Loris, Gherzi e quattro chiacchiere con Antigone, contemporanea più che mai

Gherzi e Loris

Gherzi e Loris

La cittadinanza agli immigrati, i diritti delle coppie omosessuali, la violenza dilagante… i temi sembrerebbero tratti da un qualsiasi mezzo di informazione sintonizzato nell’anno di grazia 2014, e invece emergono da letture ed interpretazioni dell’Antigone di Sofocle. 

Se sulla scena Gigi Gherzi e Lorenzo Loris si fronteggiano in un confronto, a tratti ironico, sui destini del teatro e della città, interrogandosi sul senso della vicenda di Antigone nel mondo contemporaneo, per quattro delle loro dieci repliche il dibatto ha travalicato il palco per raggiungere gli interrogativi della platea. 
“I cerchi di Antigone”, quattro incontri prima e dopo lo spettacolo “Antigone nella città”, presentato al Teatro Out Off di Milano nelle settimane scorse, hanno infatti rivelato (o ricordato) la pungente attualità della tragedia classica. 

Sul palco la drammaturgia di Gherzi si muove su un doppio binario: l’antichità classica da un lato e la spettacolarizzazione del dolore delle tv moderne dall’altro. 
Nel dialogo serrato tra l’autore e Lorenzo Loris, che cura anche la regia, si inseriscono le clip realizzate daAlessandro Canali, che mostrano gli scontri in Grecia nel 2011, la caduta delle Torri Gemelle, stralci di moderni talk show che esibiscono plastici del delitto imperfetto. Non accessori, ma veri e propri elementi della drammaturgia, questi brevi filmati tessono il contrappunto tra un mondo che non c’è più ma viene costantemente evocato (l’Atene del V secolo) e un presente dominato dal teatro della crudeltà, a cui siamo ormai assuefatti. 

Il tutto prende forma in una pièce compatta, che trascina lo spettatore dall’antichità classica al 2011, inserendo qua e là stralci di poesia, mantenendo alta la tensione e serrato il ritmo, grazie alla consapevolezza sul palco di due uomini di teatro come Loris e Gherzi.

Il teatro si fa quindi incontro, come auspicato dall’artefice dello spettacolo, e diviene occasione per scoprire in che modo la tragedia di Sofocle parli al presente. Da qui i quattro punti di vista che si sono alternati all’Out Off a contorno di altrettante repliche coinvolgendo in dialogo esperti e pubblico. 

La violenza dilagante come modello diffuso, dagli spettacoli dei gladiatori nell’antica Roma alle primavere arabe, passando per le colonizzazioni spagnole e i crimini di guerra del secolo breve, è stato l’argomento centrale dell’intervento di Luigi Zoja, psicanalista junghiano che nel saggio “Contro Ismene” dà voce a chi, allo stesso modo di Antigone con la sorella Ismene, si schiera contro la brutalità, del singolo e dello Stato, in cerca di «anticorpi culturali» all’istinto di distruzione. E uno di questi anticorpi può essere considerato proprio il teatro, nella sua accezione classica.

Il teatro classico insomma non ha perso la sua funzione, e neppure vitalità, e il personaggio di Antigone, pur essendo difficile da individuare all’interno di personalità pavide, può trovare ancora corrispettivi nel mondo contemporaneo. Ne sono un esempio i due registi fondatori della compagnia Teatr.Doc Elena Gremina e Mikhail Ugarov, che affrontano sulla scena fatti che non hanno avuto un’adeguata copertura mediatica, come ha sottolineato Gerardo Guccini, docente di Drammaturgia al Dams di Bologna con il suo intervento “La polis e il teatro necessario”.

Se Antigone è simbolo del coraggio che sfida le leggi, oggi sicuramente difenderebbe lo ‘ius soli’ (la cittadinanza come conseguenza dell’esser nati in un determinato Paese) e i diritti delle coppie omosessuali, gridando che la legge dello Stato è una ma quella del cuore, più forte, è un’altra. 
Così ha interpretato il ruolo della protagonista della tragedia di Sofocle Roberta Gandolfi, docente di storia del teatro contemporaneo all’Università di Parma nel suo contributo, “La rivendicazione di Antigone”, rifacendosi al saggio della filosofa americana Judith Butler “La rivendicazione di Antigone. La parentela tra la vita e la morte”.

Volta ad evidenziare la necessità di includere il teatro nella nostra vita quotidiana è stato infine l’intervento diRoberta Carpani, docente di Drammaturgia e storia del Teatro all’Università Cattolica di Milano, nel suo “Il teatro e il pane quotidiano”, che ha proposto una visione del teatro lontana dalla concezione borghese e dalla percezione diffusa di passatempo per intellettuali, svelandone invece la funzione di allenamento alla vita, di palestra delle emozioni, di cui bisognerebbe riscoprire la dimensione formativa.

Quattro copertine per sottolineare l’attualità di quest’intensa Antigone firmata Gherzi&Loris. Un progetto drammaturgico ampio, che comprende anche riflessioni sulle figure di Medea e Prometeo, la prima realizzata lo scorso anno con il Teatro degli incontri all’interno di un progetto di teatro partecipato, il secondo ancora in fase di elaborazione, che dovrebbe approdare in palcoscenico nella primavera prossima.

Antigone nella città 
di Gigi Gherzi
regia: Lorenzo Loris
con: Gigi Gherzi e Lorenzo Loris
video: Alessandro Canali

durata: 1h 15′

Visto a Milano, Teatro Out Off, il 21 ottobre 2014

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