Boh. A Loro del Reno l’ironia femminile di Sanpapié

Boh - Sanpapié
Boh - Sanpapié

Boh – Sanpapié (photo: Emmanuele Cotellacci)

A chiudere i battenti della quinta edizione del concorso Loro del Reno è stata, al bolognese Teatri di Vita, una graziosa pièce tutta al femminile che, nei ben calibrati passi della brava coreografa e danzatrice Lara Guidetti e nella pulita drammaturgia di Sarah Chiarcos della compagnia Sanpapié, ha dipinto, sui colori accesi del rosso e del nero, un ironico e delicato dialogo tra una donna e il suo armadio, qui singolare eppur simpaticissimo amico del cuore.
Un armadio così non può certo star fermo, ed instancabile si butta in corsa per sgambettare e ruotare intorno alle ansie e ai perché della nostra spaesata protagonista.

Un vero e proprio personaggio a tutto tondo dai mille segreti e dalle mille aperture,  pronto all’improvviso a gettare sul pavimento della mente oggetti il cui ricordo e le cui possibili associazioni sempre scatenano l’eco di sensazioni vissute o sperate, dando vita a liberi e profondi assoli, fra tacchi di vernice, giacche e calzette rosse, in grado di trovare la prdopria cifra di sfogo nel classico e nel contemporaneo come nel pop.
L’atmosfera da favola, tuttavia, non dimentica affatto la realtà. Anzi, è proprio la quotidianità più semplice, condivisa peraltro da molte giovani e fatta di emozioni sopite, di richieste contraddittorie ed ossessive di madri, amici e amanti incostanti, l’ideale sfondo allo sviluppo di quella che è forse qui, prima di tutto, una ricerca d’identità. Cambi d’ambito, vestizioni e svestizioni ora ricostruiscono, ora palesano gli strati delle mille sfaccettature di un cuore in ascolto di sé.

Ecco allora che il labile confine tra il teatro e danza genera davvero, come nella speranza degli interpreti, un cortocircuito di linguaggi che, insieme alla musica, regala alla forma nuova possibilità espressiva nonché, in fondo, una salutare lievità.
Persone, stati e figure in continua metamorfosi, emblemi di un pensiero incerto e mutevole, sono il grande Boh, appunto, di chi ogni giorno, nel trascorso della vita, si trova a scoprirsi per ripetersi e per esserci di nuovo quando ce ne sarà bisogno.
“Sono inafferrabile ma a portata di mano. Sono semplice. Sono io” echeggia ancora, come un baleno, così com’è nata, questa dichiarazione urlata al mondo e all’io, mentre silenziosa e felice la donna scarta finalmente il regalo che l’amico armadio le ha lasciato in dono.


Lo spettacolo, che ha debuttato a Modena il 29 marzo di quest’anno all’interno della rassegna T come Teatro, è stato ospite in aprile al parigino Théâtre de L’Opprimée nell’ambito del Festival Migration. Ha poi partecipato al concorso coreografico Danz’è di Rovereto e alla Vetrina della Giovane Danza d’Autore di Ravenna. Risultati, questi, di un percorso che dal 2006 ha visto l’impegno dell’intera compagnia in numerosi e originali progetti basati su una commistione dei linguaggi sempre fresca e rigorosa. Una compagnia emergente, quella dei Sanpapié, che merita di essere seguita.

BOH
di Sarah Chiarcos e Lara Guidetti
con: Lara Guidetti
musiche: Marcello Gori
con le voci di: Federico Binaconza, Adele Pellagatta e Valentina Scuderi
coproduzione: Compagnia Sanpapié, Comune di Castellarano (Re) e Comune di Modena
durata: 1 h
applausi del pubblico: 1’ 40’’

Visto a Bologna, Teatri di Vita, il 1° dicembre 2008

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