Mercuzio non muore. Immagini da un presente che reclama futuro

Armando Punzo

Armando Punzo (photo: Guido Mencari)

Prende forma nel 2012 “Mercuzio non vuole morire. La vera tragedia in Romeo e Giulietta”, di Armando Punzo.
Viene presentato sia nel carcere di Volterra, sia nelle strade della città, che a Pomarance. Uno spettacolo in piazza, in mezzo alle persone, tra chi era venuto ad assistere come pubblico, chi aveva partecipato come attore e chi ci si era trovato per caso, turista al di là delle sbarre per un giorno, incantato dal patrimonio artistico italiano, etrusco, medievale e attuale.

Attuale come la Compagnia della Fortezza, che vive in un presente costantemente concentratato sul futuro, il futuro che immagina e interpreta volando con l’immaginazione oltre le sbarre, oltre le mille metafore sul carcere, sui giochi di parole tra detenuto e attore, come se ciascuno di noi fosse, dato lo stato libero, pratico nel maneggiare concetti come libertà o reclusione, arte o presunta tale.

La Compagnia della Fortezza fa Teatro, che lo faccia in carcere, in strada a Volterra, o in giro per i teatri all’italiana cambia poco. Forse i divanetti rossi.

Mercuzio non voleva morire, e per adesso non è morto; ha girato molti teatri in questi ultimi due anni.

La galleria che vi presentiamo oggi si riferisce allo spettacolo presentato al Teatro Comunale Guglielmi di Massa il 6 aprile scorso, ma “Mercuzio non vuole morire” andrà in scena a Firenze, in un evento specificamente pensato per Palazzo Strozzi, nell’ambito della mostra su Pontormo e Rosso Fiorentino, anche il prossimo 3 luglio.

Intanto domani, 29 maggio, stralci di riprese video dello spettacolo verranno proiettati al Cinema Centrale di Volterra per riattraversare l’atmosfera di quei giorni e realizzare un documentario, a cura di Lavinia Baroni, con le impressioni e i ricordi del pubblico che vorrà partecipare.

Il lavoro di Armando Punzo non si ferma comunque qui: venerdì, 30 maggio, presenterà al Teatro di San Pietro a Volterra il Progetto Ulisse, avviato nel dicembre 2013 con la classe III del liceo delle Scienze Umane Carducci di Volterra, che si svilupperà nell’arco del prossimo anno scolastico.
 

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