Louder. Un’orchestra narrante per la performance di Verdensteatret

Louder
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Tra una distesa di megafoni che sembrano ruotare vorticosamente, inquietanti sagome sfilano davanti a uno schermo che proietta paesaggi, al cospetto di un enorme ragno meccanico. E’ “Louder”, la performance/installazione presentata da Verdensteatret per il Festival Intercity Oslo: una grandiosa riflessione artistica sui tempi moderni, un viaggio attraverso il teatro, la tecnologia e le diverse culture.

Per questa nuova produzione Verdensteatret ha viaggiato, lo scorso inverno, lungo le rive del Mekong e attraverso il Vietnam. Grazie a una serie di combinazioni tra video, suoni, musica, giochi di ombre e moderne tecnologie, il pubblico è trasportato in un meccanismo di trasformazione fatto di immagini e storie.
Un’orchestra narrante è disposta dietro a fili che si intrecciano, collegandosi ad altri fili percorsi da fiammelle di luce che sembrano sempre sul filo del corto circuito. I suoni sono fortissimi, a tratti fastidiosi, a tratti insopportabili. Gli attori/musicisti li governano e interagiscono con il paesaggio che scorre dietro di loro, e ogni tanto sono invece ombre stilizzate a prendere il posto delle persone, ombre che paiono attraversare paesaggi da sogno e raccapriccianti scene di guerra e morte. L’orchestra narra una moltitudine di storie attraverso il suono e le immagini. Storie di un passato lontano, storie di guerra, di teatro, di natura, di fiumi, viaggi e tecnologia.

Verdensteatret è una delle compagnie norvegesi più innovative. Il loro uso sperimentale della tecnologia audiovisiva, in stretto rapporto con gli strumenti di espressione artistica più tradizionali, forma un complesso e ben definito lavoro orchestrale. Il risultato è interessante. Ottimi i tempi, il ritmo e la sincronia tra attori/musicisti e suoni. Bello e intrigante il primo impatto. Unico neo: una eccessiva lunghezza e ripetitività, che rischia di farci uscire col mal di testa e l’attenzione che ci ha abbandonato a metà strada.

LOUDER
di e con: Asle Nilsen, Lisbeth J. Bodd, Håkon Lindbäck, Piotr Pajchel, Ali Djabbary, Marius Kjos, Mara Oldenburg, Christian Blom, Bergmund Waal Skaslien, Elisabeth Gmeiner, Hai Nguyen-Dinh, Rune Madsen, Hans Skogen, Petter Steen, Christina Peios, Trond Lossius
durata: 55′
applausi: 2′ 30”
prima nazionale

Visto a Scandicci (FI), Teatro Studio, il 3 ottobre 2009
Festival Intercity Oslo

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