato appeso a lunghi fili che attraversano il palco. Tutto si muove e danza al ritmo di Bach, Terence Trent d’Arby o Johnny Mercer, su colonna sonora appositamente re-mixata dal collettivo, che a sua volta impazza al ritmo vorticoso della scenografia, entrando e uscendo dalle finestre, attraversando le pareti in modalità razzo o contorcendosi a testa in giù: pezzi di vita che vengono appena accennati da ognuno di loro in preludio, davanti ad un microfono, nella propria lingua madre o utilizzando uno stentato italiano, immedesimandosi in quella vissuta dai propri nonni o genitori.


“Réversible” inverte la marcia per cambiare strada, per tentarne di nuove o ripercorrere le vetuste che hanno forgiato il mondo e, perché no, anche gravitando su uno skateboard (con le incredibili evoluzioni di Vincent Jutras e Jérémi Lévesque) o cambiando prospettiva vorticando sulla ruota tedesca (una specie di Uomo di Leonardo, ma molto più agitato, interpretato dall’abilissimo Juliene Silliau); o ancora guardandosi criticamente allo specchio, tra una rondata ed una contorsione, interpretando mirabilmente una coreografia di hula hoop a tre cerchi che coinvolge tutto il corpo (quello atletico e sinuoso della strabiliante Emy Vauthey).

Si può davvero cambiare rotta? In amore, nell’amicizia, nella vita che ci viene donata e che a volte ci provoca tanta fatica?
Les 7 doigts de la main a modo loro lo hanno fatto, stravolgendo la concezione di circo e giungendo a quella di nouveau cirque, strizzando l’occhio ad un’apprezzabile drammaturgia e aggiungendo una teatralità in più rispetto al Cirque du Soleil o al Cirque Eloize, dai quali peraltro alcuni di loro provengono. Perché non è mai troppo tardi per cambiare strada, e neppure per tornare sui propri passi.

Réversible
Les 7 Doigts (The 7 Fingers)
Interpreti Emi Vauthey, Julien Silliau, Vincent Jutras, Natasha Patterson, Maria Del Mar Reyes Saez, Hugo Ragetly, Jérémi Lévesque, Emilie Silliau
Produzione Les 7 Doigts
Direzione Gypsy Snider
Direttore Associato Isabelle Chassé
Movement Design Collaborators Phillip Chbeeb & Hokuto Konishi (AXYZM)
Luci Yan Lee Chan
Costumi Geneviève Bouchard
Scenografie Ana Cappelluto
Direzione musicale Colin Gagné con la collaborazione di Sébastien Soldevila
Musiche originali, Sound Design e arrangiamenti musicali Colin Gagné
Foto @Alexandre Galliez

durata: 1h 40′
applausi del pubblico: 2′

Visto a Genova, Teatro della Tosse, il 21 ottobre 2018

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