Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte: il teatro a disegni dell’Elfo

Photo: Laila Pozzo
Photo: Laila Pozzo

Se il teatro è per eccellenza compenetrazione di linguaggi, allora non va perso “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino, dove arriverà dal 15 al 27 gennaio. Il lavoro di Simon Stephens, tratto dal celebre romanzo di Mark Haddon, resterà in scena a Milano, all’Elfo Puccini, fino al 13 gennaio.

Questa sorta di “giallo” per la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, costruito con logica impeccabile e acutezza psicologica, è accompagnato dai video di Francesco Frongia sui disegni dello stesso Bruni. Il cast è di alto livello: Daniele Fedeli, Davide Lorino, Elena Russo Arman, Alice Redini, Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci e Debora Zuin.

Protagonista del romanzo di Haddon è Christopher (Daniele Fedeli), quindicenne con sindrome di Asperger che indaga sulla morte di Wellington, il cane della vicina ucciso con un forcone. Christopher mette insieme i pezzi come farebbe Sherlock Holmes, il suo eroe della letteratura. Le difficoltà da superare sono tante, partendo da una famiglia sfasciata. Suo padre Ed (Davide Lorino) lo invita ripetutamente a desistere. La madre Judy (Alice Redini) sembra svanita nel nulla. Christopher è solo. L’unica persona che lo affianca è Siobhan (Elena Russo Arman), la prof che lo invita a redigere un libro che è una sorta di diario di bordo: potere salvifico della scrittura.

Christopher dovrà affrontare una serie d’ipocondrie: non riesce a cogliere la valenza metaforica dei modi di dire (ad esempio “calzare a pennello”, oppure “perdere la testa”); non sa interpretare la mimica facciale degli interlocutori; non sopporta gli abbracci; non si fida degli estranei; ha un’idiosincrasia per colori come il giallo e il marrone. Però è bravissimo con i numeri, le sequenze, gli schemi. Prodigiosamente riuscirà a risolvere i casi del cane e della madre scomparsa, e persino un complicato problema di matematica.

“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” è un romanzo di formazione vivace che conquista con umorismo e leggerezza. È una riflessione sulle opportunità che nascono dalla diversità. Dimostra che è possibile diventare adulti anche in una famiglia disfunzionale. Che genitori in disarmo possono trovare, tra mille forze centrifughe, la quadratura del cerchio.
Con spigliatezza Daniele Fedeli anima un personaggio capace di conquistare la simpatia degli spettatori. Christopher convive con i propri limiti senza farne un dramma. Camuffati tra gioco e immaginazione, emergono temi come l’accoglienza, il rispetto, la fiducia nel cambiamento, la complessità del rapporto genitori-figli, la disponibilità a rinegoziare le regole nei rapporti umani.

La storia è liberatoria: un soffio di levità spazza ciò che di pesante si vorrebbe gettare sulla diversità. Fresca di candidatura agli Ubu con “Afghanistan”, l’intelligente compagine dell’Elfo conferma le proprie doti sceniche: stavolta con personaggi buffi, irriverenti, cui ci si affeziona.

Le scene di Andrea Taddei sembrano disegni naïf su foglio bianco e assumono consistenza tridimensionale nell’impatto con la scena. I costumi di Ferdinando Bruni sono bigi, fatta eccezione per la felpa scarlatta di Christopher, una sorta di Cappuccetto rosso al maschile che cerca la bussola nel labirinto urbano.
Le musiche originali di Teho Teardo accompagnano con levità la storia. Gli effetti sonori di Giuseppe Marzoli riproducono la routine cittadina con l’icasticità di un radiodramma. Le luci di Nando Frigerio sono psicologiche, mai angoscianti. Poi c’è la chicca dei movimenti scenici corali, briosi, di Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini. E c’è anche spazio per le maschere spettrali di Saverio Assumma. Ogni dettaglio di questo lavoro è rifinito.
Il montaggio è di tipo cinematografico. I disegni di Bruni, proiettati su tre schermi, assecondano il ritmo interiore dei protagonisti e della storia. Rendono fluidi i cambi di scena e di atmosfera. Grazie all’apporto del sonoro e della musica, sostengono la dimensione emotiva e le parti liriche. Due ore e mezzo di teatro effervescente.

LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE
di Simon Stephens dal romanzo di Mark Haddon
traduzione di Emanuele Aldrovandi
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con Daniele Fedeli, Davide Lorino, Elena Russo Arman, Alice Redini, Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci, Debora Zuin
scene di Andrea Taddei, costumi di Ferdinando Bruni
musiche originali Teho Teardo
video Francesco Frongia, disegni Ferdinando Bruni
movimenti scenici Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini
luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli, maschere Saverio Assumma
coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino
con il contributo di NEXT laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo 2018-2019, Fondazione Cariplo e Regione Lombardia

durata: 2h 15’ + intervallo
applausi del pubblico: 3’ 50”

Visto a Milano, Teatro Elfo Puccini, il 9 dicembre 2018
Prima nazionale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *