Mad Revolution II: fra le antiche pareti del Quirino brilla il nuovo teatro

Mad Revolution
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Dopo la bella apertura dell’anno scorso, che portava tra le mura di un Teatro Quirino di Roma (appena tornato privato) una ventata di novità, la rassegna Mad Revolution, diretta da Lorenzo Gleijeses, cerca di bissare il successo di pubblico e critica aprendo i battenti oggi, 17 settembre.
Mad (che in inglese significa “pazzo”) è anche un acronimo che sta per “Maestri, Avanguardie, Derive”.
Attribuire a questi tre soggetti la rivoluzione significa tentare di far confluire i tre termini distintivi del teatro contemporaneo, convogliando le acque della teorica (da Grotowski/Richards a Barba, da Craig a Kantor) e quelle della pratica in un nuovo spazio che muti forma a seconda dell’esigenza, fino a comprendere le nuovissime idee e la loro stessa natura di oggetti in movimento. E di rivoluzione si trattava quando il figlio d’arte Lorenzo (il padre è il Geppy Gleijeses della prosa, ora direttore dello stesso Quirino) se n’era andato al nord a cercare la sua arte proprio all’Odin Teatret, tornando con una grande passione espressa e ancora da esprimere e a braccetto con una delle artiste più interessanti di quel filone, Julia Varley.

Sarà proprio Gleijeses junior a ideare e dirigere la cerimonia di apertura di stasera, un magma di “interventi performativi” a cui prenderanno parte quasi tutti gli artisti in rassegna: Antonio Rezza, Enzo Cosimi, Kinkaleri, Ivo Dimchev, Anna Redi, Marco Manchisi, Silvia Lorenzo, Marilù Prati e Renato Nicolini, Maya Lipsker, Vidal Bini, Biagio Caravano/Sigourney Weaver, Manolo Muoio, Roy Carroll, Ernesto Orrico, Gigi De Luca, Gino De Luca, Gianfranco Berardi e Marco De Rose.

Il cartellone di Mad inaugura il 18 con Kinkaleri (“The hungry march show”) e Ivo Dimchev (“LILI HANDEL”). Il 19 è la volta di Enzo Cosimi, che rilegge “Il lago dei cigni” in un’installazione in due variazioni dal titolo “La stanza del principe” e “Odetteodile Investigations”. Il 20 arriva l’Odin Teatret, con Eugenio Barba che dirige Julia Varley in “Ammazzando il Tempo – 17 minuti della vita di Mr. Peanut”, mentre Maya Lipsker propone due coreografie (“Bruno” e “Hide”) e Gianfranco Berardi omaggia Domenico Modugno. Il 21 settembre va in scena “Italia – Brasile 3 a 2” di e con Davide Enia; il 22 la compagnia MK danza una nuova coreografia “Speak Spanish” e il 23 arriva la Compagnia della Fortezza con Armando Punzo con “Il libro della vita – La storia di Alì”. Il giorno dopo è la volta di Punta Corsara, diretta da Arturo Cirillo in “Fatto di cronaca di Raffaele Viviani a Scampia”, il 25 di Antonio Rezza con “Doppia Identità Elevata Al Superficiale”, collage a tematica omosessuale già presentato a Garofano Verde 2010. La chiusura è affidata al popolarissimo argentino Rafael Spregelburd, presente con due lavori, “Todo” e “Buenos Aires” (quest’ultimo offerto dall’Ambasciata argentina nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario della nascita della Repubblica Argentina).

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