I Liquid Loft alla ricerca del “Wow”

Liquid Loft - Posing Project A/The Art of Wow
Liquid Loft - Posing Project A/The Art of Wow

Posing Project A – The Art of Wow (photo: © Chris Haring)

“Look at me and say: Wow” è il nuovo mantra che scandisce il percorso della seduzione nella società. Percorso che si fa sempre più complesso e tortuoso, man mano che cresce il bisogno compulsivo delle persone di piacere (ma di piacersi?) indiscriminatamente. Non si tratta più di attrazione fisica o di relazione personale nella sfera sentimentale ed emotiva di ciascun singolo. Anche la seduzione è diventata un fenomeno di massa. E non c’è mai una seconda occasione per fare la prima impressione.

“Posing Project A/The Art of Wow” si svolge su di una pedana bianca. Il pubblico tutto intorno. Dodici casse/microfono pendono dal soffitto e dislocano il suono, lo separano dai corpi che si muovono e ne sottolineano disarmonicamente i gesti. I cinque ballerini eseguono una serie di pose, un totem della quotidianità, ripetuto, con cambi di direzione e di ritmo ed intervallato da assoli e duetti che sottolineano lo spasmodico bisogno di comunicare, senza dire niente e senza entrare in relazione.
Una triste, ironica, divertente e contemporanea ricerca della posa giusta, per colpire, per stupire, per poi nascondersi con la testa sotto ad una maglietta, perdendo la posa e tornando anonimi.
In una posa, nella ricerca del “Wow”, risiede la cifra della nostra nuova identità.

La performance è il primo movimento della trilogia ideata dal collettivo Liquid Loft fondato nel 2004 dall’austriaco Chris Haring e dal suo poliedrico gruppo (all’appello anche il musicista Andreas Berger, il drammaturgo Thomas Jelinek, la danzatrice Stephanie Cumming e l’artista concettuale Katherina Zakravsky insieme a quattro ironici e talentuosi performer), per investigare i modelli della comunicazione applicati agli stereotipi della seduzione. Seguono “Posing project B/The Art of Seduction” (Leone d’oro alla Biennale di Venezia 2007 come miglior spettacolo) e “Posing Project C/ The Art of Garfunkel”, rispettivamente incentrati sulla seduzione vera e propria e sullo spettatore come centro della performance.


Spettacolo nello spettacolo il contesto tutto intorno: il nuovo spazio dell’Hangar Bicocca, che aprirà ufficialmente i battenti per la comunità milanese il 22 giugno dopo la ristrutturazione. Già raggiungere la pedana bianca nella seconda sala è un viaggio attraverso l’immenso spazio abitato dalle torri di Kiefer, “I sette palazzi celesti”, permanente come la mastodontica “Sequenza” di Melotti nel giardino. Che dire? Wow!

Posing Project A/The Art of Wow
a cura di Susanne Franco e Roberto Casarotto
concezione artistica e coreografia: Chris Haring
coreografia e danza: Stephanie Cumming, Dominik Grünbühel (nel cast originale Luke Baio), Alexander Gottfarb, Katharina Meves, Anna Maria Nowak
suono: Andreas Berger
drammaturgia e luci: Thomas Jelinek
scene: Aldo Giannotti
organizzazione: Marlies Pucher
durata: 60′
applausi del pubblico: 3′

Visto a Milano, Hangar Bicocca, il 12 maggio 2010

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