A Messina il teatro riparte su Latitudini private

L'Amleto in cortile di Sinisi (photo: Giuseppe Contarini)
L'Amleto in cortile di Sinisi (photo: Giuseppe Contarini)

Uno spazio intimo e raccolto, all’interno di un palazzo settecentesco e la terrazza esterna del MuMe – Museo Regionale Interdisciplinare che guarda lo Stretto, illuminato dalle luci della sera.
A Messina, dopo mesi di silenzio, il teatro contemporaneo riparte con rinnovata forza e determinazione, e lo fa sperimentando nuovi spazi, in luoghi all’aperto – nel pieno rispetto delle norme anti-Covid 19 – per permettere ad artisti e pubblico di potere finalmente riappropriarsi dello spettacolo dal vivo e di quell’incontro e scambio unici, tra parola, corpo e sguardo.

Due rassegne, Il Cortile – Teatro Festival, organizzato dall’associazione Il Castello di Sancio Panza, diretta dal regista Roberto Zorn Bonaventura, con la collaborazione di A’ Cucchiara di Giuseppe Giamboi, e MuME20 OFF organizzato da Clan Off Teatro insieme all’associazione culturale Clan degli Attori, hanno preso il via nelle scorse settimane, possibili grazie al coraggio, all’audacia e alla determinazione degli operatori culturali coinvolti.
Lo spazio interno di Palazzo Calapaj – D’Alcontres, nel cuore del centro storico di Messina, a due passi dal Duomo e dal Campanile che domina la città dello Stretto, accoglie dallo scorso 13 luglio e sino al 6 agosto Il Cortile – Teatro Festival, che si snoda lungo cinque spettacoli e tre performance site-specific pensate per gli spazi del suggestivo luogo che ospita il festival.
È stato l’attore-autore e regista Michele Sinisi, con la sua personalissima versione di “Amleto”, ad inaugurare il festival, e anche per Sinisi è stata la prima volta in scena dopo tanti mesi. Tre repliche da tutto esaurito (all’inizio doveva essere solo una), segno che le persone hanno desiderio di tornare a teatro, di vivere un’esperienza di incontro e condivisione a partire dalla parola e dal gesto teatrale.
Sinisi, generoso e potente nella sua performance, ha stabilito da subito con l’attenta platea un rapporto intimo e diretto, sviscerando, parola dopo parola, la vicenda umana di Amleto e di tutte le figure che gli ruotano attorno, smontando e ricostruendo, in scena, attraverso un intenso soliloquio, il testo scespiriano.

La performance “Nor (live) – Un fotodramma”, andata in scena il 16 luglio, è il secondo capitolo di un format digitale cross-mediale, immaginato dall’attore e drammaturgo Simone Corso durante i mesi di lockdown.
Attorno al reportage fotografico di Paolo Galletta, realizzato nel 2013 a Ferentari, periferia poverissima di Bucarest, con le musiche di Giovanni Puliafito e il suono a cura di Patrick Fisichella, Corso ha imbastito una storia che parla di miseria e abbandoni e di una possibilità di resistenza alle macerie e al degrado.

Ad abitare il Cortile poi Giuseppe Provinzano, per la prima volta a Messina con il suo personalissimo cunto “Ferrazzano”, Auretta Sterrantino col suo nuovo spettacolo “Cenere”, Vincio Siracusano con “Theremani” e Angelo Campolo per una tappa della lunga tournée di “Stay Hungry”; mentre il 4 agosto Carullo-Minasi riproporranno il pluripremiato “Due passi sono” e spazio alla danzatrice Gaia Gemelli con “Defragmento” il 6 agosto.
«Ogni festival è atto rivoluzionario, come dice il manifesto di Arcipelago, la rete dei festival siciliani di cui facciamo parte, e noi ne siamo certi; il teatro non si può fermare» afferma Roberto Zorn Bonaventura, direttore artistico in collaborazione con Giuseppe Giamboi, ristoratore raffinato, attento all’arte e curioso nello sperimentare nuove forme dello “stare insieme”. «In questo 2020 iniziato nel peggiore dei modi, crediamo fermamente nella necessità e nella caparbietà di fare teatro. Lo facciamo unendo le forze con chi fa questo mestiere, con chi ha scelto di vivere di teatro, con associazioni e compagnie e con il sostegno di Latitudini, la rete di drammaturgia siciliana. Si tratta, come sempre, di uno sforzo tutto privato – conclude Bonaventura – messo insieme tra molti sacrifici, con il sostegno di Latitudini e l’aiuto e la comprensione delle compagnie ospiti».

Il cortile esterno e il giardino del Mu.Me. fanno da palco alla rassegna MuME20 OFF organizzata da Clan Off Teatro insieme all’associazione culturale Clan degli Attori diretta da Mauro Failla e Giovanni Maria Currò che, dal 15 luglio sino al prossimo 26 agosto, propone sette eventi teatrali per ripartire ed intraprendere un viaggio alla ricerca dell’inconsueto tra miti, personaggi dalla grande forza espressiva e storie intime e potenti.

«Ripartiamo da una riflessione sul presente, dentro i confini dell’arte, con la forza di certo teatro e la cooperazione di artisti di grande levatura – raccontano Failla e Currò – Si esplorano le zone di contatto tra le arti sceniche e i territori espressivi atti a veicolare esperienze artistiche e soprattutto umane. L’idea di contemporaneità si coniuga con quella di complessità. La ricerca artistica agisce in verticale, scava in profondità. Non indica soluzioni, semmai solleva qualche dubbio. Tende l’orecchio verso l’incerto. Gli artisti coinvolti nella rassegna MuME20 OFF si misureranno in un unico spazio condiviso con l’obiettivo di trasferire sguardi, poetiche, urgenze. A margine, non meno essenziale, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali del territorio siciliano e di ogni altro bene che possa costituire testimonianza di civiltà».

Didon now sarà in scena il 17 agosto

Didon now sarà in scena il 17 agosto

In scena lo scorso 22 luglio “Intr’a Medea” di Germano Marano e Daiana Tripodi della compagnia Retablo, e ancora “Terra di Rosa –Vite” di Rosa Balistreri il 29 luglio, omaggio ad un’artista tenace e sensibile, scritto, diretto e interpretato da Tiziana Francesca Vaccaro per Interdisciplinare delle Arti. Il 5 agosto sarà la volta di “Nove” di Egle Doria della Compagnia Madè e Nicola Alberto Orofino, “Meter Tygater” (12 agosto) scritto e diretto da Aurora Miriam Scala, con Maria Chiara Pellittieri e la stessa Scala per La Bottega del Pane, “Didon now” (17 agosto) di Lina Prosa, con Elisa Di Dio e Giorgio Cannata. “Le mille bolle blu” (19 agosto) di Salvatore Rizzo, regia e interpretazione di Filippo Luna per Nutrimenti Terrestri, e ancora “Invio al mito – Storie mitologiche come non le avere mai ascoltate” di Corinna Bennati Lo Castro e Luana Rondinelli il 26 agosto.

Entrambe le rassegne sono sostenute dalla rete di drammaturgia siciliana contemporanea Latitudini, perché – come sottolinea il presidente Gigi Spedale – «in questo difficile periodo storico, gli effetti della pandemia hanno falcidiato le attività di spettacolo dovunque. Gli enti pubblici locali, specialmente nel Messinese, non hanno saputo o voluto supportare in alcun modo l’ardua ripresa delle attività delle nostre migliori compagnie teatrali. Un sostegno allargato a tutte le iniziative degli associati in tutta la regione. Un riconoscimento va al Museo di Messina, che ha regalato un nuovo spazio scenico in una città dove i luoghi deputati rimangono inaccessibili alla più che mai preziosissima iniziativa privata».

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