Marat-Sade. Nannetti Oreste Fernando e i graffiti della reclusione

Il graffito del manicomio di Volterra
Il graffito del manicomio di Volterra

Graffito del manicomio di Volterra

Nell’ambito del progetto “Il Teatro sociale” della Regione Toscana, Armunia presenta da oggi, sabato 7, fino al 15 marzo il progetto “Marat-Sade”, ospitato nelle strutture del Castello Pasquini a Castiglioncello (LI).

Gli eventi partono stasera alle 21,30 con il “Marat-Sade” della Compagnia della Fortezza di Volterra, per la drammaturgia e regia di Armando Punzo.
Lo spettacolo, ripreso nel luglio 2008 in occasione di Volterrateatro, per festeggiare i venti anni di attività della compagnia, ha vinto il Premio Ubu 1993 come miglior spettacolo dell’anno.
Interessante notare che solo un paio di attori sono ancora quelli dell’allestimento originario.
Armando Punzo ritiene che “Marat-Sade” rimanga uno spettacolo attuale, costruito a partire dallo spunto offerto dal testo di Peter Weiss, per non perdere la possibilità di gettare lo sguardo del teatro oltre le catene dell’attualità, del lavoro quotidiano.

Sabato 14 marzo alle 21,30 andrà in scena “Marat” di CasArsa Teatro, per la regia di Maurizio Lupinelli, attore del Teatro delle Albe di Ravenna. Il progetto, dall’idea di Lupinelli e Renato Bandoli, nasce dall’unione del lavoro svolto in laboratori teatrali permanenti, nei quali sono coinvolte persone disabili dell’Associazione Pleiadi di La Spezia e del Consorzio Nuovo Futuro di Rosignano Solvay, insieme a genitori, volontari e operatori: in tutto una sessantina di persone sul palco.
Punto cardine del lavoro svolto da Lupinelli con i due gruppi è il gesto politico che nasce dal corpo di chi è relegato ai margini della vita sociale attiva; è l’urgenza di quel particolare modo di essere nel mondo, che spiazza chi guarda. Lo spettacolo ha esordito nella scorsa edizione del festival Inequilibrio a Castiglioncello.

Filo rosso che unisce i due spettacoli è la mostra “N.O.F. 4 – Ingegnere astronautico del sistema mentale”, racconto fotografico di Pier Nello Manoni, allestito in una sala del Castello Pasquini. La mostra sarà aperta dal 7 al 15 marzo tutti i giorni dalle 15 alle 18 e fino alle 24 nei giorni di spettacolo (ingresso gratuito).
L’allestimento documenta fotograficamente il graffito realizzato da Nannetti Oreste Fernando (1927-1994), autodefinitosi N.O.F. 4, servendosi della fibbia del panciotto che faceva parte della “divisa del matto”, nel cortile “Ferri” del manicomio di Volterra, dove fu internato dal 1959 al 1973. L’opera, definita uno dei maggiori esempi di Art Brut in Europa, era un grande libro a cielo aperto della lunghezza di 180 metri. Nannetti incideva sul muro pagine di 70 centimetri per 2 metri di altezza, che poi riempiva minuziosamente con scritte e disegni della cosmogonia del proprio universo.

Nel 1980 Pier Nello Manoni, fotografo, fu chiamato a documentare la situazione manicomiale in occasione dell’entrata in vigore della Legge 180 e scoprì l’immenso libro nel cortile “Ferri”. Nel 2002 Manoni ha così realizzato un documentario di 20 minuti sul graffito.
Dell’opera rimangono oggi soltanto pochi pezzi a causa dell’incuria nella quale è stata lasciata. Pertanto la mostra rappresenta un’occasione unica di ammirare il lavoro di un grande artista.
Scrive N.O.F. 4 in un pezzo del suo libro di pietra: “Come una farfalla libera canta tutto il mondo è mio. E tutto fa sognare.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *