Marcelo Evelin a La Bâtie. Sei pronto a entrare nel ring per affrontare la paura?

Il ring di Marcelo Evelin (photo: Caddar)

Il ring di Marcelo Evelin (photo: Caddar)

È una singolare quanto ironica coreografia quella presentata nei giorni corsi al Festival La Bâtie di Ginevra da Marcelo Evelin, artista brasiliano da tempo stabile in Europa.

Alla base di “De repente fica tudo preto de gente” c’è la rappresentazione della paura nell’uomo moderno: secondo Evelin in una situazione di disagio l’individuo si aggrappa all’altro, ad un suo simile, al suo corpo, e in quanto massa si muove con più disinvoltura, e in quanto massa di corpi sconfigge la paura.
Il pubblico entra in una sala buia e può scegliere se stare dentro o fuori al ring che si trova di fronte: all’interno potrà partecipare all’azione, schivare la massa, accompagnarla nel movimento; fuori potrà osservare quello che succede.

Dentro il ring attendono cinque corpi nudi, completamente ricoperti di nero, così da far spiccare la sclera e l’iride dell’occhio; hanno già cominciato una marcia tribale, compatta, una massa per l’appunto, che si muove ritmicamente e, almeno all’inizio, con qualche tratto comico. Sì, perché in effetti questo crogiolo di corpi, questo groviglio di cellule, improvvisamente rompe l’equilibrio: inciampa, cade, si rialza e inciampa ancora una volta per abbracciarsi e da quel gesto trarre rassicurazione.

Compreso che, nelle difficoltà, la massa può ritrovarsi e cercare sostegno reciproco, ogni corpo comincia ad intraprendere un’esperienza diversa: ci si separa per conoscere l’esterno, l’inconosciuto (il pubblico), per toccare il mai visto, per annusare l’estraneo…

E quando questa esperienza sembra aver irrimediabilmente cambiato le regole del prima, i corpi attaccano una parte di sé, una parte che non riconoscono più, anche se prima quella parte era ritenuta rassicurante e amica.

Evelin evoca insomma un processo di conoscenza attraverso un macabro percorso compiuto da corpi in massa.

La paura sopraggiunge laddove occorre esplorare per conoscere cosa c’è intorno a noi, così che anche il pubblico è messo in una condizione di precarietà emotiva: tutto può succedere intorno a lui, perché queste cellule sono diventate imprevedibili, i confini dei percorsi che i corpi inseguono non sono più decifrabili e chiari come prima.

Dal ring il pubblico esce per difendersi, per schivare i corpi divenuti irragionevoli, ma nel ring il pubblico entra quando le cellule-corpo escono per esplorare il fuori.

Un senso di fragilità e di paura si diffonde, dentro e fuori il ring. L’artista brasiliano prova a distruggere le categorie a cui ci aggrappiamo normalmente per mostrarci, in modo originale, qualcosa di diverso. Tuttavia la curiosità iniziale, quella che spinge il pubblico letteralmente a rincorrere la massa intorno al ring, lascia poi il posto ad un disorientamento tout court: non c’è un “travasamento” di pathos, pubblico e massa in fondo restano due entità separate, in cui non avviene comunicazione.

De repente fica tudo preto de gente
di: Marcelo Evelin
creazione e interpretazione: Andrez Lean Ghizze, Tulio Rosa, Hitomi Nagasu, Márcio Nonato, Rosângela Sulidade, Sho Takiguchi, Tamar Blom
produzione: Demolition Inc.
coproduzione: Kunstenfestivaldesarts, Panorama Festival, Kyoto Experiment

durata: 1h

Visto a Ginevra, Théâtre du Grütli, il 30 agosto 2014

stars-3

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