Meeting The Odissey. Se la Speranza dell’Europa passa dall’arte

La Hoppet trasporta la carovana di teatranti

La Hoppet trasporta la carovana di teatranti

Sta per sbarcare in Lombardia il veliero Hoppet: dal Baltico al Mediterraneo ai… Navigli!
Da sabato 23 maggio l’Italia sarà al centro di un grande progetto teatrale, già in itinere dallo scorso anno, che ha come tema l’Odissea: una grande e diversificata iniziativa itinerante che mescola performing art e teatro sociale, e che dal Mar Baltico si spinge al Mediterraneo con un equipaggio multilingue di attori, registi, artisti, tutti a bordo di una nave appositamente allestita per l’impresa. Hoppet in finlandese significa “speranza”, ed è stata restaurata per l’occasione da un’associazione di svedesi dell’Estonia, individuata dagli organizzatori come il mezzo più adatto per quest’avventura. 

Prendendo spunto dal poema di Omero, “Meeting The Odissey” è stato concepito come uno straordinario viaggio che, in tre anni, toccherà diversi punti dell’Europa: un’avventura fra le arti e i miti del continente, rivissuti attraverso il teatro.
La partenza è avvenuta da San Pietroburgo il 22 maggio del 2014 a bordo del veliero Hoppet, che approderà in Grecia, sull’isola di Icaria, nell’agosto del 2016.

Quest’Odissea rivisitata in chiave contemporanea intende essere un viaggio attraverso il significato più profondo dell’Europa su temi che accomunano tutti i popoli che abitano il nostro continente. Emigrazione, ritorno, patria, popoli: questi temi, che infiammano il dibattito politico attuale, verranno sviluppati dalle varie compagnie teatrali che operano sui diversi territori visitati, testimoniando che l’Europa è proprio questo: cultura e storia comune, non solo spread e finanza.
E quale narrazione classica, se non l’Odissea, può rappresentare e riverberare al presente tutto questo coacervo di suggestioni?

Durante le tre stagioni di navigazione saranno realizzate quattro produzioni artistiche originali, “supportate” da azioni sul territorio denominate Instant Performances, create ogni volta dal nuovo intervistando i residenti dei vari luoghi incontrati durante il viaggio sui grandi temi dell’uomo: l’amore, il viaggio, la guerra, l’identità, l’essere straniero.
Le performance verranno rappresentate nei porti, per strada, nei teatri o nelle metropolitane che via via la nave “troverà” sul suo cammino. Domani a Milano, alla piattaforma Darsena del Naviglio, all’altezza di via Gorizia 9 (ingresso gratuito senza vincolo di prenotazione), racconteranno quest’avventura Leonardo Fiorentini, Michele Losi, Peter Kirk, Tanya Dmitrievna Priyatkina-Weinstein, Ira Rubini e Felice Vinci.

“Meeting The Odissey” è un progetto da 2 milioni 360 mila euro che coinvolge undici nazioni e quattordici strutture, e condiviso anche finanziariamente: dall’Italia partecipano Cada Die, Scarlattine Teatro con il supporto della Regione Lombardia e Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino.
Altrettanto è avvenuto per gli altri Paesi: dalla Grecia la compagnia Anapoda, dalla Danimarca gli Asterions Hus, dalla Polonia l’Opolski Teatr Lalkj i Aktora, dalla Germania i Per Aspera, dalla Repubblica Ceca i ProFitArt, dalla Finlandia Viirus, dall’Estonia i NO99, dalla Russia gli Skorohod, dalla Francia il Reseau en scene Languedoc-Roussillon e da Malta il Malta Council for Culture and the Arts.

Un momento delle prove di Meeting the Odissey

Un momento delle prove di Meeting the Odissey

Dopo la Darsena di Expò, la carovana di “Meeting the Odyssey” toccherà il lago di Lecco durante il festival Il Giardino delle Esperidi, per poi proseguire verso il lago di Como (19/21 giugno), Genova, Malta, la Sardegna (1-23 agosto), spostarsi in Francia e tornare in Italia, a fine settembre, nell’ambito del festival Intercity alla Limonaia in collaborazione con Castiglioncello.

A girare in tournée lo spettacolo “Sbarchi_un odissea “, una produzione Scarlattine Teatro con un cast internazionale.
In questo spettacolo site-specific gli autori si interrogheranno su come il tempo, i pensieri, le emozioni possono cristallizzarsi per vent’anni, nell’attesa di un ritorno. Attraverso il corpo, la musica e la parola sarà raccontata l’altra faccia del Nostos: quella nostalgia del ritorno, l’impossibilità del riconoscere e riconoscersi, dell’essere riconosciuti e tornare ad amare una volta a casa, dopo una lunga assenza.
Al centro del Palazzo di Odisseo, nel cuore della scena, una discoteca trasformata da Penelope e dall’eterno scorrere del tempo: lì ci sarà il pubblico.

Coordinate da Tatiana Priyatkina saranno invece le Instant Performances. La regista russa di Skorohod Platform, attraverso workshop realizzati in collaborazione con il Teatro Sociale di Como, Teatro delle Moire, Qui ed Ora, ScarlattineTeatro, Artificio Como, Malta Art Council, Cada Die Teatro, Raseau en Scene Languedoc, Teatro della Limonaia e Fosca, produrrà differenti performance in cui gli artisti si esibiranno nelle proprie lingue originali, mescolando elementi dell’Odissea con tematiche europee attuali e storie raccolte attraverso lo scambio con le popolazioni locali, per produrre un effetto davvero glocal.

“Meeting the Odyssey” sarà quindi l’inusuale apertura e il ‘piatto’ principale dell’edizione 2015 de Il Giardino delle Esperidi, che vedrà poi il suo consolidato mix di spettacoli, installazioni e incontri tra borghi e sentieri del Monte di Brianza dal 10 al 28 giugno. Un’undicesima edizione che ospiterà, per 19 giorni in cinque diversi comuni, 59 repliche di 25 spettacoli proposti da 21 compagnie tra cui, oltre a quelle europee del progetto, Officina Orsi, Piccola Compagnia Dammaco, Riserva Canini, Daniele Timpano, solo per citarne alcuni.

“Quando le Esperidi si incontrano con Odisseo la notte si fa festa e sogno – anticipa Michele Losi, direttore artistico del festival – Incontro tra Oriente e Occidente, possibilità tra Meridione e Settentrione, il progetto internazionale Meeting the Odyssey sbarca al nostro festival di sguardi, paesaggio, cammino e suono. Un’Odissea contemporanea a raccontare emozioni e visioni sul presente, declinata in molteplici forme artistiche”. Non resta che partire.

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