Mario Perrotta dagli esordi alla Bassa Continua

Mario Perrotta in Un bès

Mario Perrotta in Un bès

Il gran giorno è arrivato: Mario Perrotta e il Teatro dell’Argine festeggeranno Antonio (Toni) Ligabue con un grande evento negli stessi luoghi che lo videro aggredire la vita e dipingere.
Da oggi a domenica 24 maggio, nella Bassa reggiana, tra il vecchio manicomio del capoluogo, le piazze, le strade, gli edifici di Gualtieri e Guastalla e gli argini del Po, più di 150 artisti insieme a Perrotta omaggeranno il talento visionario del pittore “matto” per antonomasia.

E’ nei camerini del Teatro Sociale di Como che noi lo abbiamo intervistato qualche tempo fa, prima di andare in scena proprio con “Un bès”, lo spettacolo dedicato all’arte e alla vita tormentata del pittore di Gualtieri.

Con Mario abbiamo ripercorso tutta la sua carriera, dal nostro primo incontro in occasione di “Houdini”, più di dieci anni fa, alla fondazione del Teatro dell’Argine, passando dal lavoro con Glauco Mauri all’affermazione del progetto biennale “Cìncali”, sino alla “Trilogia sull’individuo sociale” di qualche anno fa, incentrato sulla rilettura di tre classici: “Il Misantropo” di Molière, “I Cavalieri” di Aristofane e “Bouvard et Pécuchet” di Flaubert.
Eccoci infine al progetto triennale dedicato a Ligabue e a questo grande evento finale, a cui assisteremo e che vi racconteremo su queste pagine.


Di quest’itinerario artistico e anche dei progetti futuri abbiamo parlato con Mario, addentrandoci nella sua poetica e nel suo stile, ascoltando direttamente da lui i termini di uno dei percorsi più originali del nostro teatro contemporaneo.

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