L’Osborne di Melchionna: Ricorda con rabbia. Oppure dimentica e non t’arrabbiare

Luciano Melchionna e la compagnia di Ricorda con rabbia

Luciano Melchionna (secondo da dx) insieme alla compagnia in occasione della conf. stampa di presentazione a Firenze

Ho cercato a lungo una soluzione alla sensazione che mi ha assalito dopo la prima mezz’ora di “Ricorda con rabbia” e mi ha poi accompagnato per l’intera durata dello spettacolo, ossia quello di trovarmi davanti ad un lavoro assai poco riuscito. L’unica giustificazione/spiegazione che ho trovato è stata quella di pensare che stavo assistendo ad una prima nazionale, e forse era questa l’unica attenuante alla mia impressione negativa, per uno spettacolo lento, algido, statico e anche deludente per quel che riguarda la prova degli attori e le scelte registiche.

Quando ad andare in scena è un attore o un’attrice che proviene dal mondo televisivo e cinematografico, Stefania Rocca in questo caso, spesso si è prevenuti, eppure non sempre il pregiudizio viene confermato. Ricordo un “Thom Pain” con Elio Germano visto a Livorno, dove l’attore forniva una prova convincente.
Lo stesso non si può dire della Rocca, quasi impacciata, fredda e così poco a suo agio nei panni di Alison, l’infelice mogliettina altoborghese del rabbioso Jimmy, dal quale la divide l’origine sociale e un’ostinata impassibilità, che la porterà a non reagire alle continue violenze e provocazioni del marito.

In un’imponente scenografia caratterizzata da un trionfo di bianchi elettrodomestici – che ha come contraltare, in platea, una fioritura di visoni, abiti neri, velluti e giacche che vanno a riempire la suggestiva cornice del Teatro Verdi -, va in scena il testo di John Osborne, “Ricorda con Rabbia”, per la regia di Luciano Melchionna, che in questo lavoro pare più preoccupato degli sviluppi melodrammatici del testo che dei rimanenti contenuti, quelli che hanno fatto la fortuna di questa pièce, la cui “attualità”, così sottolineata nelle note di regia, poteva essere studiata e approfondita con maggiore cura e attenzione, evitando di ricorrere a cliché e soluzioni stereotipate, il cui effetto è una sorta di rallentamento, di macchinosità del tutto.


Anche la prova di Daniele Russo, il coprotagonista, non convince. Il suo Jimmy è un personaggio troppo preoccupato di mostrarsi rabbioso, furente, pronto a scaricare la sua ira ad ogni minimo pretesto. Sono purtroppo assenti in lui le sfumature, i particolari, tutta una serie di gradazioni di colore che sarebbero servite a farne un personaggio credibile e paradigmatico di “un’intera generazione” sopraffatta “dalla noia, dalla ripetitività delle cose quotidiane […] che urla perché gli altri si risveglino dall’indolenza e riscoprano un qualche entusiasmo, un qualche interesse nel presente che ai suoi occhi appare orripilante e disgustoso, anche nei giornali e nelle cronache culturali”.

La seconda parte, dove Helena (Angela De Matteo), la migliore amica di Halison, ha preso il posto dell’infelice mogliettina, dimostra una maggiore snellezza, forse semplicemente perché più breve. Questo sino al gran finale, un happy end con tanto di melodrammatica riappacificazione tra i due protagonisti che si producono, metafora di un ritorno al sentimento primigenio, in un mutevole lancio di pupazzetti – orsacchiotti e scoiattoli per dovere di cronaca -, che invadono il palco e riportano per mano lo spettatore al dubbio iniziale.
Eppure questo non sembra turbare il pubblico, che alla chiusura del sipario regala, entusiasta, scroscianti applausi a interpreti e regista.

Sarebbe interessante rivedere il lavoro tra qualche mese, dopo molte repliche, per verificare se l’impressione personale sia dovuta solo ed esclusivamente agli effetti del fattore “prima”, foriero di ansie ed errori. Ma temo non sia questo il punto.

RICORDA CON RABBIA
di John Osborne
con Stefania Rocca, Daniele Russo, Angela De Matteo, Marco Mario de Notaris
regia di Luciano Melchionna
scene di Francesco Ghisu
costumi di Michela Marino
disegno luci di Camilla Piccioni
consulenza musicale di Giovanni Block
produzione Bellini Teatro Stabile di Napoli
durata: 1h 52′
applausi del pubblico: 3′ 5”

Visto a Pisa, Teatro Verdi, il 12 gennaio 2013


 

No Comments

  • Annamaria ha detto:

    Pessima recitazione della Rocca e di Russo!!! Visto ieri sera a Trento! Uscita all’intervallo!!!
    Concordo con la critica sopra!!! Ne devono fare di strada!!!! Regista compreso!!!!! E pensare che con gli ingredienti di Osborne, si poteva fare un ottimo spettacolo!!!!b

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